lunedì 27 luglio 2009

Cani bastardi che odiano la propria stessa terra



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Chissà  perché era una cosa che sentivamo nell’aria. Un brivido malefico che sentivamo scorrere lungo la schiena, perché la cultura in questo posto è stata sempre un elemento sconosciuto a molti personaggi che purtroppo capiscono solo il tintinnio dei soldi e l’interesse privato, ma arrivare persino a questi feroci atti di vandalismo è qualcosa di inammissibile.

Una sorpresa amara per i ragazzi e gli archeologi che sono tornati al lavoro dopo il fine settimana: il pavimento in marmo riportato alla luce agli inizi dei lavori è stato malvagiamente e ferocemente distrutto durante il week end.

Le teste di cazzo che si sono date tanto da fare per distruggere, sperando di trovare chissà che cosa, ciò che era stato portato alla luce con tanto interesse ed attenzione, hanno le ore contate e non la passeranno tanto liscia. Sono già state attivate le conoscenze del caso e quei nomi sono saltati fuori, e allora sarò la persona più felice del mondo quando li vedrò arrestati. Chi non sa rispettare la propria terra in tutte le sue componenti sociali e culturali, non merita di starci.

Resta un forte amaro in bocca per un atto vandalico che non ha giustificazioni. Qualsiasi possa essere stato il motivo di tale azione, politico o di puro interesse privato, è qualcosa che fa  accapponare la pelle a chi in questi scavi vede non solo un’opportunità per il futuro del carinolese, ma anche  la possibilità di conoscere meglio la storia di questa terra. Non tutti siamo animati dallo stesso amore, ma chi non riesce a rispettare neppure ciò che di buono c’è  sul proprio territorio o antepone altre meschine cose,  non merita di essere considerato parte integrante di una comunità civile. Merita solo la galera. E l’avrà. Bastardi.

Il Quiquirì

 
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