sabato 7 marzo 2009

La conoscenza aiuta il ricordo

Nel raccontare un avvenimento , abitualmente , si usa partire dall’inizio , ma, in questo caso, partirò dalla conclusione per meglio far capire che cosa mi ha indotta a scrivere questo post.
Tutto è scaturito da una frase detta dal Vescovo di Sessa Aurunca, Monsignor Antonio Napoletano, in chiusura della III giornata Diocesana di studi storici , in cui si ricordava, tra gli altri, la figura di Padre Michele Piccirillo: “ Padre Michele amava in modo particolare due monti , il monte Nebo e il Monte Massico”
Questa frase ha svelato una verità a me sconosciuta. Mi era nota la passione di P.. Michele per il monte Nebo e la Terra Santa , ma poco sapevo del suo amore e interesse per l’umile grotta di San Martino sul monte Massico , che molti di noi conoscono.
Ho sempre ritenuto, con un certo rammarico , che P. Michele fosse interessato soltanto al Medio Oriente e che noi tutti avessimo perso , ormai da tempo, questa bellissima figura di studioso e ricercatore.
Con mia grande gioia ho potuto ricredermi. P. Michele non aveva dimenticato i suoi luoghi di origine , il suo paese , i suoi monti e, anche se da un Paese lontano, continuava a prestare la massima attenzione a ciò che qui accadeva.. A riprova di ciò, qualche giorno prima di morire , come ha riferito l’archeologo dott. Michele Raddi , si raccomandò che fosse prestata la massima attenzione alla grotta di San Martino ed agli affreschi in essa contenuti che, come spiegato in modo esauriente dalla Dott.ssa Alessandra Acconci e dal Dott. Ugo Zannini, versano in uno stato di profondo degrado, essendo esposti al vandalismo dei visitatori nonché alla mancanza di adeguata protezione.
La mia conoscenza del nostro illustre concittadino si è ulteriormente arricchita nell'ascoltare la presentazione fatta dalla Dot.ssa Benedetta Steri collaboratrice di P. Michele in Terra Santa , la quale ha approfondito in modo molto esauriente la personalità del frate francescano , anche attraverso una raccolta di fotografie che mostravano momenti significativi di quegli anni trascorsi in Terra Santa.
Ho condiviso la sua emozione nel vedere Michele sorridere , mentre gioca a pallone con i ragazzi. o quando scherza con gli allievi e collaboratori. Michele che s'intrattiene con i beduini e che, sempre con la stessa cordialità, s'incontra con la regina Noor di Giordania. Michele che fa da guida al Papa oppure Michele instancabile lavoratore.
Michele che, senza mai risparmiarsi, realizza opere che rimarranno patrimonio archeologico per tutti.
Ma, soprattutto , Michele uomo portatore di pace, in grado di lavorare con tutti , con discrezione e con rispetto verso qualsiasi cultura e religione.
Rimarrà sempre nei nostri cuori la risposta a una domanda che gli era stata posta: "Da che parte stai?" e Lui: "Dalla parte dell'Uomo"

 
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