giovedì 16 ottobre 2008

Un delfino tra gli squali

Con un po’di rammarico ho notato che giorno 11 e 12 ottobre nel Comune di Carinola non c’era un punto dove andare a firmare per il referendum promosso da Di Pietro contro il Lodo Alfano.
Be’, sono andato altrove ed ho firmato lo stesso.
Carinola, non avendo una sezione dell’Italia di Valori, non ha fatto altro che seguire l’andazzo generale imposto dalla Casta: osservare il silenzio. I tg nazionali e non, hanno taciuto su questa importante iniziativa dell’Italia dei Valori e le principali testate italiane, pur parlandone, l’hanno fatta passare come un’iniziativa della sinistra oltranzista. Questo è la palese conferma che, in Italia, i mezzi d’informazione sono più che controllati, che la parola ‘democrazia’ sta diventato vuota e senza senso, e che l’ideologia della classe dominante cerca di invadere i più piccoli spazi dei nostri territori e delle nostre coscienze.
A Carinola non c’era un banchetto di raccolta firma neanche a pagarlo! Nessun politico appartenente alla coalizione d’opposizione parlamentare lo ha proposto, nessun politico ha dato voce a questa iniziativa facendo perdere a molti carinolesi l’ opportunità di esercitare un atto democratico ed esprimere la propria opinione.
Che c’è, a Carinola ci siamo allineati tutti con l’ ideologia dominante? Lo spirito critico non esiste più, neanche in quei soggetti che tradizionalmente lo hanno sempre avuto? O siamo solo interessati ai vari premi che, per una serata, ci riempiono le sale e le chiese di persone che poi non si ricorderanno neanche più di un comune di nome Carinola? Ahi, ahi, ahi!
Devo anche pensare che i nostri amministratori notoriamente di sinistra, o ex amministratori, imbracati come sono in una lista civica politicamente molto eterogenea, abbiano le mani legate e non possono farsi promotori di un’iniziativa simile.
Qualcuno potrebbe dire: perché non l’hai fatto tu? … troppo semplice ragionare così o troppo comodo. Sono molto lontano dai meccanismi politici, però ritengo che chi è attivamente coinvolto in politica debba offrire agli altri ogni possibilità di esercitare il proprio diritto di cittadino libero.
Forse Di Pietro non è amato dai politici carinolesi.
E’ vero, il nostro eroe da’ un po’ l’impressione di essere un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento, ma è proprio per questo che la sua posizione di uomo coerente, grintoso ed onesto si delinea sempre meglio. E’ uno come noi, un vero paesano che non ha peli sulla lingua, ben lontano dalle ipocrisie e dalle opportunistiche diplomazie della politica. Uno che ha il coraggio di chiamare le cose per nome e di dire sempre la verità, senza velarla di inutili sofismi. E sembra l’unico politico veramente credibile, anche se gli squali della politica cercano di minare questa sua credibilità cercando di farlo apparire ridicolo o peggio ancora, un esaltato.
E’ proprio questo suo essere diverso che attira però i giovani italiani, i quali aderiscono sempre più numerosi alle sue iniziative e alla sua ideologia, allontanandosi sempre più da una classe politica oscurantista che di loro non sembra interessarsi come dovrebbe.
Muoversi come fa Di Pietro nel mondo della politica è sicuramente faticoso: deve guardarsi da tutte le parti: da destra, da sinistra, da centro, specie dopo le grandi manovre che sta facendo la maggioranza per isolarlo, cercando di fare in modo che il Partito Democratico lo molli, e rifiutandosi di concedere a Leoluca Orlando la presidenza della vigilanza RAI.
Ma lui non si scompone più di tanto; continua imperterrito per la sua strada, con la grinta e la ‘nostranità’ che lo caratterizza, sapendo che egli, pur nuotando nel fango, tra tanti squali, resterà sempre un delfino.

Sett’ ‘e rinari

 
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