venerdì 19 febbraio 2010

La Scala Santa


la magnifica "Scala Santa di Casanova"


La scorsa settimana ho avuto il piacere di essere ospite di un mio parente di Carinola. Per me, che vivo in una città caotica come Napoli, godere una giornata nella pace di questa bellissima campagna è stato un’ esperienza da ripetere. Il mio amico dopo avermi fatto gustare un ottimo pranzo con vino Falerno mai assaggiato nelle enoteche mi ha portato a visitare le bellezze della zona. Anche senza scendere dalla macchina ho ammirato il castello di Carinola, la cattedrale, palazzo Novelli, il convento di S. Francesco ed infine mi ha portato al santuario della Madonna della Grangelsa. Appena giunto ho potuto ammirare questo gioiellino bianco immerso nel verde dei boschi in una posizione che domina e vigila la pianura dell'Ager Falernus che si intravede in lontananza. Ai miei complimenti si sono associati quelli del mio accompagnatore che mi ha illustrato la storia del Santuario e quella degli ultimi lavori di restauro che sono ancora in atto. Mi ha raccontato del contributo regionale che è stato speso con tanta oculatezza dalla ditta e dai tecnici, i quali hanno rinunciato anche alla parcella. Mi ha anche informato delle critiche di alcuni detrattori di professione che hanno definito un monumento così interessate, dal colore unico nel suo genere, come il “mulino bianco”. Mi ha riferito pure di criticoni che sostengono che con gli stessi fondi si poteva costruire una chiesa nuova dalle fondamenta. Per confortarlo gli ho detto che purtroppo tutte le società sono piene di individui che si dedicano solo alla critica. Il mio amico ha continuato col dirmi che le persone che si interessano ai lavori di restauro, oltre che dai migliori della soprintendenza ai beni culturali, sono le più colte del comune e sono supportate dai migliori tecnici e legali presenti sulla piazza. Il risultato della loro grande perizia e competenza è sotto gli occhi di tutti, basta guardare la chiesa per restarci gli occhi…


Ha continuato anche col parlarmi di tanti finanziatori generosi ed anonimi per cui mai nessuno è riuscito a conoscere l'entità delle varie spese effettuate. Oltre ai finanziatori, non si conoscono nemmeno i committenti dei lavori perché essendo persone molto schive non hanno mai voluto cartelli con queste notizie come previsto per legge per ogni lavoro.. Su questo lavoro hanno chiesto una deroga particolare all'ufficio tecnico comunale che prontamente l'ha concessa per "evidente trasparenza, competenza ed onestà degli addetti ai lavori".

La mia attenzione è stata attirata poi dalle due maestose ed imponenti scale d'accesso al Santuario. Ho notato subito la qualità della pietra ed ho apprezzato la geniale intuizione del tecnico che ha scelto una qualità di pietra inesistente nella zona in modo da creare contrasto con la chiesa. Stavo per esprimere qualche perplessità sulla ripidità di quelle scale ma sono stato interrotto dal mio amico in modo alquanto brusco dandomi quasi del bestemmiatore per non aver compreso il significato dell'opera. Mi ha illustrato l'ingegnoso progetto dell'architetto che ha voluto creare un luogo di culto che sicuramente sarà meta di migliaia di pellegrini. Le scale sono state costruite apposta in quel modo, affinché l'accesso alla chiesa sia possibile solo in ginocchio, perciò il nome di Scala Santa di Casanova che ben presto oscurerà la fama di quella di Roma.

Unica eccezione: per gli sposi che desidereranno unirsi in matrimonio nella chiesa, che potranno accedervi in piedi sfidando il pericolo come prova d 'amore tra di loro. Per tutti i morti ed i feriti nel tentativo di salire la scala è prevista l'indulgenza plenaria dai loro peccati.

Per i devoti che proprio non ce la facessero a salire, col prossimo finanziamento, sempre rigorosamente segreto, sarà costruito un comodissimo ascensore che li porterà direttamente in chiesa. L'amico mi ha detto che l'architetto ha previsto anche un congruo numero di loculi all'interno della chiesa, riservati gratuitamente ai fedeli che dovessero morire nel tentativo di scalata. Dopo queste delucidazioni sono rimasto ulteriormente ammirato dal genio creativo del progettista, che ha trasformato una semplicissima scala in un’attrattiva di fede e in un ponte verso il paradiso.




Un ammiratore del genio degli uomini buoni

 
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