mercoledì 10 giugno 2009

Carinola alle elezioni europee

Prima di tutto, i votanti nel Comune sono stati 4665.

I dati di lista sono questi: Pdl 1919; Pd 987; Sinistra e Libertà 586; Italia dei Valori 443; Udc 246.

Ecco ora proviamo a ragionare su quello che è accaduto e su quello che significano questi voti usciti per il rinnovo dell’Europarlamento, dove si è consolidato un forte gruppo di conservatori, sotto la sigla del Ppe. Ma a Carinola è successo più o meno questo. Prima che si votava, qualcuno li ha visti correre anche sui tetti, alla disperata ricerca di un altro voto. Un altro ancora. Ancora. Corsari di bandiera di cui se ne conoscono a malapena colori, simboli e soprattutto valori. Non importa quali siano le capacità amministrative degli uomini del Pdl, Pd, Udc, e Sinistra e Libertà, tutti partiti allegramente rappresentati con esponenti più o meno attempati nel Comune, “basta che ora mi fate questo piacere di dare almeno una preferenza alla lista e a questo che è veramente una persona seria, poi io personalmente che ci sto in ottimi rapporti, vedrete che Carinola sarà davvero e compagnia bella..” Un fosso profondissimo per seppellire tutte queste cazzate che da quando pratico in questi ambienti ho ripetutamente sentito, fosso che bisogna cominciare a scavare sul serio, così come stiamo pian piano facendo, smascherando di volta in volta contraddizioni e promesse che non possono essere mantenute. Sono queste promesse che fanno i voti, o le opere che sono state realizzate (?) nel Comune a catturare consensi? Le promesse purtroppo tirano, eccome, perché l’italiano ha una fottuta paura di cambiare il volto delle cose, dieta, lavoro, e quindi politici. Forse l’unica paura che si scrolla di dosso con felicità è quella di cambiare abiti, auto e donne.

Dicevamo dei voti usciti. Ebbene forse qualcosa a sinistra è cambiato, tuttavia ancora una volta, con una certa superficialità, si è dato più o meno beneplacito a nuovi e vecchi amministratori attraverso un voto compatto. Il Pdl – forse non così soddisfatto - ha votato sistematicamente, secondo accordo, Patriciello (1111 preferenze) e Rivellini (728). Stesso discorso nel Pd dove Sommese, l’uomo che sussurrava a Pasquale Di Biasio, è arrivato a quota 639 preferenze. Gennaro invece è andato un piacere, portando con l’aiuto di alcuni fedelissimi casalesi (bene inteso di Casale di Carinola), Roberto Rotunno e Lorenzo Razzino, Sinistra e Libertà a ben 556 voti di lista e 380 solo per Ragosta. L’unica sorpresa è stata l’Italia dei valori, la quale senza una sezione è un esponente visibile e davvero all’altezza del partito si è attestata grazie ad un voto molto più spontaneo rispetto agli altri due partiti di sinistra. Ma forse quello che più ha stupito è che poco alla volta l’identità di centro-sinistra si svincola dalle indicazioni dei partiti scegliendo in autonomia i candidati preferiti (Capacchione, De Magistris e Alfano). Speriamo che questo sia un segnale positivo per il popolo che pensa il quale, con spirito critico ma severo, cerca di occuparsi del futuro del proprio territorio.

Anonymous

 
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