sabato 10 gennaio 2009

Questione di stile

Si parla con soddisfazione della giornata del 7 Gennaio a Carinola e si tessono le lodi di ogni aspetto che l’ha contraddistinta, pur con l’inclemenza del tempo.

Gli ottimi prodotti tipici locali, il Gruppo Folk di Casanova, i vigili urbani in alta uniforme, il coro dei bambini, la straordinaria pulizia del capoluogo, le stupende voci del tenore e della Ricciarelli hanno attirato nel capoluogo una folla enorme … Tutto bello, tutto perfetto.

In tutta questa perfezione, c’è stato però un neo di cui non si parla: il comportamento dei cittadini carinolesi.

Credo, invece, sia proprio opportuno parlarne. Se è vero che i panni sporchi si lavano in famiglia, è anche vero che parlare di un problema è già un po’ come risolverlo.

Ho assistito con sgomento ad un episodio molto avvilente, paragonabile solo ad un’invasione di cavallette o alla calata dei vandali: il momento del buffet!....

Mai visto qualcosa di così umiliante!... Persone che si avventavano sul cibo con voracità, come non avessero mai visto tanto ben di Dio o come non fossero appena passate le feste natalizie che ci hanno tenuti tutti a stomaco ben pieno. Una ressa incredibile!

I bambini del terzo mondo avrebbero avuto sicuramente un comportamento più corretto. La fame, quella vera, rende discreti e timidi.

Episodi sconcertanti si sono verificati: torte rubate dal tavolo per la paura di non averne una fetta o per portarsele a casa, mozzarella che veniva nascosta, capoccioni che prenotavano alimenti da portare via come fossero al ristorante, vino ed olio sparito nel nulla, come per magia, gente che riempiva piatti capaci di sfamare dodici persone….

Le signore che erano dietro il tavolo e che hanno preparato tanta buona roba, sono rimaste letteralmente sconvolte e hanno asserito che mai più parteciperanno a qualcosa di simile!

Nonostante l’Amministrazione ce la stia mettendo tutta per dare a Carinola un volto signorile e all’altezza dei tempi, certe cadute di stile dei cittadini ci riportano indietro di anni, anzi secoli. Non ai tempi della guerra, quando pur si soffriva la fame con dignità, ma ai tempi delle caverne, quando l’animalità la faceva da padrone sull’uomo. E questo non è affatto edificante.

La manifestazione è senz’altro riuscita, ma quella stonatura ha rovinato un po’ la serata. Se dovessi fare un esempio, direi che è stato come far indossare un vestito di Armani ad un selvaggio.

Il vestito è perfetto nel taglio e nella forma, ma il selvaggio rimane quello che è.

Non è la prima volta che si verificano episodi simili. Questo mi fa pensare a tre cose: o Carinola non ha raggiunto un sufficiente livello di civiltà ed in tal caso bisogna provvedere; o è un Comune che soffre la fame ed anche in questo caso bisogna provvedere; oppure nel dna del carinolese si annida il gene della strafottenza e della maleducazione. E questo è più allarmante.

C’è anche un quarto pensiero che mi sfiora la mente: tutto ciò che viene pagato da altri è più buono e va sicuramente assaggiato, ad ogni costo. Ma c’è modo e modo di farlo!

Tra le tante cose a cui pensare, l’Amministrazione ha anche questa su cui riflettere: prima di rifare il look al Comune e prima di inserirlo in un circuito competitivo, credo sia opportuno dare a molti cittadini carinolesi delle belle lezioni di stile.

Un cittadino molto disgustato

 
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