giovedì 24 aprile 2008

Istruzione a Carinola: il lascito di don Stefano Cecha

Nell’anno 1518, per la munificenza dell’abate nocelletese don Stefano Cecha, morto il 24 ottobre dello stesso anno, venne istituito a Carinola un Collegio Laicale per l’istruzione della gioventù del Comune. Tale Collegio poteva contare sulla rendita annua di ducati duemila ed in esso erano riservati quattro posti gratuiti per i giovani poveri della frazione di Nocelleto.
La retta annua di ducati 24 permetteva a molti padri di famiglia di educare i propri figli in quel Collegio convenevolmente, con la conseguenza che l’istruzione, nel Comune, raggiunse vette invidiabili: Carinola era senz’altro uno dei territori più istruiti del Regno, e questo era un vanto!
Il Collegio fiorì a tal punto che contò ben più di settanta convittori, e dall’inventario redatto il 21 Aprile 1690 per ordine della Real Camera di quel tempo, la rendita del Collegio stesso venne calcolata ad oltre ducati tremila annui.
Nel 1700 circa, le vistose rendite volontariamente destinate dal benemerito don Stefano Cecha ad
un Collegio Laicale, vennero dai Vescovi di Carinola arbitrariamente incorporate in quelle dell’antico Seminario. Ahi, che passo falso!... Fu questo l’inizio di una serie di errori della Chiesa locale che penalizzarono per sempre l’intera comunità carinolese.
La volontà del testatore fu rispettata sì, mantenendo i quattro posti gratuiti e una camerata per i giovani laici, ma la retta annuale venne aumentata gradatamente da 24 ducati a 30, da 30 a 40, da 40 a 50. Pochi giovani, ora, avevano la possibilità di accedere al Collegio e il Comune precipitò di nuovo nell’analfabetismo.

L’abuso andò sempre più crescendo a danno dello sventurato Collegio Laicale Carinolese e, dopo la morte dell’ultimo vescovo di Carinola Monsignor Salvatore De Lucia, avvenuta il 13 Febbraio 1813, il Seminario di Carinola venne abusivamente trasportato a Teano con gravissimo danno per il Comune. A seguito però delle vivissime rimostranze fatte dalla popolazione e dalle autorità locali di allora, il Seminario stesso fu restituito a Carinola con Real Decreto del 15 Agosto 1815.
Ciò che poi infine determinò il tracollo della provvida istituzione dell’abate don Stefano Cecha fu il Concordato intercorso il 27 Giugno 1818 tra la Corte Papale di Roma e quella Borbonica di Napoli, con il quale, essendo stato soppresso il Vescovado di Carinola e aggregato a quello di Sessa, il Seminario, con la sua cospicua rendita, andò ad impinguare le finanze del Seminario Diocesano di Sessa Aurunca! Ahi, che botta per Carinola!...
E qui bisogna aprire una parentesi e sottolineare che, con Real Decreto del 15 agosto 1789, Ferdinando IV di Borbone aveva istituito a favore del Seminario di Carinola tre posti gratuiti assegnando ad esso, per tale scopo, le rendite dei beni appartenenti alle Cappellanie laicali di S. Giovanni e S. Ilario, i quali beni davano complessivamente la rendita di ducati 159 e grana 12 pari a L. 676,25.
Per effetto del suddetto fatalissimo Concordato, le rendite godute fino ad allora dai giovani carinolesi per la loro istruzione, furono tutte incorporate al Seminario di Sessa! Il lascito dell’abate don Stefano Cecha, creato a favore della gioventù carinolese, svanì completamente così come svanì il lascito concesso da Ferdinando IV a favore del Seminario di Carinola!
Vari reclami, nel corso degli anni, mirarono alla restituzione delle rendite del Seminario e del Collegio Laicale Cecha a Carinola, ma inutilmente. I vescovi, sotto il governo borbonico, erano superiori a qualunque legge e quelli di Sessa non vollero cedere di un passo! Tuttavia si ottenne almeno che nel Seminario Diocesano di Sessa, venissero educati, con vantaggi materiali, i giovani del Comune di Carinola. Questo fino al 1860.
Nel 1860, per le ben note vicende politiche, il Seminario di Sessa fu momentaneamenete chiuso e il Vescovo Girardi esiliato a Genova. Carinola, tramite una Commissione eletta allo scopo, sollecitava le nuove autorità competenti ad aprire un Liceo nel nostro Comune e nel contempo, chiedeva la restituzione delle rendite abusivamente tolte all’antico Collegio Laicale Cecha. Ma il Ministero della Pubblica Istruzione insisteva su una conciliazione tra le due parti, proponendo una sezione laicale nel Seminario di Sessa, con l’apertura di un Ginnasio-Convitto che prendesse il nome di Sessa-Carinola, avendo entrambi i Comuni uguali diritti.
Sarebbe troppo lungo elencare tutti i passaggi e le vertenze di questa dolorosa vicenda, fatto sta che non se ne ricavò un ragno dal buco; intanto, subito dopo l’Unità d’Italia, intervennero le Leggi sulla Soppressione, Conversione e Liquidazione dell’Asse Ecclesiastico e i beni dei Seminari di Sessa e di Carinola passarono al Demanio dello Stato!...
Quello che oggi ci resta del lascito di don Stefano Cecha e di quella vertenza protrattasi per circa un secolo, è un semplice manifesto informativo che il Ginnasio-Convitto “Agostino Nifo” di Sessa affigge, ogni anno, sui nostri muri. Quanto ha perso Carinola nel corso degli anni!.

Fonte: documenti di famiglia privata.

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