giovedì 28 gennaio 2010

Laurea honoris causa al Conte Biasox



In una radiosa giornata di sole invernale, tutti gli abitanti della contea di Calenum furono svegliati dallo scampanìo delle campane e da festosi squilli di tromba. Più tardi, in ogni angolo del contado il banditore ufficiale della contea si fermò per annunciare la lieta notizia: il Gran Maestro delle Scienzae Paraculae dell’università di Iervolinia, capitale del regno di Maradonia, aveva deciso di assegnare al conte Biasox la laurea honoris causae per i suoi altissimi meriti nel campo della scienza della Paraculapsicologia. La gioiosa notizia era stata comunicata da un corriere inviato personalmente dal re di Maradonia, Don Antonio Afraulanum de Mondezzis. Nel messaggio assicurava anche la sua presenza il giorno della cerimonia del conferimento, confermando così la sua personale amicizia ad uno dei suoi più fedeli vassalli. Il corriere, invece che a cavallo come di solito, era giunto guidando un carro. Questo si era reso indispensabile per trasportare le numerosissime pergamene che erano state necessie per scrivere le motivazioni dell’assegnazione dell’onorificenza.

Inutile soffermarci sull’immensa gioia del conte all’annuncio della notizia: erano anni che la sollecitava e finalmente si erano decisi. Per lui che era riuscito solo ad ottenere titoli di scuole basse grazie ai suoi grandi servigi resi come vassallo, finalmente arrivava un titolo accademico. Finalmente poteva guardare con la solita ma adesso certificata alterigia sia il Duca Giano Trifronte e che l’infido Abner, di cui conosceva i sentimenti di disprezzo nei suoi confronti, senza immaginare che quelli del Conte verso di lui erano ancor maggiori. Le motivazioni della concessione del titolo citate erano innumerevoli, dalle più semplici quali l’attribuzione di onorificenze a persone inutili o di lavori a ditte inefficienti, arrivando alle perle della sua scienza che erano descritte con dovizia di particolari. Vi era minuziosamente descritta la sua abilità nella vendita della concessione dell’illuminazione pubblica della contea ad una ditta sua amica proveniente dalla vicina contea di Tangentonia. Il servizio delle lampade, affidato ad un solo addetto malpagato, alla sua dipartita con abili discorsi fu trasformato in un ricchissimo appalto in favore degli amici del Conte. Riuscì a dimostrare che il costo della ditta era inferiore al compenso pagato per l’unico dipendente, calcolando però che questi avrebbe lavorato duecento anni. Dopo di questo veniva citato l’ampliamento dei cimiteri della contea, che con una brillante trovata erano stati trasformati da cimiteri della contea in cimiteri del regno. Con questo piccolo stratagemma invece di essere progettati per contenere i defunti di una popolazione di otto/diecimila persone, lo furono per cinque/sei milioni. Ovviamente l’appalto era andato sempre agli stessi suoi amici.
Continuando la lettura delle pergamene si arrivava al punto che rappresentava la sua opera più ingegnosa nel campo della paraculapsicologia: Al ministero delle acque dove era stato momentaneamente mandato dal viceré per dotare quell’ente di una guida autorevole, subito aveva messo in azione le sue grandi virtù. Riuscì ad organizzare la cessione di tutta l’acqua della sua giurisdizione ad una ditta sua amica. La giustificazione della cessione era scritta su ben dieci pergamene: con dotte e calzanti osservazioni si dimostrava la bontà dell’operazione che avrebbe dato un servizio più efficiente al suo amato popolo. Ma il punto pregnante che era stato poi determinante nella concessione dell’onorificenza era quello che trattava il rapporto che lui instaurava con gli altri. Veniva descritta la sua grande abilità nel soddisfare gli alti ideali di tutti coloro che gli erano intorno. Lui soddisfaceva i desideri e le virtù di tutti, fossero re o viceré, oppure dei vassalli e valvassini o semplici servi della gleba. Ognuno riceveva per quello che meritava e forse di più a seconda del grado e della collaborazione data nell’iter dell’affare, a Volte anche semplicemente tacendo. La sua arte eccelsa gli aveva permesso di portare a termine tutte le sue grandi opere senza che che mai nessuno si fosse opposto. Anche Giano Trifronte, che attualmente occupava fraudolentemente il suo trono, aveva sempre approvato le sue fantasiose invenzioni dell’amministrazione del bene pubblico della contea. Proprio questa ricerca diurna del soddisfacimento delle esigenze e della felicità dei suoi servitori e collaboratori era citato nella pergamena di attribuzione del titolo.

Inoltre fu data disposizione a tutti i professori e gli istitutori di inserire nei piani di studio le imprese del conte Biasox, in modo che a tutti gli studenti fosse data la possibilità di acquisire sì tanto ingegno. Fu ordinato di scrivere il nome del conte Biasox nell’elenco degli uomini illustri di Maradonia con la motivazione di essere stato il più attivo nella ricerca del benessere del popolo anche se era riuscito solo a realizzare quello suo personale……



IL CONTE DEL GRILLO

 
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