mercoledì 25 giugno 2008

tassa sul morto = tassa sul fesso?

Sono passati più di due mesi dalla data delle elezioni amministrative a Carinola. L’argomento clou della competizione elettorale è stato senza dubbio quello della tassa sul morto. Tale tassa era stata voluta fortemente dall’amministrazione uscente, ufficialmente per assicurare un posto più decoroso ai carinolesi una volta passati a miglior vita. I malpensanti invece l’avevano bollata come l’ennesimo spreco amministrativo per realizzare l’ennesimo appalto milionario (stiamo parlando di euro) per favorire qualche imprenditore amico. La protesta popolare si era concretizzata nella raccolta di migliaia di firme con le quali si chiedeva l’abolizione della tassa e della rescissione del contratto con la ditta amica. I maligni sussurravano fra la gente che quella ditta aveva finanziato la campagna elettorale precedente risoltasi vittoriosamente per l’amministrazione capeggiata da Di Biasio sindaco, oltre a occupare qualche nipote e il figlio del dirigente dell’ufficio tecnico.

Per l’intera legislatura il vicesindaco era stato Mannillo, che era riuscito nell’intento tirando qualche pugnalata nella schiena ai compagni di partito. Da professionista della politica, il Mannillo per il rinnovo del consiglio comunale aveva fiutato l’aria poco salubre per l’amministrazione uscente, anche perché intanto era scoppiato anche il caso monnezza che aveva coalizzato l’opposizione di mestiere e la società civile del comune in una forza rilevante.
Sabotata la nascente lista alternativa di giovani con una macchiavellica inversione politica, si era portato vicino alle destre col solo scopo di realizzare il suo obiettivo di essere eletto sindaco. Le varie piroette e cambi di casacca comunque non erano sufficienti per raggiungere lo scopo, allora bisognava impiantare la campagna elettorale sul caso cimiteri. Dopo una sfilza di manifesti, di ogni taglio, in cui affermava di essere estraneo all' affare si impegnava, se eletto, sindaco a revocare il contratto con la famosa ditta assegnataria. Questo impegno, giurato da tutti i balconi insieme alla promessa di immediata approvazione del piano regolatore, è stata la mossa determinante per l’esito delle elezioni conclusesi in suo favore.

Una buona fetta di elettori lo hanno votato proprio in virtù di questi impegni e lo aspettano al guado. Per adesso, prima ha fatto una sospensione, poi ha creato una commissione di studio sull’argomento. Contemporaneamente è partita positivamente la raccolta differenziata dei rifiuti , è stato pulito il comune e, ciliegina sulla torta: ha indetto un concorso per dieci vigili urbani estivi.

Si ha l’impressione che cerchi di far dimenticare la promessa di rescindere il contratto sui cimiteri impegnandosi su altro, forse anche sul piano regolatore. Le motivazioni che serpeggiano fra la gente sono di vario genere. Qualche insigne giurista nostrano continua a pontificare che la legge non permette la rescissione del contratto senza pagare una forte penale. Altri meno alfabetizzati giuridicamente sostengono che l’affare l’avevano combinato tutti insieme e adesso lo devono portare avanti ( certi imprenditori sono alquanto irascibili se non si mantengono i patti). Altri non comprendono per quale motivo non ancora abbiano portato quel contratto in procura per far indagare sulle motivazioni che hanno portato a firmarlo contro la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini . Il sindaco in carica sembra un po’ perplesso sul come muoversi e allora prende tempo senza sapere che molti di quelli che lo hanno votato i traditori li vedrebbero volentieri appesi e non gli daranno quartiere finchè non si esprimerà con un atto formale .
Tutti sperano che se ne discuta in consiglio comunale con la convinzione che in quella sede qualcuno possa dire una parola chiara sulla grigia vicenda della tassa sul morto. Moltissimi invocano il miracolo del ritorno della parola a Marrese dopo la scoppola elettorale e racconti tutti i retroscena e i nomi degli attori protagonisti di questa ormai pietosa commedia. Aspettiamo fiduciosi.

BELFAGOR


 
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