venerdì 14 agosto 2009

Spazi di aggregazione

cani2

Alcuni commenti ad un recente post di questo blog mi hanno portato a scrivere delle considerazioni che già da un po’ di tempo facevo tra me e me: la trascuratezza degli spazi di aggregazione oggi tanto importanti per ogni comunità civile. Chiaramente lo spazio di aggregazione per eccellenza qui a Casanova è e rimane la villa comunale. Villa potrebbe chiamarsi se fosse uno spazio curato, custodito, bello agli occhi e piacevole allo spirito, ma così come si ritrova ad essere e soprattutto all’uso che se ne fa, è più giusto definirlo un caravanserraglio. Per chi non lo sapesse, nella cultura araba il caravanserraglio era lo spazio dove sostavano le carovane e quindi, per antonomasia, un luogo pieno di confusione e di rumori incredibili. Ecco. Questa è la villa comunale di Casanova. Un vero caravanserraglio.

Sia di giorno che di notte c’è di tutto, ogni varietà della fauna umana: l’imbecille, l’idiota, lo sguaiato, il violento, l’aggressivo, il prepotente, l’arrogante, il buffone, il deficiente, il bestemmiatore, il porco, tanti soggetti a cui si concede troppo materialmente e forse troppo poco affettivamente. Tanti soggetti che danno sfogo alle loro naturali manifestazioni soprattutto a tarda notte. Urlano, fischiano, bestemmiano, bevono, fumano, pisciano sui gazebo, rompono bottiglie, giocano a calcetto, sgommano, frenano, fanno rombare i motori a tutta birra. La comunicazione tra di loro è quella caratteristica delle specie più rumorose e esibizioniste. Dialogo: zero. Quei pochi giovani per bene che vorrebbero stare un po’ insieme a chiacchierare in queste afose notti estive, si ritrovano tra un’ orda di barbari violenti e rumorosi che si sono appropriati di questo spazio come spettasse loro di diritto. Male hanno fatto gli adulti a non frequentare più la villa, lasciando così il campo a teppistelli che non capiscono l’importanza della cosa pubblica e non la rispettano privati come sono di qualsiasi forma di controllo, anche di quella degli adulti che potrebbero incutere ancora un po’ di soggezione.

E’ una pena vedere un campo di calcetto appena rimesso a posto in mano a questi scalmanati che ne fanno l’uso che vogliono, che accendono e spengono i riflettori continuamente durante la notte come fossero le luci di casa loro. Che giocano a calcetto con la stessa grazia dei rinoceronti. In tutto questo, non un cane di carabiniere, non un poliziotto che giri a sorvegliare il territorio che ormai sembra essere diventato terra di nessuno. L’altra pena è vedere che questi giovanissimi sono diventati ingestibili. Sembrano tanti animali lasciati allo stato brado. Genitori assenti, forze dell’ordine assenti, agenzie educative assenti. Completamente abbandonati a se stessi. Malati di solitudine, morale e spirituale. Ora se per gli animali lo stato brado può essere un bene perché crescono genuini, per questi ragazzi è solo l’occasione per diventare maleducati, irrispettosi e potenziali delinquenti. Questa è la strada che gli viene spianata davanti e loro sembrano intenzionati a percorrerla tutta. E gli adulti stanno belli tranquilli a guardare, basta che non gli rompano le scatole.

Stressato estivo

 
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