lunedì 29 dicembre 2008

Lettera da Albino

Gentile Redazione

Ho letto con interesse il post “Donne per le donne ” e mi complimento per la chiara esposizione, anche se, penso, l’argomento dovrebbe essere ampliato ed approfondito.
L’articolo, nella prima parte, mi ha divertito per l’ironia in esso racchiusa, ma anche è stato motivo di riflessione.
Divertito per come è stato presentato il peccato originale….una veste a cui mai avevo pensato: Eva che “convince” il povero Adamo a dare un morso al succulento frutto, andando contro il volere di Dio, non perché ingannata da Satana con le sembianze del serpente, ma perché mossa dalla curiosità che è poi lo stimolo principale per la conoscenza…. sottintendendo quindi la capacità innata nella donna di riuscire a stimolare la creatività dell’uomo in molti campi.
E questo mi ha portato a riflettere sul peso che tante donne, di cui mai conosceremo il nome, hanno avuto nel campo della ricerca, dell’arte, della religione e, permettetemi, anche in un campo da cui le donne sono sempre state estromesse: la strategia militare. Siamo certi che i vari condottieri che si sono susseguiti nei secoli, non chiedessero un ultimo parere alle rispettive mogli prima di intraprendere una battaglia? Se è vero il detto che dietro un grande personaggio c’è sempre una ancor più grande compagna….io propenderei per questa ipotesi.
La seconda parte del post è per me difficile da commentare, in quanto fa riferimento a una realtà, quella carinolese, a me sconosciuta perché ligure, anche se, purtroppo e da quel che ho letto, non credo si discosti molto dalle realtà esistenti in tutte le regioni italiane. Le discriminazioni verso il “gentil sesso” esistono ovunque, a partire da stipendi più bassi (ad eguale responsabilità) fino ad arrivare ai ricatti veri e propri nell’ambito lavorativo (non credo sia necessario specificare di quali ricatti parlo).
Se poi andiamo a verificare il contributo che la donna dà alla società, ci accorgeremo che, in termini lavorativi, il suo apporto è di molto superiore a quello dell’uomo, in quanto, oltre all’eventuale impiego fuori casa, è occupata anche per i lavori necessari al buon andamento della vita famigliare…marito…figli…tenuta della casa e così via. Anche nel caso della pura casalinga, non possiamo parlare di “vita facile”. Credo che ogni padre (non lo chiamo “capo famiglia” perché ritengo questa definizione assolutamente errata) che si sia trovato anche per una sola settimana a dover svolgere il compito della “casalinga” capisca ciò che intendo dire.
Detto questo, vorrei dire la mia opinione sul resto dell’articolo, dove viene evidenziata la bassa considerazione che viene data al lavoro femminile nell’ambito del territorio carinolese.
Mi permetto di fare un appunto.
Vengono elencate le varie attività dove le donne prestano la loro opera… e m’accorgo che sono presenti in tutti i campi. Si dice anche che esse non sono valorizzate come meriterebbero, ma subito dopo si scrive che “si rassegna facilmente a rimanere più nascosta….”
Una domanda sorge spontanea.
Perché?
Non credo che oggi la donna, sia essa abitante a Carinola oppure in altre città,, non abbia la capacità di far valere i propri meriti e/o diritti. Il livello d’istruzione è pari al “sesso forte” (?) e anche la capacità lavorativa non è assolutamente a lui inferiore. Allora…quale la risposta?
La risposta è in quella frase “si rassegna”. Che brutta parola!
Si fa riferimento anche alla presenza politica dell’unica donna facente parte del Consiglio Comunale, poco valorizzata e ascoltata.
Se così fosse, ma questa è soltanto l’impressione di uno che non vive i problemi carinolesi, la colpa di tutto questo ricade su voi donne, che non sapete o non volete agire in modo da cambiare questo stato di cose. A prescindere dall’idea politica di ognuno, siete voi donne che dovete intervenire presso i vostri rappresentanti e PRETENDERE una più corretta rappresentanza nella vita pubblica e siete sempre voi donne che dovete INTERVENIRE presso i vostri rappresentanti sindacali per cambiare uno stato di cose a voi non favorevoli.
L’articolo fa anche riferimento ad una situazione grave verificatasi lo scorso anno nella vostra città e per la quale le donne si sono impegnate in prima persona, ottenendo risultati positivi.
Il caso viene citato come “vero problema” . Perdonate la mia ignoranza, ma tutto quello a cui fa riferimento l’articolo…non rappresenta un vero problema?.
Io penso di sì.
I problemi esistono finché qualcuno non decide di risolverli. Nel vostro caso esisteranno fino a che voi donne non vi renderete pienamente conto che non siete sussidiarie agli uomini e che avete la capacità e l’intelligenza di fare ciò che gli uomini fanno…e penso anche in modo migliore perché, come viene riportato alla fine del post, avete la mente sgombra da sotterfugi politici e di potere.
In parole semplici…siete ancora oneste e, spero, che lo rimaniate ancora a lungo.
Grazie per la disponibilità a ricevere questo mio commento, anche se non sono vostro concittadino, e auguri per il Nuovo Anno.
Albino 

 
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