martedì 11 agosto 2009

Generazioni da curare



C’è sempre l’occasione che mi fa rendere conto che il nostro Comune è piena di intelligenze vivaci e di eccellenze che meriterebbero maggior fortuna e maggior attenzione da parte di tutti. Carinola dovrebbe essere fiera di queste menti speciali e vivaci dei suoi figli, e forse lo è, ma troppo poco si fa per aiutarli.

Chi non ha avuto la fortuna di presenziare al Lunarte Festival non può capirlo. Chi non ha visto la commedia della Scarpasciota “Nu pasticcio napoletano”, portata in scena da giovani attori alla prima esperienza artistica, non può capirlo. Chi non vedrà la seconda rassegna di cortometraggi “Corteggiamoci” organizzata dall’Associazione Nessun Dorma e la Compagnia Teatrale ‘A Scarpasciota, col patrocinio del Comune di Carinola, non lo capirà. Giovani menti capaci di organizzare eventi artistici e culturali di grande spessore e fascino con pochi mezzi, capaci di impegnare se stessi  con decisione ed entusiasmo,  capaci di mettersi in gioco in prima persona sfidando un’eventuale critica negativa dei compaesani. Ma non c’è critica negativa che regga.

Tutti bravissimi, ma stupende sono state le esibizioni di Pasquale Passaretti e Alberto Ferraro al Lunarte Festival. Niente  da invidiare a veri professionisti. L’uno ha presentato un monologo sul disagio nel mondo del lavoro scritto e interpretato da lui stesso, l’altro un monologo da un rifacimento del Cirano de Bergerac di Rostand.

Qualche sera dopo, anche i giovani attori della Scarpasciota, diretti  da Tommaso Vingione, hanno esibito la propria bravura con scioltezza e spontaneità in cui ha primeggiato Ivan D’Orso.

Tutto questo mi porta a fare le solite considerazioni trite e ritrite che vanno però fatte: la popolazione e le amministrazioni comunali dovrebbero curare molto di più i propri giovani, evitando che crescano frustrati nelle loro pur legittime aspirazioni o di farli andar via, a portare altrove le loro abilità Non basta essere dispensatori di contributi comunali e dargli i mezzi economici per realizzare un’iniziativa, ma offrirgli la possibilità di crescere anche artisticamente sul territorio. E quando dico crescere artisticamente, parlo in termini soprattutto di strutture che purtroppo non ci sono, ed anche in termini di brevi corsi formativi che potrebbero arricchire e migliorare  le attività più presenti sul territorio.

Per anni la crescita artistica dei giovani carinolesi è stata quasi ignorata o messa a uno degli ultimi posti mentre, in un Comune che si rispetti e vuole rinnovarsi, dovrebbe essere tra i primissimi posti.

Le foto


Quaily

 
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