venerdì 11 aprile 2008

Il più ignobile dei ricatti


Tempo di elezioni: in Italia però significa tempo di voto di scambio e di voti sotto ricatto. Ascoltando i telegiornali e leggendo i giornali vediamo i politici discutere di come salvare l’Alitalia, ognuno con la propria ricetta, facendo intendere ai dipendenti che non dormono la notte pensando a come evitare loro il licenziamento. Appare chiaro il messaggio: se mi voti lavori altrimenti rischi di restare disoccupato. Stessa cosa con chissà quante piccole aziende in difficoltà. Restringendo il campo di osservazione al sud ed alla nostra piccola comunità carinolese la situazione peggiora di molto. Citando Roberto Saviano (vedi l’articolo nella rassegna stampa) una volta un voto poteva valere un posto statale, o in una azienda parastatale se si voleva restare vicino casa. In pochi anni dal posto di lavoro si è scesi alle bollette della luce e del gas per qualche mese, poi al telefonino e oggi a 20 - 30 euro. Parallelo a questo voto di scambio c’è quello proposto ai professionisti con gli incarichi professionali e consulenze molte volte inutili ( Bassolino docet). Qui il discorso è molto articolato: si va da chi pur essendo preparato deve subire o emigrare agli incapaci che procuratosi un titolo universitario, inutile in altre zone d’Italia, da noi con la politica lo mettono a frutto.

Nel caso e nell’altro il risultato è lo stesso: il voto al ras politico di turno. Questi sono solo un piccolo esempio, tanti altri sono i ricatti e le pressioni per indurre i malcapitati a votare non secondo la propria coscienza o per un progetto ma per sostenere il potere di qualcuno. Ma fra i vari metodi di carpire ed incanalare il voto il più ignobile sicuramente è quello del medico. Non sarà sfuggito a nessuno che in tutte le competizioni elettorali locali le varie liste si dividono in numero uguale i medici della zona. Bisogna notare che a Carinola siamo fortunati che non ci sia stato un duello elettorale fra due candidati sindaci medici come nei comuni limitrofi di Falciano e Sessa A. Un medico, tranne pochissime eccezioni è un cattivo amministratore, e questo per due motivi: perché non ha le basi scolastiche adeguate in quanto ha svolto studi diversi da quelli amministrativi e poi perché non ha tempo da dedicare alla politica in quanto impegnato con i pazienti e con gli aggiornamenti scientifici, o così dovrebbe essere. Queste persone riescono a raccogliere il consenso facilmente speculando sul più importante bisogno delle persone, la salute. Questa categoria, senza promettere nulla, ma solo esercitando la professione per la quale sono lautamente pagati, pretende il voto se si vuole essere curati. Poche persone possono sfuggire. Anche chi paga lo specialista deve passare sotto le forche caudine dei loro studi , mi riferisco in particolare ai medici di famiglia. Le persone anziane che frequentemente si devono recare per la ricetta o per controllare la pressione, devono sentirlo come un favore che, se non votano, non devono chiedere. Senza parlare dei casi più gravi che hanno esigenze di cure domiciliari giornaliere : in quei casi il voto è doveroso. Possibile che si debba far condizionare ogni competizione da questi personaggi senza reagire? Votandoli ci procuriamo un doppio danno, eleggiamo cattivi amministratori e li distogliamo dal loro dovere di medici peggiorando la nostra assistenza. Si parla sempre di Voto Bipartisan, per una volta parliamo di Non Voto Bipartisan. Votiamo per la lista che ci piace e per il candidato che più ci aggrada, escluso i medici. Se ripuliremo entrambe le liste dai medici ci guadagnerà la vita amministrativa del nostro comune e troveremo il nostro medico nello studio invece che alle riunioni politiche.

Belfagor

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Lady Gaga, Salman Khan