mercoledì 30 aprile 2008

Delirium munnezzis

La storia fa paura ai più piccoli, per tanto lasceremo ogni cosa alla vostra gaia immaginazione. Stamane il signor Huà shìtu, saltando dal suo balcone mi ha confidato molto ragionevolmente, che in fondo non ne siamo mai usciti dall’emergenza rifiuti- seguitava a ripetere- e dunque nemmeno mò che sono spariti i cassonetti vale la pena affaticarsi così tanto, per fare cosa poi? Separare la munnezza? Ma pecchè?!

Ma quest’ accigliato individuo fu già bello e digerito, risucchiato, senza più voce, insomma come può parvi un uomo che si sgola dentro una campana di vetro. Questa strana impressione mi scosse di primo mattino, ma fu lì per lì scacciata dal sole splendente nel cielo e mi si figurò innanzi la letizia di un estate gialla, con spiagge vergini per contare i baci dell’amore. Dal balcone di rimpetto però si affacciò, il fratello del signore finito per sbaglio da un campana di vetro in bocca al lupo. Questo poi mi invitò a salire, affinché mi potesse chiarire, per bene, le profonde ragioni dell’ineluttabile destino del Meridion d’Italia. Non le racconteremo purtroppo, però posso dirvi che erano molto precise e sfacciatamente inquietanti. Questo c’aveva ragione se volete, tanto diceva, ormai a noi del resto non ce ne deve importà un cazzo, se abbiamo una ditta esterna che gestisce tutto l’apparato dei rifiuti, speriamo solo che lo fanno bene!..E’ certo a questi mica li paghiamo con le canzoni.?! Seguitando ad ammiccare, come per dire "eh, i soldi sò soldi"
***
Insomma del più e del meno si è parlato stamattina col fratello di quello là, ma non era questo il punto. Ora che potevo fare?Di chi fidarmi?Di nessuno, pensai tosto, e mi incamminai per cinque giorni, senza incontrare anima viva, meditando sul cammino delle stelle e di metafisica.
*** Mi svegliai e venni morso da uno scarafaggio di buon mattino. Dopo altri due giorni invece mi capitò che mi rincorse un topo e mi diede anch’esso un morso, sempre di mattino presto. A quel punto pensai che era meglio muoversi, c’era ancora tutta la giornata davanti.
Il primo morto di sonno.

 
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