mercoledì 19 novembre 2008

La lunga strada


Nella Carinola amministrativa non sono pochi i fraintendimenti in merito alle competenze dei vari assessori i quali, distratti dai propri tornaconti politici, dimenticano spesso e volentieri in che cosa consista il ruolo ricoperto.

Per non essere troppo qualunquista (una parola molto di moda tra i politici Italiani quando si parla in negativo della casta) vorrei concentrarmi sul ruolo d’assessore alla cultura che nel nostro comune assume i tipici caratteri del “masto di festa”. Proprio così, il compito dell’assessore alla cultura carinolese è quello di stilare un calendario di eventi, logicamente non curati da lui, ed elargire soldi ad amici e clienti di vario tipo. Così faceva la Mazzucchi e, giustamente, per senso di continuità, lo stesso sta facendo il nazicomunista Mattia Di Lorenzo. Sia chiaro, quello che sto tentando di dire non è la solita critica alle feste sagre ecc. ecc. che a mio avviso sono sempre ben gradite ma è piùttosto l’analisi di un modo di fare che continua a perpetuarsi senza via d’uscita da ormai troppo tempo.

L’assessorato alla cultura a Carinola sembra quasi come un compito di ripiego e di copertura finalizzato all’auto-celebrazione della corrente politica al potere, dove tra festicciole e premi, dove la cosa più importate è sempre il buffet, la classe amministrativa illude e si auto illude di saper fare cultura. Ma la CULTRA e decisamente ben altra cosa. La CULTURA è crescita, valorizzazione di un territorio è la radice dell’identità di un popolo. A Carinola non si è mai pensato d’investire in cultura in quanto gli affari veri si fanno con l’urbanistica, con l’ecologia, con le consulenze e soprattutto con il cemento, riducendo la cultura a semplice motivo ludico estivo svilendone così il vero significato e appiattendo le competenze dell’assessorato in questione. In questi anni non si è fatto nulla e l’attuale assessore Di Lorenzo, dopo anni di critica feroce (e giusta) nei confronti della Mazzucchi, ha ben deciso di continuare sulla stessa via interessandosi esclusivamente ai giochi politici che, sicuramente, offrono più prospettive personali.

Carinola, che potrebbe vivere di cultura, sembra avviarsi verso uno spaventoso cammino di anonimato culturale che cancellerebbe inevitabilmente i secoli di storia che hanno caratterizzato il nostro territorio accostandosi senza mezzi termini all’anticultura dei centri a noi vicini che come sappiamo non se la passano troppo bene. Eppure basterebbe così poco per offrire ottime opportunità al nostro comune per inserirsi nei circuiti culturali che contano: basterebbe sacrificare un’ estate carinolese e con i soldi risparmiati si potrebbero rifunzionalizzare strutture comunali lasciate a marcire, trasformandole in centri di cultura come, ad esempio, un museo che ospiti i reperti archeologici presenti nei nostri confini i quali, invece, vanno ad arredare le case di estranei. Oppure si potrebbero creare spazi per le associazioni fattive che coordinate dall’assessore alla cultura potrebbero unitamente lavorare per il nostro comune dando vita a vere iniziative. Invece, a Carinola, è sempre tutto uguale da anni dove se sei cliente fai, anzi hai (cosa ben diversa) : basta pensare all’usufrutto gratuito dell’ex carcere feminile di Carinola ad una pseudo associazione, i cui componenti hanno ben pensato di schierarsi dalla parte del sindaco il quale, inoltre, gli ha affidato (sempre a questa anomala associazione che a quanto pare è priva sia d’iscritti che di statuto e consiglio, elementi che ne certificherebbero, appunto, la connotazione di associazione) il restauro di monumenti vari. Un piccolo esempio che dimostra la prerogativa di non fare, ma dare per avere voti.

Nella mia ingenuità, l’assessore alla cultura lo immagino come una persona che quotidianamente vive nella cultura, un appassionato che non perde occasione di informarsi sulla mostra di turno, sull’evento del mese, da cui imparare per applicare da noi. Una persona che sia concentrata a far conoscere tutto il bagaglio del proprio popolo e non semplicemente un masto di festa interessato solo a quelle dinamiche politiche finalizzate all’autoconservazione e al resoconto personale. In piccole realtà sicuramente più fortunate di noi che non hanno come targa CE vengono invasi da persone da tutta Italia per partecipare a seminari, stage e workshop tenuti da esperiti del settore culturale. Mi spiego meglio, il mio assessore ideale informatissimo com’ è del panorama culturale italiano, potrebbe organizzare un seminario di giornalismo ( la prima cosa che mi è venuta in mente) invitando (pagando) uno dei giornalisti più in voga, pubblicizzare il bando di partecipazione su internet o presso testate giornalistiche e vedrai che Carinola si riempierebbe di persone che, logicamente pagando l’iscrizione al seminario, non solo porteranno a casa un attestato di partecipazione ma avranno conosciuto il territorio carinolese aiutando le casse del comune. Quello dei seminari è una proposta che in piccole località di campagna come la nostra funziona da anni ricavandone non solo pubblicità del territorio ma anche discreti introiti economici. Il mio assessore alla cultura ideale dovrebbe essere un coordinarote tra le diverse realtà, una fucina di idee ma invece l’assessore, quello vero, preferisce le sagra del baccalà e ovviamente la propria carriera politica. Sono sicuro che si dirà che il comune in questi mesi si sta dedicando molto alla cultura con la partecipazione del salone internazionale del gusto a Lugano, con il restauro dell’Episcopio, con il progetto della scuola unica che, secondo il mio modesto parere, in un’area che vanta una storia millenaria, è semplicemente il minimo.

Un popolo senza cultura o meglio senza la coscienza della cultura è un popolo destinato alla becera omologazione alla cultura del cemento.

De Popa

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Lady Gaga, Salman Khan