domenica 20 aprile 2008

LE RAGIONI DI UN NON-VOTO (Elogio alla libertà)


Non esiste il male minore. Il male è sempre male, da qualsiasi punto tu lo guardi. Ho molto apprezzato chi in un commento si chiedeva: “l'entità del male chi la stabilisce?”
In base a cosa una persona dovrebbe essere in grado di misurarlo?
Quelle che seguono sono riflessioni personalissime di una ragazza che cerca di darsi continuamente delle risposte, e che non dà mai nulla per scontato. Io non vivo più a Casanova già da qualche anno, ma non me ne sono mai distaccata completamente, perché in fondo, anche se oggi in misura minore, mi sento ancora parte integrante del mio paese.
Un po’ mi viene da sorridere, quando ripenso alle settimane prima del voto. Sorrido perché allora pensavo che avrei trovato un forte atteggiamento critico, un bisogno di rivolta (in senso positivo e non violento), credevo avrei trovato gente arrabbiata, delusa, stanca. Mi dicevo “la vicenda Vaglie ci ha sfiancati, molti di noi troveranno il coraggio di manifestare il loro dissenso” e invece…

…invece puntualmente la storia, che in questi casi non si dimostra mai maestra di vita, si ripete. Continuiamo a legittimare in certo tipo di comportamenti. Voti nulli, pochi. Consensi, da una parte e dall’altra, troppi. Ma il nostro voto, che poi equivale alla nostra libertà, vale così poco? Non vale a nulla l’aver combattuto per giorni e notti contro un male che non riuscivamo nemmeno a nominare, tanto era invisibile, eppure tremendamente percepibile? Vale così poco il nostro giudizio,valiamo così poco noi? Se ripenso a quel ridicolo luogo comune secondo il quale i giovani non avrebbero più valori, in casi come questo mi sento smarrita. Se è vero che noi giovani abbiamo bisogno di modelli saldi durante la crescita, per orientarci sulle mille strade che in ogni momento ci ritroviamo davanti senza mai sapere quale scegliere, se è vero che voi, che siete i nostri padri e le nostre madri, avete nei nostri confronti dei doveri imprescindibili… passatevi una mano sul cuore, solo per un momento. Ci avete insegnato che si può vincere anche barando, che tutto è permesso per raggiungere uno scopo, e che la coerenza e la difesa della propria integrità, anche a costo di perdere, non sono che una delle tante possibilità, e non una necessità.
Ho deciso di annullare la scheda perché io non voto chi si vende e si lascia comprare. Io non voto dei prestanome. Una bandiera sarà anche solo un simbolo, ma è un rimando immediato alla nostra identità. Per questo io non voto chi so festeggerà fiero la propria vittoria sventolando una bandiera che fino a quel momento non era la sua, e che anzi aveva denigrato e osteggiato. Non voto chi sostituisce la brama di potere all’ideologia. (Ma poi, ne vale veramente la pena?)
E nel contempo non voto per il potere radicato, non voto i manipolatori e chi si lascia manipolare, non voto chi sfrutta la propria professione per garantirsi consensi. Io non voglio più essere costretta a scegliere tra due tipi diversi di male, perché voglio avere anch’io la possibilità di applaudire un discorso coerente. Voglio avere la possibilità di condividere delle idee pulite, che non siano considerate solo parole, solo un mezzo per arrivare ad altro, ma che possano restare sempre e solo il fine ultimo, l’unico degno di essere perseguito. L’unico degno della mia libertà.

Crisalide

 
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