lunedì 21 dicembre 2009

Le fantastiche avventure di Giggino e il tasso

Sebbene quella sera fosse andato a letto abbastanza tardi, pensò di aver dormito almeno dieci ore. Si sentiva estremamente riposato. Sveglissimo. Eppure, allo stesso tempo, tremendamente preoccupato. La verità però è che erano appena suonate le tre e mezza di notte, e fuori passò una macchina sfrecciando verso Nocelleto. In quel momento Giggino de Risi, capì che doveva assolutamente capire cosa gli stesse accadendo. Perché continuava a svegliarsi nel cuore della notte?Andò in cucina e cominciò ad analizzare. In quel periodo sul comune era il terrore dei dipendenti. Nessuno poteva dire il contrario. Naturalmente non era una cosa di tutti i giorni. Lui ci saliva meno di tutti gli altri sul comune. Ma come fa Marcantonio a starci tutti i giorni dalla otto meno dieci? Non se lo sapeva spiegare. Ciò nonostante, continua a pensare, quando decideva di andare, allora erano cazzi amari. Le rivoluzioni negli uffici erano frequenti. In quella stessa mattina doveva cambiare tutto. Poi sti cazzi se per quindici giorni non si faceva più vedere…. Eppure sentiva che avrebbe dovuto ricercare nel fondo marino della sua coscienza politica per qualcosa di più profondo. Il Polo Scolastico forse? Ma no, quello si farà come dice Gennaro... eppure c’è tanta terra qui vicino casa mia… Gennaro…Gennaro…Gennaro…Questo nome, come una eco pastorale  continuava a tornargli nella mente. Non riuscì a liberarsi e gli venne il singhiozzo. Allora bevve un bicchiere d’acqua al sapore di violette di bosco e si lasciò cadere su una poltrona. Penso che doveva dormire ma in quel momento sentì qualcosa alla porta. Non ebbe alcun  timore,  e si avvicinò verso l’ingresso…. Aperta la porta, guardò di fronte a sé, ma non vide nessuno. Stava per richiudere la porta quando si sentì chiamare da una voce roca e profonda: “Giggino! Sono qui! Abbassa lo sguardo”: era un grosso e corpulento tasciuto, che lo guardava dritto negli occhi. Giggino pensò di essere ammattito e lasciò cadere il suo soft drink.

Perché ti stupisci così tanto? – chiese con calma il tasciuto - sono Brunetta, l’ambasciatore del regno di Piedmontin e porto notizie gravi: il reggente della contea è caduto vittima della terribile epidemia della scrofa, e i suoi sudditi si trovano senza una guida. Solo tu, data la tua esperienza maturata nella contea di Calenum al seguito di ben due mostri sacri come il temibile Biasox e il suo degno successore Giano dè Fontanavecchia detto il Bifronte, puoi condurci verso il superamento di questo periodo di crisi e verso un nuovo inizio.

Lusingato, Giggino si versò un altro drink, e fece per pensarci su.

 Coraggio – insisté il tasciuto – seguimi attraverso le montagne e torna nel villaggio dove sei nato.

Giggino esitò. Guardò dalla finestra l’appezzamento di terreno dove nei suoi piani sarebbe sorto il Polo scolastico, e sembrò deciso a voler scacciare l’incomodo ospite. Poi improvvisamente prese la sua vecchia e polverosa casacca da montagna, e si incamminò dietro al tasciuto.

Continua…


Gatto Nero & Gatto Bianco

 
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