domenica 26 luglio 2009

A tressette come al golf


L'altro giorno si è concluso il torneo estivo di tressette a Casanova. Dopo accanite e travagliate fasi eliminatorie sono arrivati in finale quattro baldi giovanotti, Antonio Di Donato e Salvatore Sorvillo, alias Bocchetti, contro Salvatore Iovinella e Stefano Corvino. Per la cronaca l’ambito titolo, rappresentato da un florido prosciutto, è andato alla coppia Didonato- Sorvillo, quest’ultimo alle primissime ore dell’alba era in piazza a “pariarsi” giustamente. La manifestazione è stata organizzata da Salvatore Sorvillo in tutti i particolari, prevedendo anche un buffet finale con pizza e vino, buono nonostante fosse figlio di genitori ignoti. L’organizzazione in verità non è stata impeccabile anche perché mancavano regole scritte e il neo top manager Sorvillo ha dovuto fare tutto da solo. Comunque è stata una esperienza positiva per lui e per tutti i partecipanti e sicuramente l’organizzazione che condurrà del prossimo torneo sarà perfetta. Questa la nuda cronaca dell’evento ma è stato molto più interessante il suo aspetto sociale. Per la prima volta si sono visti insieme cimentarsi una ventina di ragazzi, alcuni giovanissimi, tutti insieme impegnati a superarsi sportivamente senza proteste e senza lamenti accettando sportivamente anche l’eventuale sconfitta. Si è avuto il piacere di vederli senza l’immancabile bicchiere di birra ma diligentemente impegnati come in un campo di golf. Addirittura molti per l’occasione sfoggiavano la maglietta migliore del guardaroba. Sembra qualcosa di banale un torneo di tressette ma può essere anche foriera di un nuovo modo di pensare e di incontro tra i giovani. Si può partire dal tressette ed arrivare al golf, intendendo con questo sport un' attività più nobile: l’importante è farla insieme. Il bello del paese rispetto alla città è stato sempre lo stare insieme. Questo negli ultimi anni è venuto a mancare in tutti i nostri paesini con gli scompensi conseguenti. Ciò ha comportato di vivere in paese come in città, con gli svantaggi sia del paese che della città.
Questo torneo, basato su qualcosa di futile come il tressette, è stato il termometro della potenzialità giovanile del paese. Si sono visti impegnarsi allo spasimo nel ricordare le carte, discutere, anche farsi qualche piccolo segno proibito ma per una settimana tutti insieme appassionatamente. Si auspica che in futuro il loro impegno si anche riversi su qualche attività più elevata, l’importante è che continuino a stare insieme . Il gruppo è uno scudo contro i pericoli esterni ed anche interni del proprio animo negli immancabili momenti di depressione.

TRE DI BASTONI

 
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