venerdì 7 dicembre 2007

La vittima sacrificale - Capitolo II


...Il colpo era stato secco, deciso, ma la corazza che portava sempre sotto i vestiti gli aveva salvato la pellaccia. Il Barone Padre si alzò a fatica fissando la Figliastra con uno sguardo indecifrabile, di odio e sorpresa insieme, e gli venne spontaneo urlare " figlia ingrata!", ma il coltello che ancora stringeva nella mano era un capo d'accusa troppo lampante. Meglio mettere la coda tra le gambe e ritirarsi in buon' ordine, almeno per il momento.
La Figliastra sfidò quello sguardo con decisione e avrebbe voluto urlare a sua volta "padre traditore! Come hai potuto?". Ma non lo fece. Era tutto fin troppo chiaro e bisognava giocare a carte scoperte. Senza esitazione, con durezza, gli disse che il suo sporco allevamento di gabbiani se lo poteva andare a fare da un' altra parte, non in casa sua!
Il Barone Padre uscì da quella casa a testa bassa, mormorando tra i denti un minaccioso 'ci rivedremo' che suonò come un incubo e si allontanò.
Appena fu uscito, la Figliastra si lasciò prendere dalla tristezza: lo conosceva bene il suo patrigno e sapeva che era capace di tutto pur di raggiungere gli scopi che si era prefisso, ma la sua brama di potere e ricchezze era ancora capace di sorprenderla.
Fu un attimo. Si riprese dalla malinconia e cominciò ad organizzare la difesa. Non c' era tempo da perdere! Chiamò a rapporto i suoi galli da combattimento e li rimproverò aspramente perchè non avevano saputo vigilare sulla casa. Come avevano potuto far entrare in casa il nemico?
Nemico?...E chi poteva immaginare che il Barone Padre potesse essere il nemico della sua Figliastra? Nessuno lo sapeva! si giustificò Gallo Cedrone. Non è possibile, non si sarebbe mai sospettata una cosa simile! si difese Galletto Amburghese. Alzando la sua bella coda, Gallo Fiammante passò all' attacco dicendo che lui lo aveva sempre detto che non c'era da fidarsi, ma nessuno lo era stato a sentire! Gli altri due, Gallo Silente e Cappone, annuivano con la testa senza dire una parola, come avevano sempre fatto.
La Figliastra non si lasciò commuovere da quelle giustificazioni puerili, li inchiodò alle loro responsabilità e pretese la convocazione del Gran Consiglio per scegliere un altro territorio dove allocare il maledetto allevamento di gabbiani che aveva fatto tanto gola al Padre. Perchè doveva essere lei a cedere parte del suo territorio, già così esiguo e tartassato, e mettere a repentaglio l' incolumità dei suoi numerosi figli? Visto che il Padre era stato così scellerato da dare il suo assenso per un progetto di cui non si prevedevano le conseguenze, si scegliesse un territorio tra quelli di tutti i figli e figliastri dove, possibilmente, i pestiferi gabbiani avrebbero fatto meno danno!
Ma non aveva fatto i conti con i suoi fratelli e sorelle! Cedere parte del proprio territorio? Non sia mai!... Scapparono ben lontano i suoi fratelli, mettendo subito in chiaro che la faccenda riguardava solo lei. D' altra parte, meglio a lei che a uno di loro, come aveva fatto capire il Primogenito, ben protetto dall' ala paterna. Eppure, proprio lui l' aiuto l' aveva avuto da lei, e tanto anche! Ah, i fratelli! Non ci sono mai quando servono!... Solo le Gemellastre, come le chiamava il Padre, spendevano una parola buona in suo favore, ma poverette, non avevano le forze adatte ad aiutarla. Tranne l' Amica del Cuore, sua vicina, nessuno era disposto ad allearsi con lei nella lotta. C'era proprio di che sconfortarsi se non fosse stato per la combattiva presenza di don Abbondio che continuava a ripeterle: questo allevamento non s'adda fare!.... E di fra' Dolcino che, senza sosta, distribuiva con generosità le sue ... noci.
Mai come in quei giorni, Uccellacci e Uccellini atterravano nel suo cortile gracchiando e cinguettando, seminando panico o allegria. Ma chi la infastiva di più erano i numerosi Avvoltoi che volteggiavano sulla sua casa aspettando di calare sulla sua carcassa non appena ella sarebbe stata sacrificata....

TALIA

 
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