lunedì 15 marzo 2010

Non si fa niente per niente


SelleccolaEcco. Quello che era molto prevedibile è successo. Credete che tutti i politici che erano accanto al popolo casanovese quando viveva l’incubo delle ecoballe, erano lì per pura solidarietà?
Sbagliate di grosso. Erano lì per prepararsi il futuro.
Dietro alla loro assidua presenza accanto ai cittadini casanovesi, c’erano già pianificazioni e programmazioni future. C’era già la consapevolezza di star mettendo da parte quella buona azione per il proprio tornaconto. Una sorta di salvadanaio, o conto bancario, in cui conservare buone azioni che, come interessi, avrebbero dato più voti.
Un buon politico sa sempre come muoversi. E’ sempre accanto al popolo nelle sue battaglie per dimostrare che condivide i suoi problemi, le sue paure, le sue preoccupazioni.
Tutto questo, in fondo, è molto legittimo. Ogni politico si prepara la piazza come meglio crede, in base alla propria sensibilità o scaltrezza. Nessuno avrebbe nulla da eccepire se non si avesse, ancora una volta, quella sgradevole sensazione di essere stati usati.
E’ quello che mi è successo stamattina, vedendo i manifesti fatti affiggere dall’on. Grimaldi. Manifesti rivolti esplicitamente al popolo casanovese su cui domina una foto della Selleccola con sopra e sotto la scritta: Abbiamo avuto tutti lo stesso incubo. Io ero con voi!
E si, Grimaldi era con noi. Ma come? Come cittadino preoccupato della devastazione del proprio territorio o come politico che vede in un tale evento una possibilità di accumulo voti?
Onestamente, questi manifesti mi hanno fatto lo stesso effetto di un pugno nell’occhio. Be’, non so se l’on. Grimaldi ha effettivamente avuto il nostro stesso incubo. Noi sicuramente l’abbiamo avuto. Un incubo interminabile.
E’ vero, Massimo ha trascorso molto tempo accanto ai casanovesi che protestavano all’ingresso della strada per Vaglie; sembra che abbia anche pagato l’affitto dei tendoni, e di questo lo ringrazio pubblicamente. Tuttavia, proprio perché era là e ha fatto tutto questo, ora vedo nelle sue azioni, non una schietta e disinteressata solidarietà, ma una sua ben orchestrata pianificazione.
Che te ne frega, potrebbe obiettare qualcuno, i politici sono tutti uguali. Non fanno nulla per nulla.
Me ne frega invece, perché quei manifesti sono un po’ un’offesa al popolo casanovese, una specie di ricatto che dice velatamente: io ho fatto questo per voi, ora aspetto che voi facciate qualcosa per me. La solita, spicciola politica dell’io do una cosa a te e tu dai una cosa a me che fa presa sui sentimenti di gratuita riconoscenza delle persone semplici.
Politicamente, la sua è forse una buona mossa, ma umanamente parlando mi sembra un po’ un miserabile atto di velata coercizione. Di sicuro non avrà il mio voto.
Ora vedremo cosa faranno gli altri candidati, Lorenzo Razzino e Antonio Russo, che pure erano a sostegno della battaglia dei casanovesi.
Mah! alla fine, ogni elettore si regola come vuole. Io ho soltanto detto la mia.

Fighter

 
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