martedì 12 febbraio 2008

La miniera d'oro del conte Biasox: I Sepolcri

Il conte di Calenum Biasox , si riscaldava davanti al grande camino del suo immenso studio, nelle cui scaffalature erano riposti, molto ordinatamente, migliaia di libri che trattavano tutto lo scibile umano. Era molto stanco, aveva trascorso la solita giornata di lavoro intenso. Aveva esaudito le richieste dei valvassori, aveva ascoltato le suppliche di qualche servo della gleba e aveva elargito anche qualche elemosina, logicamente prese dalla cassa della contea. Oltre che stanco era pure molto nervoso, lo avevano informato che il vassallo Giano De Fontanavecchia stava cospirando come al solito alle sue spalle, nonostante il mattino gli avesse giurato fedeltà pubblicamente. Non riuscendo a riposare, si ricordò dei libri che in altre circostanze erano stati decisivi per farlo addormentare. Allungò la mano senza alzarsi dalla poltrona e prese un libro a caso. Lesse il titolo e sobbalzò : “I Sepolcri”. Dopo essersi toccato per scaramanzia, lo sfogliò e stava quasi per buttarlo quando fu colto dal commento , che illustrava il pensiero dell’autore che sosteneva l’importanza di una degna sepoltura in una tomba che ricordasse il defunto insieme alle sue opere . Dopo aver letto subito pensò ai suoi sudditi che tenevano molto all’ultima dimora e facevano a gara per avere la tomba più bella qualunque fosse il loro censo anzi…..Tutta la notte la passò pensando alle opere che si svolgono in un cimitero e come tassarle. Prima cosa ampliarli , più tombe più soldi , poi tassa sulla sepoltura, sulle esumazioni tassa sulle ristrutturazioni oltre alle tasse sulle nuove tombe. Tutte le tasse dovevano essere maggiorate se il defunto aveva più di 60 anni. Pensò anche una tassa sui lumini, sui fiori, raddoppiando quella sui fiori freschi per compensare le spese di smaltimento una volta appassiti, oltre alla tassa sulle ossa, che doveva essere calcolata in proporzione al peso del cadavere. La mattina illustrò i suoi piani al suo consulente legal- finanziario, Abner da San Ruosi , questi lo approvò nella sostanza però gli consigliò di dare tutto l’affare in gestione ad una ditta di fiducia. Questo stratagemma avrebbe evitato il passaggio delle somme nelle casse della contea , di conseguenza evitato il controllo da parte dei valvassori che venendo a conoscenza dell’entità delle somme avrebbero potuto reclamarne una parte. Altra motivazione che Abner gli illustrò era che i servi della gleba potevano ribellarsi agli esattori della contea mentre non lo avrebbero fatto nei confronti di esattori stranieri specialmente se li si faceva venire dalla vicina Mazzunaria dove Biasox vantava molte amicizie. Convinto dalle osservazioni del suo consigliere , anche perché già aveva deciso in tal senso ma voleva far credere di esservi indotto, diede ordine all’amanuense della contea di preparare l’editto e affiggerlo in ogni borgo della contea ordinando a tutti di osservarlo pena la morte o l’esilio.

IL CONTE DEL GRILLO

 
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