lunedì 10 dicembre 2007

PANSA PRIMA DI PARLARE PENSA

Certo non è facile il compito del commissario-prefetto Pansa, incaricato dallo scorso luglio di affrontare il disastro in cui culminano i quasi 14 anni della cosiddetta emergenza rifiuti in Campania. Però non lo aiuterà a risolvere il problema il metodo di proporre finte soluzioni magiche, prima con presuntuoso tono sorridente – durante una lunga estate che a Caserta e dintorni è stata un tormento di puzza da lui approvato e difeso – ora con toni stizziti e minacciosi contro questi incoscienti di cittadini campani che non vogliono essere avvelenati da finte ecoballe e da discariche sballate, in molti casi con la sola prospettiva di essere in futuro ulteriormente avvelenati dai fumi di un inceneritore.Ciò che Pansa ha proposto finora è in realtà uno slittamento di luoghi e di tempi del problema. Solo ipoteticamente poi risolto dalla scommessa sull’inceneritore di Acerra, che non si sa da chi, come e quando sarà completato, che è ferocemente avversato da molti, innanzitutto, e con buone ragioni, dai cittadini che dovrebbero vivere alla sua ombra.È un ragionamento ben strano quello di Pansa secondo il quale noi abitanti di Carinola dovremmo accettare di buon grado ciò che ha portato a una giustificata rivolta i cittadini intorno a Taverna del Re.Ma Pansa non sembra rendersene conto e in una serie di dichiarazioni rilasciate ai TG e all’ANSA, e riprese un po’ da tutti i giornali, afferma: «io andrò avanti anche con la forza». Per quanto riguarda il suo proposito di accettare le proteste a condizione che siano fondate, sanno già cosa pensarne a Caserta dove fino allo stremo Pansa ha contestato – ricorrendo contro una sentenza di tribunale – una marea di documenti che segnalavano l’avvelenamento dell’ambiente e gli effetti immediati evidentissimi della puzza schifosa e pericolosa che proviene da Lo Uttaro e che per mesi li ha torturati.Pansa, in varie dichiarazioni, ha tenuto a distinguere tra valore tecnico e politico delle proteste. Anche qui dimostra di non essersi reso conto di aspetti essenziali della questione rifiuti in Campania. In realtà ci vorrebbe un grande coraggio politico a dire chiaro – come sarebbe necessario per passare ad altre possibili soluzioni – che 14 anni di emergenza rifiuti sono l’effetto di scelte tecnologiche interessate e sconsiderate avallate colpevolmente dalla politica. E che finora si è a lungo andato avanti alla cieca cercando solo le soluzioni “tecniche” che potessero in qualche modo confermare quanto era stato già deciso per motivi certamente non tecnici. Quel che è successo con Lo Uttaro a Caserta ne è una prova, come ne e’ una prova il sito vaglie!!!Il coraggio di dire la verità, necessario per una vera svolta, Pansa non cè l’ha, il suo incarico di superfunzionario non lo prevede. Però se il suo compito è sostanzialmente quello di riempirci di altre ecoballe e di altri sversatoi a due passi da dove abita la gente, almeno non venga a raccontarci altre balle.Vi dico questo per farvi ragionare su quanti lati oscuri ha questa vicenda, e a tale proposito vi sottopongo alcune domande a cui io personalmente non so rispondere:1 Il sito di eco-balle doveva essere collocato in un posto distante dalle zone abitate, ed invece e’ stato scelto Vaglie. Perché?2 Il sito doveva essere scelto per risolvere il problema dei rifiuti in campania, ed e’ stato scelto un sito piccolo come vaglie. Perché?3 Il sito doveva essere scelto tra i 20 siti selezionati, è stata scelta Carinola che tutt’ora non c’è.Perchè?4 Il sito doveva essere individuato per legge in una discarica dismessa, ora invece si prende in considerazione Carabottoli che una cava non è. Perché?Caro Pansa:La soluzione sta in un grande atto di responsabilità.Se no:dimettiti.

ILPATINO

 
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