giovedì 10 luglio 2008

Merito-demerito

Fino a non tantissimi anni fa, gli impiegati della pubblica amministrazione, scuola compresa, godevano di un contratto che li accompagnava per tutta la carriera. Ad esempio, già al momento dell’assunzione essi sapevano quanto avrebbero percepito dopo 40 anni di servizio. L’incremento retributivo avanzava con l’anzianità ma ogni otto-dieci anni, a seconda dell’amministrazione da cui si dipendeva, si aveva diritto ad un aumento più consistente a condizione di aver prestato servizio senza demerito. Ogni anno il dipendente era valutato e si stilava una scheda di merito in base al comportamento, attaccamento al lavoro, capacità, modo di vestire ecc,. La valutazione si concludeva con un giudizio che poteva anche essere insufficiente il che equivaleva a demerito e di conseguenza carriera bloccata per i dipendenti meno diligenti.

Da alcuni anni anche nel settore delle retribuzioni, come in altri, si è dato l’assalto alle casse dello stato senza regole e senza freni. La retribuzione odierna scaturisce da una contrattazione biennale, che prevede solo aumenti, senza chiedere alcun risultato in cambio, al solo scopo di impegnare l’esercito di pseudo-sindacalisti a tutti i livelli. Questi molte volte costringono gli iscritti a scioperare per giustificare l’esistenza del sindacato. Le contrattazioni attuali prevedono solo ed esclusivamente meriti, con relativi aumenti, cancellando definitivamente la parola demerito. Tutti hanno diritto allo stesso stipendio con il relativo incremento contrattuale anche se non hanno lavorato per tutto l’anno, o perché assenti o perché non avevano voglia. La cancellazione del demerito ha comportato l’abbassamento generalizzato di tutti i servizi pubblici, dalla scuola alla sanità, senza parlare della giustizia, dove si raggiunge il massimo anche stando sempre in villeggiatura. Si assiste alla faccia impudente del funzionario di turno che mentre aspetti che lui faccia il suo dovere telefona all’amica o chiacchiera di pallone col collega, tanto non gli puoi fare niente e lui sempre tanto guadagna, che si impegni o no. Assistiamo a cerimonie con cui si premia l’arresto di latitanti per decenni, senza che nessuno si chieda chi è stato punito per non averlo catturato in tanti anni… Si assiste a premiazioni ed elogi per questo o quel medico per un intervento riuscito ma non si è mai sentito di un ministro che ha decurtato lo stipendio ai dipendenti di qualche ospedale perché fornivano un servizio scadente. Si sente parlare di progetti di lavoro straordinari o premialità, ma mai di una punizione per scarso rendimento cosicché un servizio si deve implorare come un regalo, pena non riceverlo proprio.
E’ notizia di questi giorni che gli scavi di Pompei, patrimonio unico invidiato in tutto il mondo, sono gestiti in modo indecente, invasi perfino da numerosi cani randagi che attentano alla sicurezza dei visitatori. Ebbene, invece di ritornare al demerito per il dirigente e per tutti i laboriosi partenopei che vi operano, si nomina un commissario con un aggravio dei costi per lo stato senza imporgli alcun obiettivo . Questo è uno dei tantissimi esempi dello sfascio dello Stato a cui siamo giunti per aver abolito la parola demerito, a cui si possono aggiungere i casi più eclatanti come l’Alitalia, le Ferrovie , la sanità in tutto il sud, i rifiuti di Napoli ecc. ecc,.
Senza applicare il demerito non si potrà mai avere il merito di cui ultimamente si stanno riempiendo la bocca anche i politici. Solo applicando il demerito si potrà assistere al risorgere del merito e conseguentemente al rifiorire del progresso e del vivere civile della nazione.

Un’eccezione si è avuta a Carinola dove il demerito è stato applicato all'ex sindaco Di Biasio. Questi, i primi cinque anni si è impegnato nell'amministrazione ed è stato infatti premiato con la rielezione. Il secondo mandato invece è stato caratterizzato dallo spreco e dal nepotismo istituzionalizzato, pertanto gli è stato dato il demerito. La bocciatura servirà al rifiorire civile di Carinola?

 
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