martedì 1 aprile 2008

Dalla Res publica alla Res loro


Con l’abrogazione della monarchia in Italia e la proclamazione della repubblica, si diffuse in tutti i cittadini la convinzione del diritto/dovere di partecipare alla sua gestione in tutte le forme, ognuno in rapporto alle proprie capacità. Questo diritto scaturiva dal significato letterale della parola appunto cosa pubblica, cioè di tutti . I primi politici che ricoprirono le cariche più alte sono ancora ricordati per la loro integrità morale e per la pacatezza nelle loro azioni, fra tutti il primo presidente della repubblica italiana Enrico De Nicola. I primi politici che diressero la Repubblica pensarono innanzitutto alla sua sana organizzazione, oltre che al progresso di tutta la società italiana, favorendone lo sviluppo continuo da cui scaturì di conseguenza quello dei singoli. Per decenni questo sistema ben avviato ha portato benessere ad una fetta sempre più grande della popolazione italiana. Il potere del politico gli derivava dal consenso che il popolo gli dava per mezzo di tornate elettorali, anche frequenti. Il politico per essere eletto doveva lavorare seriamente giorno e notte, realmente e non eufemisticamente. Oltre a dedicarsi alla gestione amministrativa dell’ente di appartenenza, Comune, Provincia, Parlamento, doveva seguire anche il suo bacino elettorale a cui doveva dedicare tante e tante ore della sua giornata.

Doveva ricevere tutti, sentirne i problemi (anche i più assurdi), e impegnarsi a risolverli, se non quelli di tutti almeno quelli di gran parte dei votanti. Tutte le risorse erano messe a disposizione del popolo, anche se con gli immancabili abusi che purtroppo non mancano mai in qualsiasi sistema di potere. Comunque le assunzioni nel pubblico o nel privato interessavano tutti gli strati della popolazione e chi studiava di più in linea di massima si occupava prima e in un posto migliore. Questo era un forte incentivo per i genitori a sacrificarsi per permettere ai figli di studiare e questi di impegnarsi al massimo avendo un traguardo certo da raggiungere. Col passare degli anni tuttavia i politici, con leggine ad hoc, sono riusciti ad eliminare questa dipendenza dal popolo e dal dovere di interessarsi ai suoi bisogni, fino a giungere al punto di eliminare perfino la preferenza in modo da decidere tra loro chi deve essere eletto. Questo potere assoluto ed indipendente ha portato alla conseguenza di fare quel che vogliono, aumentarsi lo stipendio a dismisura, votarsi ogni genere di privilegi e principalmente distribuire posti e prebende senza tener conto di titoli di studio o capacità ma solo del grado di parentela o di censo . Hanno abolito tutti i controlli sugli atti amministrativi trasformandosi di fatto in tanti monarchi, conti, marchesi e principi a secondo della grandezza dell’ente che amministrano trasformando la res pubblica in cosa loro. Calandoci nel nostro piccolo comune di Carinola, assistiamo ad elargizioni di ogni entità fuori da ogni regola e controllo. Assegnazione di incarichi tecnici e legali ad libidum, elargizioni di contributi per manifestazioni di dubbio interesse culturale come la festa della caccia organizzata dal fratello del sindaco, contributi a presunti poveri, convenzioni pluriennali assegnate con gare sui generis, tutto senza controlli, come in una monarchia assoluta. Oltretutto le manifestazioni vengono gestite dai boiardi a loro insindacabile piacimento invitando solo amici e simpatizzanti, anche come spettatori. Come esempio basta citare l’ultima manifestazione tra le innumerevoli finanziate dal comune e cioè l’inaugurazione della biblioteca comunale assegnata all’assessore Ceraldi. Stendiamo un velo pietoso sulla biblioteca che nel 2008 non prevede alcun supporto informatico, ma ancora organizzata come se a Carinola si sia ancora nell’ottocento. L’anfitrione della manifestazione, come nel suo stile, ha invitato solo amici e parenti, mettendo un solo invito pubblico nella bacheca del comune presumendo che tutti i carinolesi vadano come lui a perdere tempo sul comune. Così, tra i privilegi dei politici, Ceraldi ha introdotto anche quello di gestire manifestazioni finanziate con denaro pubblico come fossero loro personali. Il personaggio non è nuovo a queste cose, si ricordi gli inviti agli amici per lo spettacolo a Sant’Anna come se fosse pagato da lui, o la voluta e manifesta ambiguita' nella quale mantiene il suo sito internet, che molti credono essere quello ufficiale di Carinola. Ma da uno che dopo essersi vantato fino ad ieri di essere amico di Mastella si è preoccupato di far scrivere sui manifesti elettorali "indipendente" ci si può aspettare qualunque cosa. Purtroppo il comportamento del personaggio di cui sopra non è una eccezione, ma la regola dei politici italiani, cioè che l’amministrazione pubblica in Italia non è più pubblica ma solo strettamente personale loro.

 
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