lunedì 23 novembre 2009

Silvio, hai perso, ritirati

Caro Silvio

 È con immenso dolore che ti rivolgo  il  consiglio di ritirarti dalla vita  politica italiana per il tuo ed il nostro bene. Lo so che ti senti un vecchio leone  e che pensi di risorgere e distruggere tutti  i tuoi nemici, ma ormai non ce la fai più, convinciti che sei stato sconfitto. La tua immensa autostima ti ha portato a strafare e sottovalutare i tuoi avversari  oltre le loro poche capacità. I tuoi errori imperdonabili sono tanti, il principale esserti attorniato da tante nullità. Mi sai dire che ci devi fare con Bondi, Bonaiuti, Taiani et similibus?  Tutti insieme non riescono nemmeno a tenere a bada Fini, altro tuo errore,  lo hai tolto dalle fogne e portato in alto, adesso subiscilo. Molti capi adorano circondarsi di ebeti che sappiano solo chinare il capo ma tu li hai scelti proprio nello scarto delle nullità. Le scelte di persone sbagliate sono tante ma te ne voglio ricordare solo alcune altrimenti ci vuole una enciclopedia:

-          scandalo Telecom-Serbia, là un fatto era assodato: qualcuno del governo Prodi-D’alema si era fregato 300 miliardi di lire. Hai messo un presidente della commissione d’inchiesta che è riuscito a far risultare che i soldi li avevi presi tu nonostante non eri ancora in politica.

-          scandalo Mitrokin, hai messo a presiedere la commissione  un tizio che era stato scartato al concorso dei comici dilettanti perché vinto dai figli che avevano una raccomandazione migliore della sua. E’ mancato poco che non ti facesse arrestare come spia del KGB.

-          Hai concluso da poco il processo della SME con una mezza condanna lasciando in milioni di italiani il dubbio sulla tua innocenza. Non sei riuscito a far comprendere che l’imbroglione era Prodi che stava tentando di regalarla all’amico De Benedetti. Se pure l’acquisto era stato condotto in modo poco ortodosso, lo Stato, cioè noi, aveva incassato tanti miliardi in più.

-          Sei ancora impegolato con l’affare Mondadori senza riuscire a spiegare agli Italiani che così facendo hai impedito che tutta l’informazione fosse andata nelle mani della sinistra.
-          Hai quasi tutta la magistratura alle calcagna, tue e dei tuoi fedelissimi, per il tuo modo assurdo di porti nei loro confronti. Loro sono come il leone che sta accucciato ai piedi del trono, citando Violante, pronti al servizio del potente. Ma i leoni hanno bisogno di mangiare carne fresca non di essere presi a calci. Tu li offendi ogni giorno  quindi  ti  si rivoltano contro ed ormai stanno per sbranarti. La carne fresca che la sinistra dà loro sono le promozioni e gli incarichi. Incarichi da 50000 euro al mese come giudice della corte costituzionale  che poi devono ricambiare con le sentenze contro gli illusi come te. I tuoi sciocchi consiglieri non sapevano nemmeno che il lodo Alfano non avrebbe preso nemmeno un voto dei giudici di sinistra.
-          Ma la battaglia più disastrosa è stata quella sull’informazione,  e per te che ti reputi il re degli imbonitori  è una grande vergogna. Ti hanno scatenato contro una  grande campagna denigratoria a cui tu non hai saputo reagire se non con frasi  e azioni sconsiderate che hanno deteriorato ancora di più la tua immagine. Non hai compreso che quasi tutti i giornalisti italiani sono politici della sinistra camuffati, infatti a turno  sono candidati nelle loro liste. Ti hanno fregato proprio nel tuo campo, la propaganda. Ogni minuto di tutti i giorni hanno predicato contro di te ma concludevano che sei il padrone dell’informazione in Italia. In più lo hanno  fatto ripetere anche dai giornali stranieri, convincendo tutti e forse pure te. Ma come puoi vincere la sfida con Fede e   Vespa  e l’ultimo arrivato Alessio Vinci? Possibile che nessuno ti abbia consigliato di assumere un po’ di forze fresche invece di cercare solo l’epurazione di quelli che ti aggredivano?  Così non hai arginato  una armata di giornalisti , tutti schierati contro di te e tutti a ripetere che sei il padrone dell’informazione in Italia e impedisci a loro di parlare. Ma il massimo nel raggiungere il minimo della mia stima lo hai ragiunto nella sfida con De Benedetti che ti ha ridotto una pezza da piedi  tramite i suoi tirapiedi di Repubblica. De Benedetti è l’imprenditore più fallito del mondo nostante i suoi amici della sinistra gli abbiano fatto tanti regali miliardari. Gli hanno acquistato miliardi di telescriventi inservibili, lui le costruiva quando esistevano i fax, miliardi di pc di generazione preistoriche, gli hanno regalato la telefonia, hanno tentato di regalargli la SME e la Mondadori. Nonostante questi regali miliardari è sempre fallito, con le sue aziende e con quelle ereditate dal padre. Vive in Svizzera, non paga le tasse in Italia, ma prende i grossi contributi previsti per l’editoria, tu non sei riuscito a spiegare nemmeno questo agli italiani. Tutti sono convinti che quello è un grande uomo capace ed onesto mentre tu sei un inetto e delinquente. Hai alle costole quel Di Pietro al quale non hai mai chiesto come mai insieme a  tutti gli imprenditori italiani arrestati non incluse anche De Benedetti nonostante era notorio che fosse uno dei principali finanziatori della sinistra.

Ormai è tardi: non puoi ribaltare l’opinione negativa della tua persona della massa dei cittadini, anche molti di quelli che ti votano ti reputano un corruttore intrallazziere. Quello che più mi  dispiace è  che la maggioranza  dei giovani ti detestino, considerando perfino Bassolino migliore di te.  Sono ormai tempi lontani quando sceso in politica ci avevi promesso che  avresti impedito di prendere il potere alle forze illiberali che tiranneggiano questa nazione è cioè sinistra, sindacati e magistratura. Non sei riuscito nel tuo progetto, ammesso che fosse tua intenzione realizzarlo, niente è cambiato per questi, nemmeno la più piccola riforma che limitasse il loro strapotere.
Sei stato votato per questo, non per farti fotografare con i potenti della terra.
Quindi  ritirati in qualcuna delle tue ville e attento a chi inviti. Forse non  hai capito che se ti ritiri finiranno anche le tue peripezie giudiziarie in quanto  avranno raggiunto il loro scopo  perciò fallo e vivremo tutti più tranquilli.

Amilio Fede

 
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