domenica 18 maggio 2008

Onore ai maestri dell’ Infiorata

La Festa di Maggio di Casanova quest’anno ha sollevato non poco polverone tra i giovani per la venuta di Gianluca Capozzi che si esibirà martedi sera in piazza. Tra i pro e i contro Capozzi, e tra i nostalgici dei Landberk, gruppo svedese che, anni fa, fu ospite a Casanova, se ne sono dette di tutti i colori e non sempre piacevoli. Non posso fare a meno di notare che lo spirito della festa è cambiato e si sente.

Oggi ci si preoccupa più dell’aspetto consumistico ed evasivo che dell’aspetto religioso.

I ragazzi delle nuove generazioni sono troppo giovani per cogliere in questa festa lo spirito di profonda religiosità che l’ animava e che ancora esiste nei più anziani, ma devo sottolineare che era molto diversa anni fa, quando non c’erano i tanti interessi economici che oggi ci girano intorno.

Ricordo che la strada per il Santuario era un sentiero pietroso e impervio, dove scorreva anche l’ acqua che veniva giù dalla montagna. Per quel sentiero salivano pregando con fervore tutti i fedeli. Tantissime donne salivano a piedi nudi offrendo alla Madre Santa quel sacrificio e, con umiltà, le chiedevano qualche grazia. Molte donne facevano in ginocchio l’ultimo tratto di montagna, ferendosi e sanguinando, ma non avevano vergogna di mostrarsi così prostrate agli occhi degli altri. Gli uomini, invece, facevano a gara per portare a spalla la statua della Madonna. Andavano di mattina presto in chiesa e legavano il proprio fazzoletto vicino alle barre della base per prenotare la propria partecipazione. E portare la statua su per la montagna, nelle condizioni in cui si trovava la strada, non era cosa semplice! Allora, il rapporto con il divino era diverso: di profondo rispetto, di completa fiducia, di totale abbandono. I nostri nonni sapevano comunicare con il divino in modo schietto e semplice, ma con grande intensità.

Oggi si pensa a ben altro e la dimensione spirituale si è ristretta notevolmente.

Tra le tante cose che sono cambiate in peggio, c’ è però qualcosa di nuovo e di buono: l’infiorata.

L’infiorata è iniziata alla chetichella una trentina d’anni fa, quasi per gioco. L’impegno era oneroso e sembrava dovesse finire, invece è andata avanti senza interruzione per tutti questi anni. Le tecniche e l’organizzazione sono andate sempre più affinandosi e hanno raggiunto ottimi livelli, tanto che l’esecuzione dell’Infiorata è stata ripresa per essere inclusa nel Museo delle Feste e Tradizioni Popolari di Caserta e, ogni anno, c’è qualche televisione privata che viene a fare delle riprese. Quest’anno oltre a Televomero, c’era anche un gruppo di ragazzi di S. Marco di Teano, i quali sono venuti a carpire i segreti dell’Infiorata. Dopo il passaggio della processione, li vedevo tutti a testa in giù intenti ad osservare le varie tecniche d’esecuzione dell’infiorata perché hanno intenzione di iniziare un’avventura simile. Forse dovremmo chiedere il marchio DOP!

Sento il bisogno di ringraziare, a nome di tutta la comunità di Casanova, tutte le persone, giovani e meno giovani, che per la buona riuscita di questa iniziativa, lavorano intensamente per quindici giorni raccogliendo mirto sulla montagna, sfrondandolo la sera sotto i portoni e, ancora, raccogliendo fiori e preparando tutto ciò che è necessario Queste stesse persone rimangono sveglie tutta la notte del sabato della festa per regalare ai nostri occhi un tappeto di fiori di straordinaria bellezza. Bravi e complimenti.

Se Casanova e il Comune di Carinola crescono in popolarità lo dobbiamo anche a loro!

Grillo parlante

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Lady Gaga, Salman Khan