mercoledì 31 marzo 2010

Dalla padella alla brace

La Campania è stata voltata a destra. Badate bene: è stata. D’altra parte era più che prevedibile, anche se qualcuno sperava   in un miracolo di De Luca. 
Napoli era ieri piena di poliziotti che sorvegliavano per evitare il voto di scambio. Sorveglianza inutile e beffarda: il voto di scambio era già avvenuto in altre sedi e da tempo. Non bisognava certo aspettare il giorno delle elezioni. Cosa rappresenta questa svolta a destra per il popolo campano? Niente altro che un peggioramento di ciò che finora ha rappresentato: la camorra la farà sempre da padrona e continuerà a dettare legge.  
D’altra parte il prefetto Pansa è stato molto esplicito in tv ieri:  i voti in Campania sono gestiti dalla camorra, come in Sicilia dalla mafia e in Calabria dalla ‘ndrangheta. Non a caso queste tre regioni, le più morte di fame, sono ora tutte di destra.
In Campania, più che analizzare il voto, bisognerebbe piuttosto chiedersi perché la camorra ha abbandonato la sinistra e ha appoggiato la destra. Quali interessi ora si celano sotto gli attuali accordi tra camorra e politica.
E’ dunque inutile farsi illusioni: i politici continueranno ad essere manipolati dalle famiglie camorristiche, la politica clientelare prospererà come prima e meglio di prima, i comuni cittadini continueranno ad essere  presi per i fondelli e ad essere tenuti sotto scacco, le bugie continueranno più grosse di prima, la disoccupazione  dilagherà, il precariato non troverà soluzione, il turismo artistico continuerà a  non avere impulsi di crescita per mancanza di fondi e così via.
Ahi! La vedo nera!
La destra farà un regalo in più a questa regione e a noi in particolare: le scorie nucleari nella centrale del Garigliano. Evviva! Cosa vogliamo di più?!
Tuttavia il vero problema è più a monte, alle regioni.
Esaminando a caldo, nel nostro piccolo, il voto italiano di queste elezioni provinciali e regionali vediamo che esso è stato caratterizzato da due eventi in particolare: il forte astensionismo e la crescita di partiti come l’IdV, il movimento grillino e quello della Lega nelle regioni del nord. Questo ci dice diverse cose: che politica non è più considerata la panacea dei veri problemi dei cittadini e che gli italiani stanno vivendo, politicamente parlando, una fase di imbalsamazione delle coscienze, anche perché i partiti istituzionali hanno dimostrato di non sapere o non volere affrontare i veri problemi degli italiani; che gli italiani preferiscono un’opposizione vera, alla Di Pietro, e che vogliono partiti puliti come quelli proposti da Grillo; che la Lega, forte della sua forza,  ci farà un culo così.

Liberanosdomine

 
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