lunedì 28 maggio 2007

No se Puede Ser Bueno....

Se l'inventrice della parola milleurista (dall'originale: mileurista) avesse riscosso i diritti d'autore, a quest'ora nuoterebbe nell'oro. Ma la cosa più probabile è che Carolina Alguacil continui a essere povera come quel giorno d'Agosto del 2005 durante il quale parlò dell'esistenza di un gruppo sociale i cui componenti hanno: un'età comune (intorno ai 30 anni), gli studi (universitari), le lingue (due o tre, a volte di più), master (molti), il gusto di vivere in città, così come l'impossibilità di risparmiare, di avere figli e di rendersi indipendenti (molti vivono con i genitori o condividono un appartamento).
Lo ha fatto tramite una lettera diretta al direttore di El País nella quale si riferiva a quelle persone che guadagnano intorno ai mille euro con il nome di milleuristi, parola che dalla pubblicazione della sua lettera si è ripetuta così tanto che già forma parte del nostro bagaglio culturale, (un linguista direbbe che sta quasi per lessicalizzarsi). Ci sono avvenimenti che attraversano la realtà senza passare per il linguaggio e altri che attraversano il linguaggio senza passare per la realtà. La Spagna, per riportare un esempio, si è rotta mille volte tramite la lingua durante gli ultimi tre anni, ma nessuna in realtà. Invece, questa generazione di milleuristi esisteva nella realtà, ma non nel linguaggio fino a quando Carolina Alguacil gli ha dato un nome, come Dio agli animali, e sono arrivati su di lei gli studiosi del comportamento, che, catalogando il campione, hanno scoperto il suo habitat, i suoi costumi sociali e venerei, la sua formazione, il suo grado di ansia, il suo modo di comunicare con il mondo...
In questo modo abbiamo saputo che mangiano in ristoranti asiatici con menù di sette euro, che svolgono lavori inferiori alla loro preparazione accademica, che condividono appartamento e frigorifero con altri milleuristi, con i quali a volte si accoppiano senza effetti riproduttivi, e che sebbene al principio la situazione pare gradevole (quasi tutti conoscono la serie Friends), a poco a poco che passa il tempo l'angoscia li divora dentro e fuori, come fosse una termite. “Non so cosa mi accadrà ”, diceva Carolina a un redattore de El País che andò a farle una intervista.
La Spagna non si rompe, alla fine, ma si sbriciola in questi giovani che a partire dai 35 anni sono scagliati al secchio dell'immondizia con i resti del festino capitalista al quale sono serviti come dessert. Il postmilleurista non serve neanche come cibo per cani, il cui stomaco è inabile alla digestione di lingue, master, erasmus e altri titoli e borse di studio che formano parte della sua anatomia. Se li porta il vento senza che abbiano creato un sindacato, fatto una rivoluzione o, più semplicemente, lavorato in proprio. I banconi dei bar alla moda sono pieni di pubblicisti, medici, avvocati, ingegneri e psicologi capaci di maledire in tutte le lingue comunitarie. Vita da cani.
Sicuro che lei ha un milleurista a tiro: suo figlio, suo fratello, sua cognata, il suo vicino (suo padre no, già abbiamo detto che i milleuristi non si riproducono). A volte li si vede in gruppo, per la strada, manifestando per il prezzo della casa, con cartelli che dicono “un rene per una stanza”, “stop alla speculazione”, o “non avrai una casa nella tua fottuta vita”. Sono gente pacifica, beh con la loro dimensione e un poco di organizzazione potrebbero ribaltare ogni cosa. NON SI PUO' ESSER BUONI.


Questo articolo è stato estratto dal quotidiano El País del giorno 7 Maggio 2007. L'articolo è del famoso scrittore Juan José Millás e tradotto da me appositamente per il nostro caro Quiquiri. Ciò che c'è scritto è ovviamente riferito alla Spagna, paese da cui proviene tanto l'autore come il quotidiano, ma io penso che il suo significato si possa estendere a tutte le nazioni dei nostri giorni o per lo meno a quelle dell'Europa... che io conosco. Perché è proprio vero a questo mondo NO SE PUEDE SER BUENO.

Mr. Flick

 
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