domenica 15 aprile 2007

Lettera a Don Carlo

Carissimo don Carlo,

le scrivo due righe giusto per risolvere una piccola curiosità. Volevamo sapere come mai il santuario della Grancelsa, dopo i lavori di ristrutturazione è lontano dall’essere completato? E soprattutto, perché il santuario della Grancelsa sembra il mulino bianco? Ero bambino quando in onore della festa di Maggio entravo nel santuario e rimanevo colpito dell’affresco che dietro l’altare mi guardava. Oggi non sono ancora del tutto grande e non comprendo come mai, dopo aver imbiancato la facciata, l’interno del santuario è ancora invalicabile . Tralasciamo il fatto che più di ristrutturazione, sarebbe stato meglio parlare di restauro (che è cosa diversa), ma sembra proprio che i lavori svolti fino ad esso si presentino come una vera presa per il k*lo? Non voglio credere questo, ma visto che sono svariate festa di Maggio che non si riesce ad entrare nel santuario, sarebbe cosa buona ripristinare i lavori in modo da terminare per davvero la ristrutturazione. E’ da evidenziare che questa piccola lettera non è un invettiva personale, ma deve essere considerata come una sollecitazione nel consegnare un simbolo molto sentito dai casanovesi. Non voglio soffermarmi sul fatto che il santuario nasce sulle spoglie di una villa romana e che tutta l’area circostante è un sito naturale notevole (e solo per questi due elementi il santuario meriterebbe sicuramente di più che assomigliare al logo di una di un’ industria di biscotti) ma volevo solo dire di sollecitare chi di dovere per ricuperare completamente e nel migliore dei modi, una chiesetta di collina piccola piccola che merita sicuramente di più. Concludendo volevo dire che secondo me visti i risultati estetici era meglio affidare i lavori a Zi Dante che con minori spese sicuramente avrebbe partorito un risultato migliore.


Polluce

 
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