domenica 25 marzo 2007

Il Pericolo tra noi...

Il pericolo è tra noi, nessuno è più al sicuro…si salvi chi può. Sembrerebbe l’inizio di un racconto bellico, di un tragico resoconto dell’ennesima guerra. Non temete cari amorfi concittadini, non voglio tediarvi con cose o fatti che succedono a migliaia di chilometri di distanza e che quindi abbiamo tutti il nostro bravo diritto civile di considerare come facenti parte di un altro luogo, un altro tempo. Per fortuna siamo molto lontani da qualsiasi conflitto da non sentire il rumore di una bomba che cade, il puzzo del sangue che scorre e tutto l’ameno resto. Ma stop al panegirico; la frase iniziale è riferita a ciò che penso quando vedo il telegiornale, leggo un quotidiano, o semplicemente mi guardo attorno, lietamente passeggiando nel nostro idilliaco borgo. “Coetanei picchiano compagno di classe disabile inneggiando al nazismo ed al razzismo durante l’orario scolastico filmando il tutto con i cellulari. Torino” “Maestra elementare taglia la lingua ad un bambino di 7 anni durante la sua lezione. Milano” “Diciottenne entra in un centro commerciale uccide 5 persone e viene successivamente abbattuto dalla polizia. Utah, USA” “Poliziotto ucciso negli scontri dopo una partita di calcio. Catania” “Diciottenne ucciso dalla polizia mentre rientrava a casa. Bologna” “Minorenne accoltella e uccide due ragazzi di 18 e 19 anni per gelosia. Pozzuoli” “Felice coppia di coniugi uccide 4 persone, vicini di casa, tra cui un bambino di 2 anni e poi dà fuoco alla casa nel tentativo di eliminare le prove, perché venivano disturbati dai loro maleducati vicini. Erba” “-Stasera aggiu vattuto a mammema pecchè non me vuleva fa ascì- Casanova (persona non citata per motivi di privacy)” “-Violenza uguale esigenza- pallido riflesso di filosofia ultras napoletana made in Casanova.” Insieme a molte altre questa scritta fa bella mostra di sé nella nostra villa. Si ciancia tanto di "bullismo" in questo ultimo scorcio d'inverno impazzito, e apposta ho voluto citare fatti e notizie che con questa realta' apparentemente non c'entrano poi molto. Ne siamo cosi' sicuri? Il problema principale secondo me e' una cronica carenza di eduzione. Certo voi direte “questo succede solo nelle grandi citta', il problema non e' il nostro”. E invece io vi dico: il problema c'e' anche da noi, ed e' tangibile. Faccio un esempio banale: se in un assolato meriggio dei ruggenti anni '80 io, o chi per me, rompeva i coglioni ai ragazzi piu' grandi, tosto veniva redarguito con un paio di legittimi ceffoni. Ora, Anno Domini 2007, se solo mi azzardo a sfiorare un pargolo, so che dovro' inevitabilmente pugnare con il di lui padre, pronto a difendere il proprio rampollo con le unghie e con i denti. E allora ve la dico io la verita', i vostri teneri figlioletti sono dei piccoli cafoni bastardi, e la colpa e' vostra cari condiscententi genitori. Ma io vi avverto, come oggi che sono piccoli, rispondono male, o peggio ancora, a insegnanti e genitori vari, domani se la prenderanno con voi, se non lo fanno gia'. E allora che farete? Quando vostro figlio fresco patentato, vi rubera' la Mercedes ultimo modello, che trasuda il sangue dei vostri ultimi cinque anni di risparmi e salti mortali per arrivare a fine mese, a chi darete la colpa? Quando vostra moglie si infilera' nel letto con un occhio nero perche' non voleva mandare vostro figlio all'after, e lui no “perche' se alle sei di mattina esci dalla discoteca e non vai all'after allora sei uno sfigato, che poi se torno alle sette o a mezzogiorno e' la stessa cosa”, quando voi non l'avete nemmeno sfiorata con un dito, anche quando, parliamoci chiaro, l'avete sorpresa a fare gli occhi dolci all'idraulico, chi denuncerete? Ho modestamente azzardato una spiegazione a tutto cio'. Tutti sappiamo che fino a qualche decennio fa a Casanova, le famiglie che se la passavano bene e che contavano erano poche,e il resto era Scamma, e che io figlio di qualsiasi contadino morto di fame dovevo il Don anche all'ultimo pezzo di merda uscito dal buco del culo del piu' reietto esponente di quei pochi notabili, e che la loro parola come quella di mio padre, anche quando dicevano emerite cazzate, era legge. Ebbene questo era un estremo, e sapete come la penso riguardo agli estremi, ma oggi si e' arrivati all'estremo opposto. Perche' poi con il passare del tempo, e con il mutare della societa', quei figli di contadini si sono accorti che quel rispetto inamidato era solo dovuto a convenzioni sociali, e quando hanno avuto i figli e qualche soldo in piu' nelle tasche, hanno giurato sul loro sangue di dispensare la loro porgenie da quello che avevano dovuto ingoiare loro. E come al solito hanno strafatto, non hanno saputo trovare la misura, ed ora ci ritroviamo dei piccoli Sandokan-Catanghi che scorazzano nelle strade. E ora mi rivolgo ai genitori carinolesi: “Vi siete tanto offesi da questo mio articolo-sfogo? Bene, continuate cosi', la foto sul giornale di domani o chissa' un intero servizio della “Vita in Diretta” potrebbe parlare di voi e dei vostri figli. Uno dei due potrebbe pero' non essere presente per gloriarsene nel bar. Un Cordiale e rispettoso saluto

Michele Angusbon

 
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