venerdì 15 febbraio 2008

Arrivederci Giovanni


I riflettori di tutta l’Italia e del mondo sono oggi puntati sull’eroe, sul valoroso soldato caduto in Afganistan nell’adempimento del suo dovere. Io preferisco ricordare l’amico, il compagno di scuola, il compaesano. Tutto questo era Giovanni per me.
Ormai ci si vedeva di rado e solo d’estate, ma era sempre una gioia ritrovarsi e ricordare i tempi passati sui banchi di scuola. Come quando ci sfidammo a chi sopportava meglio il dolore pungendoci con dei pezzi di legno appuntiti e lui esclamò: “ma comme fai a n’alluccà? ‘nte fai male?”. O come quando ci incontrammo per strada sulle nostre bici identiche anche nel colore, io sulla mia nuova di zecca e lui sulla sua già più vecchia, e chiese: “E’una Mammoletta?” “No, una Derby” risposi io e, ridendo, ci mettemmo a gareggiare sulla strada libera.
Era buono Giovanni. Discreto. Serio e responsabile come un adulto già da allora. Come può esserlo un bambino che proviene da una famiglia dove si lavora sodo per vivere e c’è poco tempo per giocare.
Una famiglia solida, con valori solidi alle spalle. Una bella famiglia d’altri tempi, dove il rispetto e l’amore reciproco sono al primo posto. E lui amava la sua famiglia, i suoi genitori, i suoi quattro fratelli. Non perdeva occasione per ritornare tra di loro, ritrovare i nipoti, i cugini, gli zii, gli amici e guardare le sue montagne. Anche se era partito così giovane per farsi una vita altrove, non aveva mai dimenticato le sue radici e ad esse tornava ogni volta che poteva, quasi a rinfrescarsi di quell’aria in cui era nato.
Oggi sento dalla televisione che era generoso, disponibile, amato da tutti, capace: un professionista serio. Be’, non mi sorprende. Giovanni era tutto questo. Lo ricordo bene, anche se la vita ci ha portato su strade diverse, in luoghi diversi. Non sapevo neppure che si trovasse in missione in Afganistan e proprio per questo la notizia mi ha sconvolto ancora di più. Una parte di me che se ne va. E’ difficile da digerire una cosa così.
Casanova ha perso uno dei suoi figli migliori. L’intero Comune di Carinola ha perso uno dei suoi figli migliori che anche nella morte ha saputo essere generoso, come sempre, regalando alla Nazione la vita e al suo Comune la gloria.
Come si fa a dimenticarti, amico?
Arrivederci Giovanni. Non ti dimenticheremo.

Un compagno di scuola

 
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