mercoledì 15 aprile 2009

Terra di conquista



Da secoli e secoli, dagli albori della storia fino ai nostri giorni, l’Italia è terra di conquista. Nessun popolo straniero o nostrano è sfuggito al fascino di impadronirsi di tutta penisola, neanche i Romani che pure erano di casa.
Il periodo più buio sicuramente l’Italia lo attraversò proprio dopo la caduta dell’impero romano. Non c’erano più le forti ed agguerrite legioni romane a difendere i suoi confini e così essa divenne preda di feroci popoli invasori il cui unico intento era quello di impadronirsi della penisola per appropriarsi  delle sue ricchezze.
Popoli colti e popoli barbari; popoli nordici e popoli orientali. Tutti con lo stesso intento.
Questa abitudine alla spoliazione delle italiche ricchezze e virtù non è ancora finita. Oggi c’è un nuovo popolo che ha invaso l’Italia: il Popolo della Libertà.
Come un’orda di voracissimi barbari, il Popolo della Libertà procede nella marcia all’occupazione dell’intera Italia al seguito di un abile condottiero il quale, dopo aver stazionato per diversi anni in una loggia massonica per imparare bene il mestiere, si è lanciato senza paura alla conquista della penisola.
E’ riuscito a sottomettere, a suon di promesse e doni, varie tribù: la piccola tribù guidata da Alessandra Mussolini, quella più grande guidata da Gianfranco Fini il quale, da quel gran sacerdote che è, ha sacrificato proprio tutto al nuovo condottiero: il nome, i propri usi e costumi, le proprie tradizioni, i propri valori, e si è lasciato acculturare dal nuovo Popolo invasore.
La piccola tribù di Casini ancora tentenna, ma non nasconde la sua propensione per il nuovo condottiero e prima o poi abboccherà all’amo che questi, da grande stratega, gli lancerà.
L’altra grande tribù, quella padana, è più ferrigna e pur alleandosi col nuovo Popolo, ha invece preferito mantenere una propria autonomia ed ha tracciato dei netti confini auto difensivi intorno al proprio territorio, non volendo partecipare alla kermesse in cui il nostro, più come Napoleone Bonaparte che come Carlo Magno, si è incoronato imperatore dell’intero regno italico.
Pronto all’invasione, ha messo a punto una strategia unica nel suo genere: la conquista delle italiche menti.
La campagna invasiva è iniziata lentamente, con l’asservimento del servizio d’informazione. Nome dell’operazione: l’uomo giusto al posto giusto. E così vi frego  il servizio pubblico.
Ormai è tutto nelle sue mani: Rai uno è un suo possesso; Rai due lo è all’80%; Rai tre ancora resiste, fino a quando non si sa. Finché ci saranno cacasotto come Fabio Fazio che si sente in dovere di chiedere scusa per ogni piccolo intervento fuori dagli schemi, Rai tre ha delle buonissime possibilità di cadere in mano nemica.
La fortuna aiuta gli audaci, recita un proverbio e così sembra. Conquistata l’Italia, ora il nostro mira all’Europa e persino un catastrofico evento naturale come il terremoto d’Abruzzo può essere piattaforma di lancio verso la conquista del continente europeo.
Il nostro condottiero-imperatore va e viene continuamente dalle zone terremotate, monopolizzando i riflettori che sono tutti puntati su di lui. I microfoni captano le sue belle parole di incoraggiamento, di solidarietà, ma anche le sue promesse di ricostruzione facile. E sicuramente sarà Impregilo ad occuparsene, come si è occupata di tanti edifici che ora sono crollati, come si occuperà del ponte sullo stretto di Messina….
Consensi, consensi, consensi. La dentiera della signora abruzzese persa nel disastro e subito fatta rifare gli avranno procurato almeno altri cinquanta voti.
Meno felice il povero Santoro che, per non essersi allineato alla volontà dominante di osannare il nuovo messia e tutto il suo establishment, rischia l’allontanamento.
La Lucia Annunziata, quella si, è stata più furba e, dopo aver attaccato Santoro in trasmissione, ora scrive su La Stampa che di sinistra sicuramente non è. Lei si che ci ha saputo fare, vedendosi prima di tutto  i fatti suoi!
Ma tant’è! Michele è abituato a queste rotte di collo: una più una meno non lo scalfiranno più di tanto. Lo eclisseranno sicuramente per qualche anno, ma tornerà, tornerà perché ogni meteora storica che si rispetti fa il suo scorso e poi svanisce nel buio dell’universo.
Anche il Popolo della Libertà farà sicuramente il suo corso, lungo o breve che sia. Chissà. Ma come tutti i popoli invasori, sarà sconfitto e distrutto da quell’unica, grande forza che è l’intelligenza.
Alce Rosso

 
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