domenica 25 gennaio 2009

27 Gennaio: giorno della memoria (e della dimenticanza)


Quello che resta di un genocidio.2, inserito originariamente da IsabellaR..

Ormai è prossima la data dedicata alla memoria del genocidio degli Ebrei perpetrato dal regime nazista.

Il ricordo di quelle efferatezze è utile e necessario per far riflettere tutti su quegli orrori. Serve mostrare le immagini di quella tragedia e discuterne, non solo per condannarle ma anche per suscitare l’impegno di tutti ad evitare che si ripetano simili atrocità. Indubbiamente, istituire una giornata della memoria ès tata una iniziativa lodevole perchè fa in modo che alle nuove generazioni resti impresso quello che non dovrebbe mai avvenire.

In questi giorni, mentre si ricorda la terribile tragedia degli Ebrei , si dimenticano tutti gli altri terribili genocidi facendola diventare anche la Giornata della Dimenticanza. Bisogna dimenticare tutti i genocidi che hanno macchiato di tanto sangue la storia recente e meno recente. Si deve dimenticare il genocidio armeno del 1915-16 che portò alla quasi distruzione di quel nobile popolo. Si deve dimenticare il genocidio degli assiri dello stesso periodo storico di quello armeno. Si deve dimenticare il genocidio Greco durato ininterrottamente dal 1908 al 1923. Si deve dimenticar il genocidio degli italiani dell’Istria nel 1945 che furono sepolti vivi nelle foibe a migliaia. Si deve dimenticare il genocidio dei musulmani di Sebrenica in Bosnia considerati un fastidioso intralcio al nuovo ordine balcanico. Dobbiamo dimenticare il genocidio di milioni di cambogiani avvenuto pochi anni fa. Dobbiamo dimenticare i genocidi attuali nel Darfur e non bisogna nemmeno accennare alla tragedia palestinese che vede quello che resta di un popolo costretto a vivere in campi profughi e bombardato a tempi alterni.

Non si comprende il motivo di questa voluta dimenticanza: quasi un razzismo strisciante che fa distinzioni tra le razze dei morti. Ricordare le vittime di una razza o nazionalità, dimenticare quelle di altre ritenute forse inferiori e da non tenere nella stessa considerazione. Forse la spiegazione di questo oblio è molto più semplice: sono poveri, e la povertà è una colpa che si paga con la dimenticanza e la cancellazione dai capitoli della storia. Come nella vita di tutti i giorni, chi ha più possibilità prevarica il diritto di chi ha poco o niente e anche come vittime di una tragedia si conserva lo status di superiore.

Mi auguro un cambiamento che faccia si che ci si convinca che i morti sono tutti uguali e quelli morti per la stessa causa sono ancora più uguali. Ci si deve augurare che il giorno del ricordo e della dimenticanza sia sostituito con la giornata della memoria e della condanna di tutti i genocidi mettendo in atto protocolli internazionali atti ad evitare il ripetersi di simili tragedie. Se non sarà possibile la realizzazione di quanto sopra auspicato si spera almeno che in quel giorno le persone di buona volontà si ricordino per un attimo, oltre che degli Ebrei, anche di tutte le altre vittime innocenti della follia umana.
ProCopio

 
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