lunedì 24 dicembre 2007

HIC SUNT LEONES


“Non andate lì, che c’abbuscate!”. Quante volte questa frase è stata ripetuta alle persone che proponevano di recarsi al presidio. Qualcosa tuttavia non era chiaro, e questi avvertimenti ci sono sempre sembrati dettati dalla volontà di mantenere viva la “guerra tra poveri” per distogliere l’attenzione del popolo sui veri responsabili di questa sporca vicenda. E invece al quartier generale a Carabottoli si trova non una tribù di Unni, bensì un campo organizzato, strade d’accesso difese, tendoni per riparare donne, uomini e bambini dalla pioggia e dal freddo di giorno e notte, tutto questo in un silenzio che fa rabbia. E poi si chiacchiera riscaldati nei pressi di stufe o tizzoni che bruciano ormai da più di una settimana, cercando risposte tra le pieghe di una vicenda, complicata che, seppur ha rischiato di dividere popolazioni – sopratutto per colpa di qualcuno - ora comprende che l’obbiettivo comune è non piegarsi a delle scelte davvero assurde, siti che oltre a non risolvere il problema- e questo è chiaro a tutti - danneggiano sacrifici fatti fino a ieri, e la salute dei cittadini. E dunque vicino ai trattori, che ostacolano per centinaia di metri il passaggio, convivono a pochi metri terreni messi a coltura, tra frutta e verdura, tra bufale e mozzarella, settore già messo in crisi dalla brucellosi. Ma il fatto più importante è che da sette giorni non si lavora più nelle campagne: i trattori e gli uomini infatti stanno li per il momento e non intendono muoversi. Si tratta di un capitolo della nostra grave crisi, una crisi però solo per il popolo, la cui soluzione e’ stata per quattordici anni sistematicamente rimandata, creando addirittura nuovi problemi e alimentandosi degli stessi, divenendo una risorsa economico-politica per un certo tipo di consulenti, avvocati, medici, geologi, camorristi, imprenditori, portaborse e reggipanza, una risorsa chiaramente dosata abilmente dai cosiddetti “politici”. La domanda è una: come mai le dinamiche poste in essere per la risoluzione del ciclo dei rifiuti nelle regioni contigue alle nostre hanno alla fine portato a risultati grossomodo soddisfacenti, mentre in Campania il risultato è stato solo quello di prorogare un’emergenza? Perché l’interesse per la vita pubblica, per gli affari interni, per la ricerca di sviluppo e benessere, per la legalità appartiene ad altre epoche. A questo punto però quello che dovremmo imparare da tutta questa vicenda che, anche se non lo vogliamo capire, ci tange molto da vicino, è che l’era dei “dinosauri” dovrà al più presto tramontare. Con le buone o con le cattive.

Mazz’ & Pastanaca


 
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