domenica 27 settembre 2009

Il Biasox Furioso


Il conte Biasox era concentrato intensamente nel suo lavoro giornaliero presso il gran ministero delle acque,  quando fu distratto dall’arrivo  di  un messaggero proveniente da  Calenum. Ogni due giorni un messaggero  gli portava  notizie della sua contea, in  particolare l’andamento della vita politica e il comportamento dei suoi  vassalli e dei suoi nemici, che lui riteneva di numero limitatissimo. Quando gli fu riferito che tutta la contea sapeva che lui aveva abdicato dal suo titolo di Conte e padrone su di essa, si lasciò andare a parolacce a cui non era aduso. La sua collera aumentò quando fu informato che era stato il suo ex consigliere Abner a divulgare quella notizia cosicchè lo apostrofò con  gli epiteti più disparati. Ancora paonazzo dalla collera, ordinò di preparare la sua carrozza e al cocchiere di condurlo a Calenum dove aveva inviato in avanscoperta  un suo corriere per informare i suoi fedelissimi del suo arrivo. 
In serata, giunto nel suo casale natio di Nocellum,  fu accompagnato a casa di uno dei suoi  vassalli più facoltosi, Anforino de Farmacis, che gli fece trovare pronta una cena luculliana. Più che la cena a Biasox fece piacere la cerchia di vassalli, valvassori e valvassini che numerosi erano ad attenderlo. La sua ira profonda fu in parte alleviata quando fra  i suoi sostenitori che lo salutavano con un deferente inchino notò  la presenza di una dama, a lui particolarmente cara,  proveniente dal contado di  Kasanovia . Dopo aver fatto il suo solito discorso introduttivo,  più  incomprensibile del solito a causa della sua forte irritazione, illustrò il suo piano per defenestrare il suo reggente Giano Trifronte de Fontanavecchia che occupava tale carica contro il suo volere. Presa penna e pergamena scrisse personalmente un messaggio, evitò  di firmarlo ma per far capire a tutti che era stato scritto da lui lo infarcì  di errori di ogni genere. Scrisse che il suo successore  si era alleato con persone  di malaffare col solo scopo di avere il potere e che questa alleanza ibrida  avrebbe portato la contea alla rovina e per evitare ulteriori guai anche per le sue ghiandole più preziose avrebbe fatto meglio a dimettersi. Finito di scrivere ordinò ai suoi vassalli di riprodurne fedelmente, errori compresi,  tantissime copie che in nottata i valvassini  fecero in modo che raggiungessero tutti gli abitanti della Contea. 
Il mattino dopo tutti lessero l’invito-minaccia  di Biasox e molti subito pensarono a come tradire  Giano per tornare con lui,  Abner per primo. Anche Giano Trifronte  lesse il messaggio ma ormai, deciso a tenersi i trono della contea il più a lungo possibile, passò al contrattacco cercando come  suo solito di ricavarne il suo utile. Riuniti tutti i sui grandi elettori fece un lungo discorso paventando il ritorno di Biasox e le conseguenze sui loro affari e sui loro progetti futuri oltre alle conseguenze sulle loro teste. Il suo discorso ebbe l’effetto desiderato tutti sguainarono la spada e gli giurarono fedeltà  nella lotta all’odiato tiranno. Giano sull’onda del consenso raggiunto subito scrisse un messaggio di risposta pieno di minacce e insulti al conte Biasox  ordinando di  ricopiarne in migliaia e migliaia di copie in vari formati.  Chiamò in disparte il suo fedele alleato, Mattia il Gerarca, e gli chiese di usufruire dei servizi  dei due suoi più feroci sicari, i sanguinari fratelli “Tale e Quali”.  Avutoli al suo cospetto li incaricò di inondare tutta la  contea del suo messaggio di sfida a Biasox, questi portarono a termine l’incarico  nel migliore dei modi sfidando gli agguerriti  sostenitori di Biasox. Il mattino dopo tutta la  contea di Calenum era ricoperta del messaggio di Giano Trifronte e non vi era muro, albero, chiesa, locanda o portone in cui non fosse affisso il  messaggio in tutti i vari formati. Giano raggiunse il suo scopo i molti titubanti suoi sostenitori si convinsero della sua ferma volontà di restare attaccato sul trono e continuarono a far finta di mostrargli la oro devozione.  
Biasox purtroppo visto l’esito negativo della sua iniziativa finì per incollerirsi ancora di più e rientrò velocemente al suo palazzo governativo guidando personalmente la sua veloce carrozza. 

Continua…..




 

IL CONTE DEL GRILLO



 
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