martedì 5 febbraio 2008

Ovvio ma terribile


L’emergenza rifiuti, diversamente da qualche settimana fa, è scivolata vertiginosamente nel dimenticatoio mediatico, diventando una vicenda normale appartenente al folklore campano. Giornali nazionali e locali, così come le reti televisive, giorno dopo giorno, delicatamente sono passati alle vicende di Carla Bruni tralasciando lo schifo campano. E dico questo tralasciando il fatto che i mezzi di comunicazione, oltre che dedicarsi ad una cronaca parassitaria, hanno ben pensato di non indagare sui responsabili e le dinamiche profonde di tale vicenda. “E’ colpa della camorra!” Sono queste le parole che hanno caratterizzato il dibattito inerente a tale faccenda, senza interrogarsi quali siano le vie d’accesso dei camorristi, chi siano i referenti e chi ha aperto le porte a questi pezzi di merda. Tutti contro la camorra e intanto alla fine dei conti secondo il mio punto di vista saranno proprio i clan a “risolvere” il problema. I rifiuti sono stati il collante perfetto che ha unito una volta e per tutte camorra e politica ma nonostante ciò si fa finta che i due mondi sono lontani e antitetici. Una politica che ha preso le metodologie della camorra o viceversa? Ciò che alla fine ne rimane e che il nostro territorio è stato ucciso. Tornando su Carinola, che non è esclusa dal circolo della merda, posso solo dire che siamo giunti alla fine. Siamo cadaveri che camminano, zombi narcotizzati privi di qualsiasi brutale voglia di sopravvivenza. Siamo delle vittime anzi schiavi di un sistema lontano miglia e miglia dalla più piccola idea di civiltà. Un territorio agricolo offeso e massacrato dalle dinamiche camorristiche. Proprio così: siamo stati uccisi e sconfitti dagli affari dei pochi. La politica ha sempre guardato prima alla preservazione della propria posizione, poi al consolidamento della stessa posizione e quindi agli affari propri che riflettendosi sull’altro ne afferma i primi due punti. Un gioco risaputo che oggi sta palesando tutta la vergogna della nefandezza dei nostri rappresentanti. A Carinola non c’è mai stata la volontà di uscire da questi giochi: basti pensare al fatto che non si è mai voluti uscire dal consorzio Ce4 nonostante non vi è mai stato un servizio accettabile, nonostante i suoi rappresentanti sono indagati per infiltrazione camorristica. Perché? La risposta non così difficile in quanto c’è l’opportunità di dare qualche posto di lavoro, impiegare qualche delegato nell’organico amministrativo guadagnando voti e rinforzare la propria posizione amministrativa. Ovvio ma terribile. Un territorio che potrebbe vivere semplicemente utilizzando la sua storia le sue tradizioni, la sua agricoltura. Invece i nostri terreni saranno con il passar del tempo tanti munnezzai. Prima Selleccola, oggi i terreni vicino alle pesche tra il carcere e la stazione domani magari a casa tua. Ormai la frittata è stata fatta e bisogna assolutamente raccogliere la spazzatura ma alla fine chi ha perso siamo noi. La volontà di guarire non c’è perché la speculazione sulle medicine è altissima, basta pensare allo schifo che si è fatto con Carabottoli dalla fine degli anni novanta fino ad oggi: prima discarica, poi oasi ecologica (con anche diverse proposte di farci parchi per bambini!!!), quindi discarica e alla fine nuovamente oasi. Decidetevi! Adesso sarà costruito un buco e spacciato come sito a norma arricchendo il costruttore di turno. E’ così quando in un mondo di pazzi il sano propone la cura quest’ ultimo è destinato o all’estinzione o alla omologazione. Volevo dire delle cose ma alla fine ne ho dette altre ma ciò che mi rimbalza nella mente dopo tutto è semplicemente odio odio odio per le facce di zoccola che hanno permesso tutto questo e che alla fine saranno portati in trionfo.

DePOPa




Nota del Quiquiri'. Si consiglia di leggere questo articolo apparso sul CORRIERE DELLA SERA nel quale viene citato diverse volte Carinola badate pero' che non si tratta della Rubrica della Citta' della Domenica (leggetevi il programma elettorale che porto' l'attuale amministrazione alla vittoria nel 2003).

 
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