lunedì 16 novembre 2009

Carinola parte integrante del sistema

Molto è stato scritto ma pochissima chiarezza è stata fatta sulla recente notizia della richiesta di custodia cautelare in carcere da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli nei confronti di Nicola Cosentino, indagato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo camorristico.

Molto viene detto dai nostri giornali a riguardo di un possibile o impossibile mantenimento della sua candidatura alla presidenza della Regione Campania, ma basta una piccola osservazione per rendersi conto che è tutto fumo negli occhi. Come ha recentemente detto Di Pietro ad Annozero e come confermato dal direttore di “Libero”, Maurizio Belpietro, l’opzione candidatura per Cosentino è assurda, in quanto se dovesse vincere perderebbe automaticamente l’immunità parlamentare e, siccome sulla sua testa pende una richiesta di custodia cautelare, dovrebbe andare direttamente da Montecitorio a Poggioreale.

Tuttavia non è su questo che voglio scrivere, bensì sul fatto che molto poco viene detto riguardo all’inchiesta che vede coinvolto Cosentino.

Si tratta di argomenti che da noi dovrebbero essere ben conosciuti, se non altro perché nel tremendo periodo durante il quale si concretizzava la possibilità di ospitare una discarica a Casanova, la gente ha iniziato a non accontentarsi del titolino sul giornale ma ha preteso di avere chiarezza su una serie di cose di cui fino a prima non si interessava.
Eppure ancora così poco ne sappiamo, soprattutto riguardo al Sistema che per anni ha gestito e che forse sotto mentite spoglie continua a gestire lo sconquassato ciclo dei rifiuti nella nostra terra. La nostra, si, proprio la nostra, perché non stiamo parlando di Napoli o Castelvolturno, ma di Carinola.
Il nostro comune è citato diverse volte all’interno dell’ordinanza e i nomi di alcuni nostri amministratori vengono fatti durante le intercettazioni di imprenditori e camorristi.

In particolare, è interessante analizzare ciò che viene fuori all’interno dell’ordinanza, al punto denominato “La monopolizzazione del servizio di raccolta”.

Come si legge nell’ordinanza del 7 novembre 2009,

 “la richiesta presentata dal Pubblico Ministero in data 16.2.2009 dà conto, [..], di come la ECO4 s.p.a. riuscì a realizzare il primo e fondamentale obiettivo strategico della partnership Orsi – Bidognetti: l’accaparramento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani presso quasi tutti i comuni consorziati L’obiettivo è nitidamente esposto dal collaboratore Vassallo nelle dichiarazioni rese il 3.6, il 5.6,il 18.6 e il 1° luglio 2008: “……Gli Orsi mi diedero ragione ma dissero che il loro progetto era quello di essere il braccio operativo del consorzio pubblico “CE 4” il cui presidente è Giuseppe Valente di Mondragone, mentre il direttore del Consorzio CE 4 è l’Arch. Di Biaso che “erano persone Loro”; gli Orsi mi dissero che non dovevano fare solo il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Mondragone, bensì in tutti i Comuni che fanno parte del bacino di utenza del Consorzio Caserta 4 e dovevano fare anche lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani con l’ampliamento la vecchia discarica di “ Parco Saurino “ e farne una nuova; per far questo si doveva costituire una società mista il cui 51% è del pubblico ( Consorzio dei Comuni Bacino Caserta 4) ed il 49% ai privati della “ FLORA AMBIENTE Srl ”. In tal modo avrebbero preso gli appalti per tutta la provincia di Caserta della n.u.” (interrogatorio del 3.6.08). “Compresi immediatamente le specificazione di Sergio ORSI, e capii che quello era un progetto eccezionale: si trattava del primo caso di una società mista pubblico-privata, che avrebbe monopolizzato la raccolta degli R.S.U. sull’intero bacino consortile. Da quando era iniziato il commissariamento del ciclo dei rifiuti in Campania, praticamente tutti i privati erano stati esclusi dalla gestione diretta e i consorzi erano interamente Comunali. La previsione, di cui mi parlò ORSI Sergio di una società mista pubblico-privato, costituiva una breccia fondamentale per consentire nuovamente ai privati e, conseguentemente anche ai gruppi organizzati mafiosi, quali quello di BIDOGNETTI, di ingerirsi direttamente nella gestione. “Una volta costituita l’ECO 4, la stessa iniziò a ricevere gli affidamenti da parte dei comuni; si trattava di affidamenti diretti, senza alcuna gara, e proprio la previsione di affidamenti diretti alla ECO 4 da parte dei comuni del consorzio, costituiva una delle ragioni fondamentali per cui si era inteso dare seguito a questo progetto; faccio presente che i Comuni partecipavano al consorzio CE 4, ente presieduto da VALENTE Giuseppe e il cui direttore generale era Claudio DE BIASIO, uomini legati agli ORSI, la presenza dei quali dunque garantiva i successivi affidamenti da parte dei singoli comini. Compresi agevolmente che si trattava di accordi prestabiliti e posso dire con sicurezza che vi fu anche il contributo del Commissariato di governo nel consentire l’attuazione di questo progetto.…[..]”.


Il riscontro documentale delle aggiudicazioni per affidamento diretto e senza gara è incorporato nell’informativa della Tenenza di Mondragone del 22.10.08 che riporta l’analisi delle procedure di affidamento seguite nei comuni di Bellona, Calvi Risorta, Carinola, Castel Volturno, Cellole, Falciano del Massico, Francolise, Giano Vetusto, Grazzanise, Mondragone, Pastorano, Pignataro Maggiore, Roccamonfina, Santa Maria La Fossa, Sessa Aurunca, Sparanise, Teano, Vitulazio. La notevole acquisizione documentale consente di apprezzare innanzitutto il generalizzato sistema di affidamenti diretti, realizzato: ora con la proroga reiterata di affidamenti temporanei (13 proroghe per il comune di Bellona; 10 proroghe per il comune di Calvi Risorta; 10 per il comune di Sessa Aurunca); ora con affidamenti diretti di durata quinquennale o decennale (Carinola; Castel Volturno, dopo 5 proroghe di affidamento temporaneo; Cellole; Falciano del Massico; Grazzanise; Mondragone; Pastorano; Pignataro Maggiore).

L’unico comune a non aderire al diktat consortile fu Cancello ed Arnone, il quale fece sapere attraverso il suo sindaco Ambrosca che si trattava di una soluzione non conveniente per il comune da lui rappresentato in quanto ci sarebbe stato un aumento ingiustificato della spesa pubblica. Tuttavia, dopo le pressioni dell’allora Sub Commissario all’emergenza rifiuti Giulio Facchi (qualcuno ricorda il suo ruolo nella vicenda della discarica a Croce di Casale, località Cese?) il comune di Cancello Arnone fu costretto a capitolare e accodarsi agli altri comuni nella gestione diretta, senza alcuna gara d’appalto, del servizio della raccolta rifiuti per la Eco Quattro.

Da quanto si evince da questo documento, il comune di Carinola invece aderì pienamente e senza esitazione al diktat consortile per l’affidamento di tali servizi, pagati con i soldi di noi tutti, ad un’azienda dai contorni quanto meno sospetti.

Durante questo periodo, abbiamo avuto diversi carinolesi coinvolti dall’esterno o all’interno nella gestione di queste problematiche. Mattia di Lorenzo è stato vicepresidente del CDA dell’Eco Quattro, componenti ne sono stati Antonio Russo e Salvatore di Francesco. Giovanni di Gennaro come consigliere del CE4, Il sindaco Di Biasio come rappresentante del comune e sottoscrittore di contratti, il vicesindaco con delega all’ecologia Dott. Gennaro Mannillo, attuale sindaco del comune. Scusatemi se ne dimentico qualcuno…. La cosa sicura è che nessuno di costoro si è mai opposto a tale diktat, anzi non ce ne hanno mai nemmeno parlato, se non in modo confusionario e “politichese”.

A tutti gli effetti, Carinola è parte di quel sistema che tutti noi siamo soliti considerare come lontano se non geograficamente almeno idealmente. Può qualcuno smentire questa affermazione? Può qualcuno dei nomi prima menzionati battere un colpo e fare chiarezza?

Giano il Vetusto e Pinio il Giovane

Scarica l' Ordinanza di custodia cautelare


P.S. Per dovere di cronaca, va notato che Il Quiquirì non era stato a dormire durante il periodo dell'affidamento alla Eco Quattro e, anzi, si può dire sia stata una delle rarissime voci che si erano alzate a suo tempo per richiedere spiegazioni, la prima volta nel Giugno 2003 e la seconda nel Settembre 2003, venendo bollati dall' allora assessore all'ecologia Mannillo come "Borghesetti Alternativi e Vigliacchetti".


 
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