domenica 6 aprile 2008

Disgusto e odio...


...questi sono i due sentimenti che provo dopo aver riso alle baggianate che i nostri politici ci stanno propinando in questi giorni dai balconi. Una masnada di delinquenti, fessi e servi i quali, promessa dopo promessa offendono l’intelligenza di coloro che si ostinano a pensare ed agire con la propria individualità. Una classe politica distruttiva che da più di quindici anni sta uccidendo il nostro territorio. Tutti, indistintamente da destra a sinistra passando per il centro senza dimenticare i “mobili”, non hanno assolutamente il diritto di pronunciare parole come etica, morale, coerenza che uscendo dalle loro bocche sporche insozzano il profondo significato di questi concetti. Sono nauseato dai comizi sempre uguali dal dopo guerra fino ad oggi che, puntualmente ripropongono la stesse bugie. A questo punto, credo sia importante riportare un passaggio del discorso fatto da Paolo Borsellino il venti giugno 1992 a Palermo per ricordare la morte dell’amico Falcone.

Un discorso commovente che invito tutti a sentire che di fronte ad una piazza gremita riferendosi alla lotta alla mafia ad un certo punto dice:….. il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…. Un passaggio di un lungo discorso che mi ha colpito profondamente e che purtroppo trovo adeguato alla nostra situazione politica, sia nazionale che locale. Queste parole che denunciano il rifiuto delle modalità di sopravvivenza della mafia credo che siano coerenti anche per quanto riguarda la logica politica che fa del sistema clientelare la ninfa vitale della sua continuità. Queste sono dinamiche che dal panorama politico nazione si riflettono automaticamente nelle realtà locali. Carinola non è assolutamente immune a questo tipo di condizione dove politici moralmente corrotti sono stati abili a confondere il diritto del singolo cittadino con una sorta di favore personale da contraccambiare con il voto. Questa non è una novità, ma ciò che voglio urlare è il mio dissenso a questo dinamica obsoleta che ammazza, elezione dopo elezione, il nostro territorio e noi. Io non voto e non significa che scarabocchierò la scheda o consegnerò in bianco, oppure che rimanerro' a casa.
Non votare ma appellati in maniera "puntigliosa" alla legge:D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104. Cosi facendo non votero, ma daro’ al mio voto una connotazione di protesta, differenziandomi da chi semplicemente non si interessa. (Clicca qui per saperne di piu')
No a questa gentaglia che per altri cinque anni chiunque essi siano che, nella migliore delle ipotesi daranno il colpo di grazia a Carinola nella peggiore ci uccideranno piano piano. Io dico no a questi ciarlatani che parlano dei giovani come se fossero mucche promettendo sviluppo, attenzione verso l’imprenditoria locale e altre cazzate. Ma non si vergognano! ? Forse i nostri rappresentanti di merda non lo sanno che di giovani non ci sono e gli unici che lavorano sono i figli loro o al massimo dei loro servi e che tutti gli appalti sono stati affidati a società forestiere chiaramente camorriste. Ma come posso confidare della Di Biasio Team quando fa affari con i signori Neri o della Mannillo “Team” che si affida a Benito Migliozzi. Sono stati cazzi di far aprire un parcheggio privato anziché far guadagnare il cosiddetto “pacchetto di sigarette” a qualche ragazzo che ne ha bisogno veramente impiegandolo solo per vendere i grattini. Sono stanco e demoralizzato mi dispiace ma sento il fallimento che mi ghigna dietro le spalle e quindi concludo. .
DePopa

dePoPa

 
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