martedì 4 settembre 2007

"Impossible is nothing"


Lo ha detto e lo ha fatto. Erano circa le tre di notte e i soliti beoni dopo aver sparato cazzate a fiumi e aver toccato tutti i temi possibili, uscì fuori all’improvviso, l’argomento sport ed in particolare si discusse di ciclismo. O meglio, si discuteva delle presunte qualità ciclistiche di uno dei presenti, il quale con una certa malinconia chiedeva se all’età di ventiquattro anni vi fosse una possibilità di sfondare nel ciclismo italiano, nonché di conquistare la maglia rosa. Tutti, automaticamente lo mandarono a fan#*/o e subito il dibattito si accese. Il diretto interessato difendeva a spada tratta le sue potenzialità ciclistiche, sfidando tutti i presenti in fantasfide improponibili. Il giovane che ha preferito i libri (per modo di dire) ai pedali, convinto delle sue possibilità, mentre la presa per K#+lo generale riempiva la villa di schiamazzi, lanciò senza paura una sfida praticamente impossibile. Casanova Roccamonfina 60 minuti. Tutti nuovamente lo mandarono a fa#*[0 ma lui deciso, non mosse un ciglio e furono chiariti così, le modalità della scommessa. Nell’eventuale vittoria del ciclista per caso, tutti i presenti avrebbero dovuto pagare singolarmente una cena al vincitore. Mentre in caso di sconfitta la giovane promessa casanovese, si sarebbe fatta carico di offrire a sue spese, una cena per tutti. I beoni andarono a letto conviti che all’indomani (come accade quasi sempre) tutto ciò che era stato concordato, puntualmente si sarebbe rivelato la solita st°*>@ta e che addirittura il giovane ciclista non si sarebbe neppure fatto vedere. L’appuntamento fu fissato per le 17.00 e tutti o quasi, avevano dimenticato della scommessa, quando alle 16.00 incominciarono a squillare i cellulari dei beoni e increduli capirono che il giovane ciclista per caso non aveva dimenticato, anzi deciso come non mai, ribadì la volontà di arrampicarsi a suon di pedalate per le salite che portano a Rocca. Tutti pronti. Fu organizzata l’ammiraglia per affiancare e testimoniare le gesta del giovane, si aggiunse anche una moto per la scorta d’acqua, mancava solo l’autoambulanza non richiesta dall’astro nascente del ciclismo mondiale, il quale sprezzante del pericolo era ormai pronto. Furono chiarite nuovamente le modalità della scommessa, lievemente modificate, infatti non si parlò più di cena ( visti alcuni piccoli problemi di natura economica) ma di una bevuta generale. Il tempo di percorrenza non fu cambiato: Casanova Rocca 60 minuti. Alle 17 e cinque minuti, l’impresa incominciò. L’ammiraglia, munita di acqua, di telecamera e tutto ciò che serve per una buona assistenza tecnica, partì al seguito del giovane. L’atleta con andatura decisa e lineare in meno di dieci minuti già si trovò a Cascano, per poi superare S.Felice e dunque innestarsi nell’aspra salita che porta a Valogno. La pedalata decisa del ciclista per caso man mano diventava sempre meno limpida e i suoi assistenti già erano pronti a chiamare il pronto soccorso, ma allo stesso tempo non mancava l’incitamento che alle porte di Valogno diventò la vera forza del giovane che pedalata dopo pedalata, metro dopo metro divorò il piccolo paesino tra gli applausi dei suoi amici nonché dei residenti, i quali assistendo a quella scena crederono di trovarsi di fronte il rappresentante azzurro per le prossime olimpiadi cinesi. La prima tappa fu superata, quando improvvisamente il destino beffardo tirò un brutto colpo al giovane che inspiegabilmente si arrestò. Cosa era successo non fu subito chiaro, tutti temevano il peggio e così tutti uscirono dall’auto. Crampi, che a causa del mancato allenamento del giovane, bloccarono la sua scalata. Tutti rattristati ormai si pensava al ritorno, quando grazie ad alcuni massaggi terapeutici, l’impresa continuò. La meraviglia del “ciclista per caso team” non poteva non determinare un tifo sfegatato che secondo dopo secondo accompagnava il giovane ad una vittoria praticamente in pugno. La vetta era vicina, quando un secondo stop bloccava nuovamente il giovane, uno stop di natura tecnica (era scuccata a catena) che in pochi secondi venne risolto, riportando sul sellino l’atleta che di fronte agli occhi dei suoi compagni assaporava la vittoria. A quel punto i testimoni all’impresa che alla vigilia della sfida lo avevano preso per il K§*o dovettero ricredersi e lo accompagnarono con sentito orgoglio all’arrivo. L’entusiasmo era tale che il traffico roccano venne bloccato. Abbracci e grida di gioia ruppero la calma della piazza centrale di Rocca. Lo ha detto e lo ha fatto il giovane Paolo, il quale con questa impresa ha dimostrato che tutti possono se vogliono. All’arrivo con poche battute, Paolo il ciclista per caso, riassume il significato della sua vittoriosa impresa: “impossibile is nothing”. Poche parole ma chiare e dirette verso tutti i giovani che da Paolo devono imparare che tutti i traguardi si possono raggiungere se lo si vuole veramente. Sorvolando su come continuò la serata, possiamo solo dire che felicissimi di pagare la scommessa persa ci fu festa festa e festa per Paolo, il ciclista per caso. Grazie Paolo.
Poorlino sport

 
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