venerdì 12 giugno 2009

Il Sindaco non è più solo




La solitudine in cui era stato lasciato il Sindaco dalla scellerata decisione della maggioranza consiliare di aderire in blocco al Pdl, fatta eccezione del consigliere Zampi, passata all'UdC viene colmata dalla forza conferita, allo stesso, dagli oltre 550 voti confluiti alla compagine Sinistra e Libertà' di cui il Primo cittadino è parte integrante in quanto socialista.

A giudicare dagli ultimissimi episodi, presa d'atto concorso vigilini, sembra che, l'entusiasmante risultato elettorale, lo abbia già prodotto con un autentico braccio di ferro tra il capo dell'esecutivo e la sua giunta vedendo vincitore quest'ultimo 4 a 3 e aprendo, di fatto, la crisi della maggioranza.

Gli scenari all'orizzonte non sono ancora ipotizzabili ma questo episodio segna una frattura
da molti prevista, in sede di campagna elettorale quando un candidato Sindaco della sinistra accettò di guidare una lista civica, all'epoca, quasi completamente espressione della destra Carinolese.
Dicevo quasi in quanto l'attuale Vice sindaco De Risi ed il consigliere Micillo in quel tempo si dichiaravano gente di centro sinistra oggi li ritroviamo accaniti difensori di Silvio Berlusconi e del suo Pdl.

Tutto ciò avrà inevitabili ripercussioni sulla scena politica nostrana e le differenze si andranno sempre più accentuando così come i dissapori, mal celati, a causa delle marcate differenze esistenti tra la cultura politica del Sindaco Mannillo, dovuta alla sua lunga militanza nell'area Pci e la sua maggioranza conservatrice.

Oltre all'analisi strettamente politica non passa inosservato il sostanziale immobilismo della macchina amministrativa inerentemente al programma elettorale con tanta enfasi urlato dai balconi e fermo al palo.

Qualcuno è riuscito a votare contro perfino a provvedimenti da lui stesso proclamati, quando dai balconi diceva che uno dei primi passi della “nuova” amministrazione sarebbe stato quello di dotare il Comando dei V.V. U.U. di nuove ed efficienti unita' operative.

Passando ai possibili sviluppi ipotizzabili il più naturale sarebbe la sfiducia del Sindaco nei confronti degli Assessori contrari al provvedimento oggetto del contendere visto che lo stesso era stato ampliamente discusso ed approvato, visto che il concorso infruttifero dello scorso anno ne è seguito, in tempi amministrativamente brevi, un altro capace di selezionare i tanto invocati tutori del traffico di cui il territorio ha urgentissimo bisogno.

Chiaramente dietro ogni Assessore troviamo un gruppo facente capo ai referenti politici locali, spesso coincidenti con gli stessi Assessori, che, all'occorrenza, può approvare o meno i provvedimenti sottoposti al vaglio del Consiglio, provocando così inevitabili disfunzioni nella amministrazione della cosa pubblica, mettendo in difficoltà' un Sindaco che dalla sua avrebbe un solo consigliere che siede, però, fra i banchi della opposizione.

Potrebbe anche accadere che siano gli stessi contrari a rassegnare le dimissioni per evidenziare la rottura e aprire una crisi istituzionale dalla quale si potrebbe uscire nominando nuovi assessori o cercando nuove alleanze all'interno del Consiglio, cambiando così la rotta e sostituendo ai ribelli uomini più vicini ai credo del Sindaco.

Potrebbe egli stesso dimettersi e mandare tutti a casa per poi tentare nuove strade più omogenee e maggiormente rappresentative dalla volonta' popolare che alle scorse europee ha cambiato i numeri della maggioranza conferendola, nuovamente al centro sinistra.

Si potrebbe aprire un dibattito Consiliare per mettere a nudo i dissapori e chiarire le posizioni politiche che hanno portato parte della Giunta a votare contro il Sindaco o ad astenersi dal voto , lasciando spazio ad eventuali mediazioni capaci di ricucire lo strappo.
Certo la situazione si presenta ingarbugliata e di difficile lettura e come al solito a farne le spese sono i cittadini che si aspettano provvedimenti capaci di risolvere i problemi quotidiani e si ritrovano a sopportare le solite beghe di potere capaci solo di inasprire gli animi e non dare risposte concrete a chi determinando un ampio consenso si sarebbe aspettato maggiore stabilità ed un rinnovamento amministrativo tanto vituperato ma mai praticato.

il sognatore

 
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