martedì 26 agosto 2008

Come ammazzare un amico e vivere soddisfatti

     Chi non ha desiderato almeno una volta nella vita di ammazzare un amico che ci ha fatto un torto o ci ha fatto star male per qualche motivo?! Penso che sia successo un po’ a tutti. In casi come questo la vendetta è d’obbligo, o non si supererà mai quel senso di frustrazione che ci opprime.

Ebbene, se volete togliervi dallo stomaco quel peso che vi angoscia, non c’è altro modo per rimettervi in carreggiata: impiccatelo!
Studiare come togliere di mezzo la causa del vostro malessere è la cosa che più vi darà soddisfazione, ma bisogna esaminare bene il soggetto da eliminare e poi passare ai fatti.
E’ opportuno, infatti, procurargli una sofferenza lenta e pungente, prima di dargli il colpo finale.
La vendetta è un piatto che va sempre servito freddo!
Per cominciare, chiedetegli il grande favore di farvi scrivere delle medicine dalla dottoressa Mazzucchi, perché voi siete occupatissimo quel giorno e avete assolutamente bisogno di un medicinale…. Se è un vero amico non vi negherà il suo aiuto.
Dopo due ore di anticamera in uno studio affollatissimo, a sentire lagne di pazienti, variazioni di ricette da cucina o a sopportare le lunghissime intromissioni degli informatori farmaceutici, state pur certi che uscirà da quello studio con un forte mal di testa e con un tal senso di avvilimento che la sua spavalda sicurezza comincerà a vacillare.
Il primo gradino è superato.
Per peggiorare il suo malessere, invitatelo poi a cena da vostra nonna, dicendogli che ci sono le vostre belle cugine appena arrivate dal nord e che volete assolutamente fargliele conoscere. Da buon maschio latino, non dirà di no e vi seguirà con piacere. Ma, sorpresa delle sorprese! Invece delle cugine che hanno perso il treno, fategli trovare i vostri carissimi amici Guiduccio e Mimmo che, tra una fettina di vitello con piselli e una mozzarella con insalatina mista, lo bombarderanno di rosari e vite di Santi fino a fargli venire un’ indigestione epocale.
Non c’è problema. Quattro passi lo rimetteranno in sesto. Fategli fare, quindi, un giro in macchina verso Casale, dove un gruppo musicale eseguirà, cosa rara, le sue canzoni preferite, quelle di un cantautore inglese molto bravo che, purtroppo, non è più tra noi….
Ma che jella! Anche questa informazione era sbagliata!.... E dopo un’ora di Mimì Palmiero, il vostro amico sarà in seria agonia.
Bisogna solo dargli il colpo di grazia!
Ritornate a Casanova e offritegli un caffè prima di lasciarlo, ma un buon caffè. Uno di quelli che hanno fatto la storia baristica del paese.
Ma… guarda, c’è Giovanni che canta! Che facciamo? Ci fermiamo un attimo in piazza a sentirlo?… Nooo, ti prego! Dopo Mimì Palmiero, Giovanni no!
Allora, portatelo al bar di zi’ Giuannina e ordinate un caffè…
Ottimo!... Ma dopo qualche minuto, ecco che cominciano i torcimenti di pancia, dei torcimenti così forti che non si riesce a resistere. E mentre vedrete il vostro amico sbiancare in viso e salutarvi in tutta fretta per correre a casa, un senso di leggerezza si diffonderà in tutto il vostro essere.
Vendetta è fatta! E credetemi: niente vi darà miglior soddisfazione!

Il giustiziere della notte



 
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