giovedì 10 maggio 2007

Il Ratto e la Montagna - II . Il Sogno


In realtà non c’era nessun programma dietro Clonating Freedom, nessuna pianificazione, nessun disegno, nessuna aggressiva politica aziendale, niente di quello che ci si aspettava dalla World Bank insomma, solo un sogno, il Sogno di Calzini Bucati. Un sogno che era iniziato tanto tempo prima, in un’assolata mattina di luglio. Erano appena le 8 del mattino, e già un sole assassino si levava su tutto il New Hampshire. Da lì a poco sarebbero cambiate le sorti dell’intero pianeta, ma Calzini non lo sapeva, nessuno in verità ci aveva pensato, faceva troppo caldo per pensare. D'altronde in quella dannata estate del 1944 c’era ben altro a cui pensare, i Capoccioni su a Washington avevano pensato bene di andarsi a sporcare le mani in Europa, che li lasciassero spolpare dal loro Cerbero. Maledetti lascivi libertini, pervertiti e molli, oberati sotto il peso schiacciante della loro fottuta tradizione, della loro strafottuta Storia. Cosa avevano mai fatto gli Europei per loro? Un cazzo di niente, proprio un cazzo di niente. Sapevano solo continuare ad immigrare, portando il loro fetore insieme a branchi di informi sudici bambini nella loro Terra…..e poi l’Europa era troppo vicina all’Africa, troppo vicina, cosa ne sarebbe potuto mai venire di buono? Un cazzo di niente, proprio un cazzo di niente. Questo pensava Calzini, mentre si sistemava la divisa davanti lo specchio, e notò che, come sempre gli accadeva quando pensava troppo forte, la sua faccia era diventata paonazza, di un bel color mattone, mentre una vena bluastra gli pulsava sulla tempia destra. Il reverendo gli aveva raccomandato di non pensare troppo forte, che quando pensava troppo forte poi si sentiva male, e poi era già in ritardo.
Quello era il suo primo giorno di lavoro, Calzini aveva 16 anni ormai e doveva cominciare a rendersi utile per la sua comunità, ma era così stupido da non poter imparare nessun mestiere. La sua famiglia aveva provato da ogni singolo commerciante e artigiano di Bretton Woods, ma il loro figliolo proprio non riusciva. E così era già trascorso tutto giugno, quando il reverendo che aveva preso a cuuuuu……ore la situazione del povero ragazzo, gli aveva trovato un posto che sembrava proprio adatto a lui. Aveva sentito che dal 1° al 22 del mese di luglio si sarebbe tenuta una conferenza giù a Bretton, e che cercavano personale di serivizio. Il piccolo Calzini non avrebbe dovuto far altro che stare impalato davanti un porta aspettando che la sera arrivasse. Il giovane si era preparato a puntino, e si sentiva proprio un grand’uomo nella sua divisa bordeaux, ma doveva sbrigarsi chè già era in ritardo. Sì bravo Calzini, in ritardo il I giorno di lavoro, proprio perfetto, l’avrebbero detto al reverendo, lui che si era tanto prodigato e affannato per trovargli un lavoro decente. Si immaginò la scena del rimprovero, la faccia grassa del reverendo china sulla sua, il suo alito che sapeva di cetriolini sott’aceto e “whiskey da bagno”, le sue mani che lo mondavano dal peccato, proprio dove lui non poteva toccarsi…..Doveva tagliare per il bosco.
Così avrebbe guadagnato del tempo prezioso, sarebbe arrivato in orario, e avrebbe rimediato al suo errore, aveva pensato troppo agli Europei, maledetti Europei. Giurò che avrebbero pagato anche per quello, e si avviò di corsa tra gli alberi.
Mentre trottava sudando, Calzini scorse la figura di un uomo in bicicletta che lo precedeva. L’uomo pedalava lentamente, e canticchiava qualcosa di cui il ragazzo non riusciva ancora a coglier il senso, ma presto l’avrebbe raggiunto. Mentre si avvicinava allo strano uomo, Calzini pensò che già aveva sete e che quel dannato caldo e quella corsa a perdifiato di certo non l’avrebbero aiutato, quando iniziò a distinguere le parole della canzone:
One pill makes you larger
And one pill makes you small
And the one that your mother gives you
Don’t do anything at all
Go ask Alice
When she’s ten feet tall….
L’uomo sulla bicicletta si fermò di colpo, sentendo qualcuno arrivargli alle spalle, si girò lentamente sorridendo, ed esordì in uno strano inglese: “Bon Ciorno karo racazzo, dove vai così in fretta? Non zai forze che la fretta essere kattiva conzigliera?”. Calzini si fermò riprendendo fiato, quell’uomo gli risultava simpatico, anche se c’era qualcosa che non riusciva a capire, forse quegli occhi così grandi, o quel sorriso, aveva un che di innaturale. “Buon Giorno signore, io sono Calzini Bucati”.
“Calzini Bucati, che nome curiozo” disse fra sé e sé l’uomo che ormai era sceso dalla bicicletta.
“ Oh ma che cafone, scuza questo essere imperdonabile da parte mia, ancora non mi sono presentato. Io zono Doktor Albert H. ma tu puoi chiamarmi Al”
“Buongiorno Al, mi scusi ma sono già in ritardo, sa oggi è il mio primo giorno di lavoro….”
“Non korrere così racazzo, tu sembra essere akkaldato, perché non siede qui con me, zuo amico Herr doktore, e provi la mia nuova bevanda?” Così dicendo estrasse dal panciotto una boccetta che conteneva un liquido blu, e la agitò con fare giocoso davanti gli occhi di Calzini. “Facciamo un patto, mio ciovane amiko, tu assaggia la mia bevanda e io ti do un passaggio sulla mia bicikletta fino in paese. Ja?”.
“Ok” rispose Calzini. Al intanto con una mossa fulminea aveva preso un contagocce, e aveva lasciato cadere poche gocce nella bocca del ragazzo . “Queste basteranno” mormorò tra sé. Calzini aveva sentito sulla lingua uno strano sapore, come quando ti metti del ferro in bocca, ma soprattutto rimase deluso dalla modica quantità. “Ehi amico m’hai buggerato, la tua bevanda fa schifo, sa di ruggine, sai una cosa? la Dr. Peppers è molto meglio”.
Al guardò il ragazzo con aria divertita “Non essere impaziente mio ciovane amico, ora devi solo aspettare:” e scoppiò in una fragorosa risata.
“Vieni zali sul portapakki, ti accompagno a Bretton Woodz, così intanto ti rakkonto la mia ztoria”.
I due si avviarono e l’uomo iniziò a raccontare: Come avrai cià kapito io non zono Amerikano, io essere nativo di Baden in Switzerland, io avere studiato Zurich, kimika orcanika. E poi io inizia a lavorare alla Sandoz. Tu conosci Sandoz?”
“Nossignore, non conosco nessun con quel nome” rispose il ragazzo mentre iniziava a sentirsi la lingua gonfia e intorpidita. Al represse una risata e continuò il suo racconto “un ciorno, cirka ein anno fa, era il 16 aprile 1943, incidentalmente mie dita entrarono in kontatto con la bevanda che stavo inventando, e lì capìì. Da allora ciro il mondo con la mia bicikletta, portando a tutti la mia crande skoperta”
“Ma signore, non capisco, cosa sta cercando di dirmi. Mi sento strano, mi gira la testa.”
Al si girò a guardare Calzini e disse “Sei quasi pronto amiko, siamo arrivati al tuo Bretton, scendi”. Calzini si presentò sbandando al suo capo e farfugliò “Buongiorno signore sono Calzini, mi manda il reverendo Manson”. Il Capo guardò prima l’orologio poi Calzini con occhio torvo: “ah sei lo Stupido, bè qui non siamo in chiesa ragazzo, non tollero ritardi, alla prossima sei fuori! E….un ‘altra cosa cos’hai fatto alla tua faccia, è rossa come un pomodoro!!! E quegli occhi….non avrai mica bevuto ragazzo?non ti sarai mica ubriacato?”
“Nossignore non ho bevuto alcohol signore, solo uno strano liquido blu che mi ha offerto Al” rispose il ragazzo.
“Al, e chi diavolo sarebbe Al?”
“Signore Al è l’uomo sulla bicicletta…..l’amico di Sandoz, lui mi ha dato un pass….”
“Senti piccolo stronzo cacasotto, porta il tuo dannato stupido culo fuori di qui, datti una sciacquata alla faccia, e mettiti al lavoro!!!! E non parlare più delle tue stupide stronzate, altrimenti ti rispedisco a casa!!! Sono stato abbastanza chiaro????
“Sissignore, chiarissimo signore”
“E allora fuori dai coglioni!!!!!”
Calzini corse via incespicando, mentre nell’ufficio da cui era appena uscito, il suo boss aprì un cassetto da cui estrasse una bottiglia di Bourbon e bevve una lunga sorsata. Poi con un espressione disgustata disse ad alta voce “Questi fottuti ragazzi saranno la rovina dell’America. Bah ma è così che sta girando….” e si alzò dalla sua sedia scoreggiando.
Calzini ora era in bagno con la testa sotto il getto dell’acqua fredda mentre la stanza continuava a danzare e a sciogliersi, non capiva cosa diavolo gli stava accadendo ed aveva paura. Maledisse Al, Sandoz e la loro maledetta bevanda, non poteva lavorare in quelle condizioni. A un certo punto sentì il rumore dello sciacquone e un uomo uscì da un bagno, e gli si avvicinò sorridendo. Era un uomo non troppo alto, con un naso a patata, le sopracciglia cespugliose, e due piccoli occhi porcini e cattivi. Si accovacciò accanto al ragazzo e afferrandogli il collo gli sputò in faccia: “Senti piccolo bastardo, guardati sei strafatto come un fottuto Hippy.”
“Cos’è un hippy signore?” riuscì a mugolare Calzini.
L’uomo gli mollò un ceffone e riprese a parlare: “Un hippy è un fottuto capellone rottinculo comunista, non osare interrompere più il Presidente!!”. Poi con un tono più basso continuò “ io vengo da lontano ragazzo, da un altro tempo, e da dove vengo io sono quasi alla frutta, hanno già quasi sgamato l’impiccio al Watergate hotel ma ciò non deve interessarti, tu sei il fulcro temporale che mi permetterà di tornare in vita. Ascoltami so che tu sei un buon americano, un buon patriota. Bene devi sapere che l’America in questo secolo crescerà spaventosamente, e all’inizio del prossimo arriverà a possedere tutta la terra, ma questo non è un bene anzi, noi dobbiamo guardarci dal Nemico. Ma è meglio che tu non sappia di più, tieni questa busta, dentro ci sono delle istruzioni. Le leggerai dopo che ti sarai laureato in economia, e dopo che sarai a capo del WB. Fino ad allora ricorda, io veglierò su di te e sul tuo operato, che L’America prevalga”. L’uomo si dissolse in una nuvola rossa e non restò più niente di lui.
Calzini fu ritrovato steso sul pavimento del bagno che ripeteva ossessivamente “Sì signor Presidente, che l’America prevalga. Sì signor presidente, che l’America prevalga”.
Calzini fu cacciato a calci in culo dal palazzo di Bretton Woods, dove in quei giorni si decideva il destino del mondo, la World Bank e il FMI sarebbero nati in quei giorni, ma né Calzini sapeva ancora cosa fossero, né Keynes né nessun altro avevano pensato che quel ragazzo ubriaco un giorno ne sarebbe stato a capo.
Il 9 marzo 2009 alle ore 9:35 di mattina fu clonato l’ex presidente Richard Milhous Nixon.
E il balletto incominciò…..
Capotato

 
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