venerdì 31 agosto 2007

La guerra dei Cassonetti. Capitolo II - l'incantesimo della parola di burro


Niente è finito, la guerra continua nella tribù di Kasanovia. La principessa Mazzucchi degli Ulivi, soddisfatta della sua supremazia, bandì una notte di sfrenati festeggiamenti, offrendo al popolo la soave musica dei menestrelli “ Gli alunni del sole”. Il popolo accorse numeroso e festoso, notando che i cassonetti non erano nell’agorà della villa e spensierati ballarono a ritmo di musica. Al ballo di corte c’erano tutti, ma proprio tutti: il feudatario DiBiasox, il barone silenzioso Marresum che sempre tace e sempre annuisce alle parole del grande feudatario, perfino Marcantonio d’Egitto il quale, nonostante mal sopportava il potere di DiBiasox si trastullava e deliziava della musica. Insomma, c’erano tutti o quasi. Solo una persona mancava, ed era il duca Gennaro Asdrubale Libero dei Mannilli, il quale macchinava tremenda vendetta. Il popolo si divertiva, la principessa orgogliosa faceva sfarzo della sua vittoria ostentando le sue cinque palle di nobiltà, e il duca della casata dei Mannilli pensava e pensava. Alcuni giorni passarono e la principessa Mazzucchi degli Ulivi, sicura dell’emendamento stilatogli dal feudatario di Maradonia Di Biasox, riposava tranquilla, ma la nobile troppo sicura di sè, ignorava un fattore fondamentale. Dimenticava del gran potere magico che Di Biasox possedeva, ovvero il dono della “parola di burro”: una sorta d’incantesimo che fa sciogliere le sue parole dopo un secondo, mutare una promessa in un fraintendimento, trasformare un si in un no, determinare solo per chi lo ascolta un senso di smarrimento che inevitabilmente ti trasporta in un fiume dove ciò che si decide diventa subito il contrario di ciò che si è detto. Un potere unico, che solo il feudatario di Maradonia possiede e sul quale ha fondato il suo potere. La principessa trascurò il potente dono magico di Di Biasox e una mattina………Il duca dei Mannilli fomentò il popolo, scatenò una guerra interna alla corte di Maradonia, cavalcò le spaccature create da un ciclostilato di dubbia provenienza che dileggiava la principessa e, come una serpe all’improvviso colpì. I cassonetti tornarono sotto le mura del castello degli Ulivi. La principessa Mazzucchi al suo risveglio sbigottita dal ritorno degli odiati cassonetti subito corse da DiBiasox, chiedendo spiegazioni sul fatto e chiedendo il rispetto dei patti che l’emendamento da lui bandito imponevano. Di Biasox ricorrendo alle sue arti magiche disse: “guardami, guardami, non c’è nessun emendamento, è tutto frutto della tua immaginazione”. Dopo aver pronunciato altre formule magiche schioccò le dita e la principessa sotto incantesimo dovette ritornare a casa. Il Duca Asdrubale Libero dei Mannilli, ancora una volta ha vinto, preparando a puntino una strategia che ha dell’incredibile, fatta di fomentazione, di volantini di dubbia provenienza, accordi segreti con il feudatario DiBiasox ecc ecc. Insomma il duca, forte del suo risultato, si gode la vista dei cassonetti sotto le mura del castello della principessa, anche se tuttora nella tribù di Kasanovia si narra una leggenda, ovvero “ la leggenda dei cassonetti mannari”. Una leggenda antica, che riferisce di oscuri avvenimenti: si dice che durante le notti di luna piena i cassonetti, spontaneamente, si spostino da una parte all’altra della villa animati da misteriose tecniche di magia e costringendo l'indomani il popolo a mettersi alla caccia dei cassonetti, i quali misteriosamente cambiano locazione.
Ma, questa, è un’altra storia.

Depopa

 
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