martedì 3 giugno 2008

I governi passano, la camorra resta

Mi è capitata tra le mani in questi giorni una piccola documentazione relativa ad un discorso di Benito Mussolini, del maggio 1927, in cui presentava la missione del colonnello dei Reali Carabinieri di Caserta Vincenzo Anceschi (una specie di super-commissario) incaricato di debellare la camorra dei Mazzoni. E’ stato interessante leggere questi dati, che in seguito proporrò, tenendo presente il clima del regime fascista (diciamolo subito che lo condanno in toto) in cui si svolgevano queste missioni, e, a distanza di tanti anni con l’informazione di cui disponiamo, farsi un‘idea, provare a riflettere su quanto sta accadendo oggi nella provincia di Caserta, dove la camorra, o meglio una decina di bande criminali che lottano per il controllo del territorio, ci tiene in scacco nonostante la sfida raccolta da alcuni Pm, politici, e pochi giornalisti.

Vediamo allora che negli anni che vanno dal 1923 al 1926 furono commessi i seguenti reati: 171 oltraggi alla Forza Pubblica, 318 incendi, 169 omicidi, 918 lesioni ,1082 tra furti e rapine , 193 danneggiamenti . Ma questa non è che una parte. In ogni modo dopo le gesta del colonnello Anceschi molto cambiò - anche se si sbagliò a credere che la camorra fu estirpata per sempre- e tuttavia con un lavoro energico furono arrestati 1699 affiliati nella sola zona dei Mazzoni e nella zona di Aversa 1268. Ma da allora quanto sono cambiate le cose in questo senso, o forse possiamo parlare di peggioramento considerando le ingerenze della malavita nella pubblica amministrazione, con gli imprenditori che fanno da mediatori? Gli ultimi fatti successi a Casal di Principe con l’assassinio di Michele Orsi, quanto hanno scosso l’opinione pubblica? Ce l’aspettavamo per caso? Tutta questa paura- la prima è la mia- di parlare, di voler raccontare dovrebbe, ma quando mi chiedo, esplodere nella popolazione ed invogliarci a ribellarci da questa maledetta piaga, vecchia di trecento anni e che fa così male nelle nostre coscienze che forse vi abbiamo fatto l’abitudine. Dalla più piccola azione bisogna partire, condannarla quando sentiamo che in qualche modo è un pezzo della mentalità camorristica, e con coraggio partecipare a manifestazioni che interessano in particolare le roccaforti dei camorristi, ma che in fondo interessano anche noi. Chiudo con un pensiero di Pasquale Villari(1826-1917), il primo, tenace, scrittore anti-camorra: “Il male è contagioso come il bene, e l’oppressione, specialmente quella esercitata dalla camorra, corrompe l’oppresso e l’oppressore, e corrompe ancora chi resta lungamente spettatore di questo stato di cose senza reagire con tutte le sue forze”-Da Le lettere Meridionali.
Il primo morto di sonno.

 
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