domenica 31 maggio 2009

un mare di....


(Sogno).. Non vorrei che sedermi per ore, quindi sdraiarmi, riposare…Abbracciare nel mare il sapore salato della vita. Nuotare per sempre. Non esisterebbe più la California. Non sarebbe che un viaggio come tanti altri da fare. L’estate la passo a Mondragone. Mi piace quel nome, splendere di sale e sole sulle spiagge di Mondragone. Tramontare col sole. ..Ma da anni non mi può più piacere quel maledetto mare e quelle lerce spiagge. Ma è più forte di me. Devo vederlo, andarci, riposare, leggere, fare il bagno nell’acqua marrò. Una cazzo di bestemmia non mi viene in gola, perché non c’è posto. Dimentico. Ma oggi non ho potuto dimenticare. Ne ho vista troppa e troppi di uomini, donne e bambini, sdraiarsi nel lordume di plastica, vetro e cartacce, così adagio, spassionatamente parlando, bevendo e buttando la lattina di fanta finita e le cicche di sigarette lì a fianco. Una discarica sbrigativa e frantumata sono le spiagge libere (quest’anno) del litorale domitio. Una stella di merda che non sa gridare più. Le ho viste da Pescopagano fino a Sinuessa e dove non sono gestite dai lidi privati, c’è di tutto. Per lo più si tratta del cosiddetto indifferenziato. Cioè tutto. Il mare piange e piango dentro  anche io questa sera, mentre ripenso a quanto vento caldo e dolce sta passando sul mare ora , in questo preciso momento. Ora si alza una busta di plastica che si dirige verso un copertone Michelin, che sta li da vari mesi, appostato nella calda sabbia. 
Che cazzo, sarebbe meglio un deserto, così non passerebbe più l’uomo mazzonico. L’uomo moderno e merdoso che butta cose a terra, ogni minuto, ogni secondo. Deve buttare qualche merda della sua merdosa anima. E se facesse davvero il bagno in un mare di merda, appena uscito accenderebbe una sigaretta e andrebbe a strizzarsi il costume vicino alla moglie. Una mano sulla zizza e poi la butterebbe per scherzare nel mare di merda. Intanto si alza il vento e me ne torno. Domani ci rivado a Mondragone, per prendere il sole. In silenzio. Non so piangere. Da piccolo non mi hanno educato né a questo né ad altro.
 
Mus. Carannan

 
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