venerdì 3 luglio 2009

Prove di legalità





In nessuna nazione al mondo, anche la più arretrata, la parola illegalità è bistrattata come in Italia. Questo paese che si vanta di essere la culla del diritto è diventato per merito di una casta politica di arraffoni il paese delle leggi e scritte e non applicate. Questa situazione è ormai nota in tutto il mondo e per questo motivo tutti i soggetti di malaffare delle nazioni limitrofe e non si sono riversati in Italia, sicuri di essere garantiti dall’illegalità diffusa in cui vive. Il governo in carica con l’approvazione del pacchetto sicurezza dà l’impressione di provare a creare un argine al dilagare dell’illegalità di massa.

Ormai si ha l’impressione che si va verso due visioni della società, chi vuole che sia regolata da regole e chi dall’anarchia che favorisca il più furbo se non il più delinquente. Fin’ora era prevalsa questa seconda visione che ha portato ad un aumento di immigrati clandestini spropositato per le possibilità di questo paese. Questi arrivi incentivati e protetti da un buonismo ipocrita e a volte interessato ha portato ad un disagio insopportabile per i cittadini italiani ma soprattutto per gli immigrati. Per arginare un fenomeno ormai fuori controllo, anche per rispondere alle richieste di gran parte della popolazione il governo ha varato impachetto sicurezza. La legge approvata prevede diversi articoli tra cui i più salienti sono, l’introduzione del reato di clandestinità, una norma ovvia in tutto il mondo, contrastata da noi, in quando c’è chi sostiene che è un diritto entrare in un altro paese senza permesso. Carcere per chi affitta ai clandestini, con questa norma si elimina o almeno si limita il ricatto su chi vive in clandestinità.

Togliere la patria potestà a chi manda i figli minori a mendicare, o peggio a rubare, se può essere giustificato chi mendica per vivere è da condannare chi induce a farlo i propri bambini. Assieme a queste altre norme che vanno nella stessa direzione oltre ad autorizzare onesti cittadini a segnalare persone o atti illegali. Contro questa norma si sono scatenate le forze dell’ordine che evidentemente non gradiscono interferenze nel loro lavoro. Il loro non controllato e non deve sottostare all’inconveniente che arrivino molte telefonate alle quali nessuno risponde. Inoltre sono state inasprite le pene per i delinquenti soggetti al 416 bis ovvero mafiosi e camorristi. A leggerle sembrano tutte norme di buon senso e tese al ripristino almeno ad una parvenza di legalità , invece una parte del parlamento le ha contestate vivamente tacciandole con vari aggettivi dal nazista al razzista. Scorrendo le forze politiche che si sono opposte aspramente all’approvazione della legge troviamo tutta l’opposizione. Non ci si meraviglia della sinistra che ha sempre mostrato la delinquenza come un atto di ribellione al potere costituito né di qualche partito che notoriamente ha nelle proprie file mafiosi o amici di mafiosi.

Si resta scandalizzati invece dall’atteggiamento tenuto dal partito di Di Pietro che della legalità ha fatto la propria bandiera. Si resta costernati assistere che voti contro ad un provvedimento che inasprisce le pene ai mafiosi o che obbliga gli stranieri ad entrare in Italia in modo legale. Qualcuno ha giustificato il proprio voto contrario sostenendo che quelle norme sono insufficienti a combattere l’illegalità dando l’impressione di vergognarsi del proprio voto negato. Non è che queste norme risolvano il problema della legalità, fortemente compromessa, nel nostro paese ma almeno ci provano a segnare la strada in quella direzione, speriamo che si continui.

Il nipote di Maroni

 
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