martedì 21 luglio 2009

Perchè gli scavi a Foro Popilio



In molti in questi giorni avendo saputo dell’inizio degli scavi a Foro Popili si sono chiesti le motivazioni di questi lavori. L’inizio di questa, che si spera una bella storia, ha inizio la primavera del 2008 quando il neoassessore alla cultura di Carinola si recò in sopralluogo in quella località. Finalmente una svolta, un assessore alla cultura di Carinola si interessava dei beni culturali del comune e non solo dei concertini come nel passato. Alla visita era presente,oltre a Di Lorenzo, il sovrintendente di allora di Caserta e Benevento, Mario Pagano e il Professore Michele Raddi da poco nominato consulente del sindaco per i beni archeologici del comune di Carinola. Questo incarico gli fù affidato sia per il curriculum di tutto rispetto presentato ma anche perché Raddi era stato collaboratore e grande amico di p. Michele Piccirillo che lo aveva presentato e garantito per la sua professionalità. La cronaca dell’incontro anche se in forma ridotta, per espresso desiderio del sovrintendente, fu pubblicata sul Corriere di Caserta a firma del giovane corrispondente locale. L’assessore si entusiasmò subito al progetto che incominciò a preparare nei particolari. La novità fu un’altra, il via all’iniziativa fu dato senza calcoli politici, come è stata ed è prassi a Carinola. I proponenti erano persone che non votano a Carinola e chi li accompagnava a stento controlla il proprio voto. L’assessore fu convinto dalle notizie dettagliate che gli furono date dal sovrintendete che da giovane aveva lavorato in zona. Questi gli parlò delle porte della città, dell’anfiteatro e forse dell’esistenza di una cattedrale, in quanto dai suoi studi gli risultava che era stata sede vescovile. Ora quello che sembrava un progetto fantasioso è diventato realtà, da qualche settimana studiosi e volontari stanno portando avanti la prima campagna di scavo a Foro Popili. Le risorse messe disposizione sono limitate, come il bilancio comunale, ma potrebbero essere sufficienti per raccogliere notizie di questa città di cui si conosce pochissimo. Gli scavi potrebbero portare alla luce reperti utili per scrivere la storia della città e dell’intero Ager Falernus. Questi pochi soldi messi a disposizione, che allo stolto sembrano sprecati, potranno essere un investimento validissimo per attrarre finanziamenti consistenti. Serviranno sicuramente per attirare l’attenzione di tutti gli studiosi a livello nazionale ed anche mondiale. I tesori sepolti non servono a nessuno, per tesori intendiamo la storia delle nostre origini e dei nostri antenati, non oro e diamanti come qualcuno si aspetta. Questa è una scommessa in cui tutti devono credere, la cultura come mezzo di sviluppo morale ed economico delle nostre terre. Ormai le automobili sono troppe, gli elettrodomestici sono troppi, perfino i generi alimentari sono troppi: il campo dove investire per attirare capitali abbinati al progresso è solo la cultura. Bisogna predicare questo concetto ai molti che non si sono mai mossi da questi paeselli allargando la loro ristretta visione della vita oltre la Campania e se possibile anche oltre l’Italia. Se si riuscirà a convincere la maggioranza dei Carinolesi sul futuro vantaggio di questo progetto il gioco è fatto, altrimenti continueremo a parlare di percoche e olio che non si vende o che il prezzo è basso.



Il guardiano di Civitarotta

 
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