mercoledì 11 aprile 2007

Febbre

È una febbre che sale, piano.
Lentamente prende controllo del mio corpo esausto, e mi toglie il fiato.
Svuotato di senso, senza identità, continuo a girare in tondo, ed il solco che lascio sui miei passi mi separa da voi come una porta che si chiude, per non aprirsi mai più.
È questa la mia canzone, scritta con parole di nulla su buste bianche…….e non voglio sentire, non voglio vedere. Mai più.
E non mi appartenete, non più, ed è come non avervi mai avuto.
Sono un brivido che vaga randagio, mi fermo sui sorrisi congelati dalla muta vergogna, e ricomincio a viaggiare,
Sono una schiena perpetua, e ovunque mi vedrete vi volgerò le spalle.
Mi allontano verso un orizzonte di carta, finto, marcio, come una mano di lacca traslucida, sul cielo che ci sovrasta.
Le nuvole sono bolle d’aria, che trasportano i miei sogni lontano da tutto.
Sono morto e parlo con i morti, e la mia è una lingua morta, persa nel tempo…come un giardino invaso dall’erbacce, un tempio in rovina, un film che hai dimenticato, una canzone che non hai mai ascoltato.
E svanisco nell’aria, mi stringo ai muri, e sembra che questa realtà mi stia fagocitando.
Solo un altro mattone, un altro pezzo della città, come in un folle presepe, senza altro scopo se non occupare uno spazio vuoto.
Mentre loro riprendono dall’alto…………………

Kai

 
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