giovedì 25 settembre 2008

così lontano....così vicino

A circa venti km dal mio comune c’è la guerra, o meglio c’è sempre stata, ma solo oggi si fa finta di averne piena coscienza.
Ma cosa significa avere coscienza di un determinato dato? Significa conoscere o, forse, nel nostro caso, significa semplicemente sentirne la presenza? Quando si conosce una cosa o si cerca di conoscerla si può tentare di decidere cosa fare o non fare di fronte alla cosa in questione ma quando, invece, se ne sente soltanto l’esistenza cosa si fa? Sembra quasi un situazione, blasfemamente teologica, non vi pare? Sento un alito di putrefazione addosso continuamente, anche quando tutto sembra pulito e profumato, questo sento in questi giorni. O meglio  l’ho sempre sentito ma purtroppo anche il mio essere, vuoi o non vuoi, è invischiato è tutt’uno con la santissima degenerazione chiamata camorra. 
Si ,proprio così, siamo tutti figli della camorra del suo modo di fare e d’intendere tutto ciò che ci circonda e questi venti km possono essere soltanto pochi cm. Ormai siamo bollati. Basta presentarsi ad un estraneo e dire che sei della provincia di caserta che l’identikit è inesorabilmente tracciato e come lo spieghi che vieni da un comune di neppure diecimila anime apparentemente lontano da alcune logiche a da certi tipi di vita? Come si fa a togliere il vestito nero di vittima e di camorrista che l’ufficio anagrafe ti ha messo addosso? A meno di venti km c’è la guerra e noi subiamo gli echi violenti di questa guerra fatta di spari e di silenzi, d’omertà, di posti di blocco dei militari che servono soltanto ai politici per far vedere che qualcosa si sta facendo. Ma cosa si sta facendo veramente? Un interrogativo che automaticamente partorirebbe una risposta gratuita piena dei soliti e duraturi luoghi comuni che sinceramente non ho voglia d’ingrassare ulteriormente. Quindi, oggi, preferirei mettere in evidenza il mio stato d’animo di carinolese che da vicinissimo ( geograficamente parlando) osserva una situazione che da sempre fa sentire la sua presenza. Vicinissimo? Mica tanto, visto che tutto ciò che sappiamo c’è lo dice la tv e i giornali che parlano di guerra civile, di terrorismo e non dicono la cosa più importante, ovvero che è sempre stato così. Io da carinolese posso dire che la puzza di questo Dio oscuro la sento ogni secondo, e oggi la sento ancora di più quando si dice che è colpa dei “negri” che tutto sommato se la sono meritata, sento la puzza quando i politici credono di far parte di un territorio lontano ventimila km e non venti Km, quasi se Carinola fosse provincia di Siena.  Si parla di valorizzazione del territorio, dei prodotti agricoli, delle bellezze culturali e poi? Cosa  è stato fatto per toglierci il vestito nero che abbiamo dalla nascita? E noi cosa stiamo facendo? Non credo che basti un protocollo di legalità a garantire che tutto rimanga lontano venti km da noi, basti pensare che sono proprio le ditte camorristiche che hanno tutto in regola con tanto di certificato antimafia. Ma non ho voglia di polemizzare come non ho voglia di dire che sono i camorristi a gestire la raccolta rifiuti, l’illuminazione pubblica, le grandi operazioni edili. Oggi, voglio soltanto spiattellare sul web la mia grande tristezza che nasce ogni qualvolta che vedo la sigla CE sui miei documenti. La politica non può nulla ed è un dato di fatto perché spesso dipende dal dio camorra, la polizia è legata e noi cosa facciamo per uscire da questa voragine? Praticamente nulla. Facciamo finta che sono ventimila Km e che del resto a Castelvolturno è sempre stato questo. Tutto sommato un atteggiamento ovvio che avvolge tutti noi. Ma il punto non è questo ma piuttosto è: cosa facciamo per diversificarci dall’ovvietà del litorale domitio? Cosa possiamo fare per non avere vergogna di dire: “ io sono di Carinola un piccolo comune in provincia di caserta ma più vicino a Formia” Quante volte ho ripetuto questa frase non so, soltanto per riuscire a tranquillizzare la/o sconosciuto di turno che già sta storcendo il muso appena sente provincia di Caserta. La risposta non possiamo trovarla fin quando non accettiamo che la camorra è un dato di fatto che alita anche sul nostro territorio e che non basta far finta di vivere in un oasi di verde lontana lontana. Prima di costruire edifici, fabbriche, bisogna costruire la cultura e l’orgoglio carinolese, bisogna essere diversi dentro, obbiettare quando si presenta il becchino di fronte la casa del morto senza che nessuno lo abbia chiamato, bisogna ribellarsi al potere quando fa cose strane e soprattutto bisogna capire che Carinola deve essere diversa dai paesi camoristici non perché è immersa nel verde e cose di questo tipo ma è diversa perché i carinolesi hanno le palle di essere diversi. Dopo ciò sono triste e vado a comprare una mitragliatrice. 
Fijo di PoPa

 
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