venerdì 30 aprile 2010

Lettera aperta a Gennaro Mannillo.

Caro Gennaro,

Ti do del tu anche se non abbiamo mai avuto tanta confidenza in privato. Lo faccio perchè mi aiuta a parlare amichevolmente.
Riuscire a diventare Sindaco, anche in un piccolo comune, è cosa estremamente difficile. Non basta essere in gamba e preparati. Lo sanno bene Brunetta e Castelli, bocciati rispettivamente a Venezia e Lecco. Ma lo sanno bene anche Antimo Marrese, Di Stasio, Grimaldi Giovanni e tanti altri che neanche sono riusciti a candidarsi perchè la scelta del candidato Sindaco avviene secondo lo schema che i teorici chiamano "garbage can" ovvero cestino della spazzatura. Per chi non lo conoscesse riporto la definizione di Wikipedia: "In questo contenitore vengono inseriti i problemi a cui dare una soluzione, le possibili soluzioni, e infine le persone che devono fare la scelta. L'idea è che il processo decisionale è confuso, poiché problemi e soluzioni vengono estratti dal contenitore in maniera del tutto casuale: c'è mancanza di razionalità tra l'azione dei singoli e l'output complessivo che da quelle azioni si ricava. Una decisione sarà perciò, il risultato di diverse correnti relativamente indipendenti, all'interno della stessa organizzazione."
Diventare Sindaco richiede, quindi, anche fortuna. Questa fortuna si accompagna ad un grande onere: amministrare per un mandato con la coalizione che ti ha sostenuto.
Tenere insieme la squadra sugli obiettivi concordati E' il compito del Sindaco.
E i fatti dicono che hai fallito la missione affidatati e, purtroppo, nel peggiore dei modi. Sei stato cacciato.
Ma anche chi ti ha sfiduciato ha perso. Ha perso il posto da consigliere o da assessore che pure si era costruito ed ha perso credibilità. Anche loro non sono riusciti nella missione che noi elettori gli abbiamo affidato.
Ma se ne stanno in religioso silenzio, forse ad aspettare che il dolore passi. Il dolore viene prima dello sfogo.
Non credi anche tu che la morte meriti il silenzio?
Accettare le sconfitte è da grandi così come rispettare gli avversari.
Guardiola, con la squadra migliore al mondo ha perso contro l'Inter e quando gli hanno chiesto cosa aveva da rimproverare alla sua squadra ha risposto: NIENTE. Se avrò qualcosa da dire a qualche giocatore lo dirò negli spogliatoi.
Dire che solo tu e Di Lorenzo siete buoni e gli altri incapaci (o peggio) non ti fa onore, non fa onore all'intelligenza di noi cittadini e non aiuta a guardare oltre la sconfitta.
Se hai, come tutti crediamo, ancora tanto da dire in politica fermati, rifletti e costruisci.

con simpatia,

un tuo elettore da qualche parte nel mondo.

giovedì 29 aprile 2010

Lettera aperta al dott. De Risi

Egregio dottore,
Da quando ho cominciato a capire Lei era già in politica in questo comune. E' stato consigliere, assessore e vicesindaco, ma cercando e domandando in giro, non un'opera, non un atto, non dico importante ma almeno significativo, è sopravvisutto alle Sue legislature. Sarà la giovane (rispetto a Lei) età o l'ignoranza ma non sono riuscito a trovare niente ascrivibile a Suo merito.
Ora Le chiedo, se avesse avuto qualcosa da dire a questa terra ed a questa gente, cosa Le ha impedito di dirlo/farlo in oltre un ventennio?
Perchè continua imperterrito a voler giocare al gioco della poltica?
Non risponda, per favore, come l'attuale Bruno Vespa carinolese, che disse alla presentazione dell'ultima lista nella quale si è candidato, che solo gli elettori possono decretare la fine di un politico. Per Lui è stato fatale. Lei, invece, faccia un esame di coscienza: la votano per le sue qualità politiche o perchè è medico?
Da sempre da noi i medici raccolgono facilmente il consenso politico troppo spesso speso male.
Se la risposta dovesse essere la seconda, allora serva la comunità come medico, dicono sia bravo e lo fa con amore.
Se, poi, non avesse altri hobby per riempire il tempo libero, come il nostro Bruno si è riscoperto giornalista, informandoci sulle zeppole e sulle beghe dei politicanti, Lei potrebbe scrivere un libro di memorie sulla politica dell'ultimo ventennio carinolese. Magari da pubblicare postumo, perchè, come disse il grande Andreotti, alcune cose si possono rivelare solo postume!

Un amico.

mercoledì 28 aprile 2010

Dichiarazione ex Ass. De Risi

“La fine dell’amministrazione Mannillo è un passaggio difficile per tutti, ma non è con le offese gratuite e spesso di bassa lega che si fanno capire ai cittadini le ragioni di una scelta che rappresenta soprattutto il fallimento dell’ormai ex primo cittadino”. A parlare è l’ex assessore, Luigi De Risi. “E’ facile pensare, come fa Mannillo, di essere vittime dell’ingiustizia e della cattiveria altrui. La verità è che l’ex sindaco dovrebbe assumersi la responsabilità di aver disgregato la propria maggioranza. Se siamo arrivati alle dimissioni è perché Mannillo non voleva fare gioco di squadra, anzi preferiva giocare con una squadra diversa. Infatti, con il tempo è diventato sempre più chiaro che il suo obiettivo era quello di servirsi della posizione di rilievo, ottenuta principalmente con i voti del centrodestra, per diventare il leader di un nuovo centrosinistra. Per questo- sottolinea De Risi- non ha mai interrotto il dialogo con i rappresentanti del centrosinistra che lo hanno preceduto.

Inutile dire-conclude l’ex assessore- che, quando un sindaco si dimette, sarebbe opportuno il silenzio amministrativo. Mannillo, invece, anche dopo le sue dimissioni, ha continuato a produrre atti, deleghe, nomine, segno inequivocabile di un attaccamento smodato alla poltrona”.

(Inviato dall' Ufficio Stampa di Massimo Grimaldi)

martedì 27 aprile 2010

Lettera ai politici dissidenti

Poco cari politici dissidenti,
ho scritto sempre post molto obiettivi nei confronti dell’amministrazione e vorrei  continuare a farlo, anche se qualcuno di voi mi potrà accusare di essere di parte.
Essendo casanovese, nella vostra ottica campanilistica sono di parte, ma non mi interessa più di tanto. Se così volete credere, si, sono e voglio essere di parte perché non posso tollerare che gli elettori carinolesi vengano trattati come zerbini da politicanti sconsiderati e vengano dette bugie su persone che stimo e conosco da sempre... E allora sarò di parte!

Conosco Gennaro e conosco Mattia da una vita. Conosco i loro difetti e i loro pregi così come ne conosco la sensibilità e l’amore per il territorio; soprattutto conosco la loro onestà, per cui questa volta non tollero le vostre bugie.

Io non so che cosa vi sia  andato storto, ma mi sembra che le accuse che vengono mosse al sindaco, ossia i 20 mila euro per le piante di ulivo e i presunti lavori fatti solo a Casanova su cui ci sarebbe molto da ribattere, e altre simili cose, siano delle scuse molto infantili che mai mi sarei aspettato sulla bocca di persona come voi. Sono chiaramente puerili manovre per spostare l’asse politico da qualche altra parte, e sappiamo bene chi è il regista di questa sceneggiata. Gli elettori non sono stupidi, anche se voi pensate di poterli manovrare a vostro piacimento. Tuttavia, non sto qui a discute di queste cose. 

Dalle pagine di questo blog mi faccio portatore del diffusissimo sentimento di disgusto dei cittadini e voglio farvi pervenire un messaggio molto chiaro: i cittadini  sono stufi, letteralmente stufi dei comportamenti opportunistici e infantili della sua classe politica che blocca qualsiasi passo in avanti per fini personali. I cittadini carinolesi ESIGONO il vostro rispetto.  Chi viene votato dal popolo ha il DOVERE di agire per il popolo, non di pensare solo alle proprie posizioni. Ma questo non viene mai fatto perché manca in voi la responsabilità e l’onestà  verso il cittadino. Manca in voi la maturità di occuparsi della cosa pubblica. Siete e rimanete dei bambini viziati, abituati ad avere tutto, che assolutamente non sanno occuparsi degli altri.

Noi elettori siamo letteralmente stufi di essere usati, sfruttati a vostro piacimento e poi messi da parte alla prima occasione. Siamo letteralmente stufi di vedere che i nostri voti, dati con una speranza di positività per tutta la comunità carinolese, si trasformano poi in boomerang contro di noi per colpa della vostra irresponsabilità.

Ora, siccome siete stati eletti con i nostri voti e siete, bene o male, i nostri rappresentanti, PRETENDIAMO, e ribadisco pretendiamo, un incontro pubblico per ascoltare i motivi del vostro comportamento, come si conviene tra persone civili. Basta con le cose sussurrate sottovoce alle spalle: vogliamo  sentirvi forte e chiaro, guardarvi negli occhi e capire fin dove arriva la vostra onestà o la vostra ipocrisia. E vogliamo che siate presenti TUTTI: De Risi, Del Prete, Di Francesco, Russo e, perché no, anche Nardelli, Micillo e il puparo Grimaldi. E’ un atto che DOVETE alla cittadinanza e non pensate, vigliaccamente. di farla franca. Se negate ai cittadini la possibilità di sapere, sottraendovi a uno spiacevole confronto, non pensate neanche lontanamente di presentarvi a casa dei cittadini a chiedere un voto per eventuali prossime elezioni. Specialmente  a Casanova.

Invito i cittadini  carinolesi ad aderire a questa lettera inviando un commento di adesione.
Con molto malumore vi saluto e aspetto la vostra decisione.

Un  elettore  molto sdegnato

sabato 24 aprile 2010

World Earth Day... all'italiana...

Sono passati ormai quaranta anni dal 22 Aprile del 1970 quando un senatore del partito democratico del Wisconsin riuscì a mobilitare milioni di americani sui temi dell'ambiente.
Lo scopo principale era ed è quello di riportare l'attenzione del mondo politico sulla tematica ecologista in tutto il mondo. Tra le principali battaglie da combattere, quella contro l'inquinamento atmosferico e contro lo sperpero delle risorse naturali non rinnovabili. Impegnarsi a sensibilizzare un sempre maggiore numero di persone sulla sostenibilità ambientale della terra e quindi della sua difesa globale. 

Quell'iniziativa ha avuto un grande successo negli anni, almeno nel riuscire a sensibilizzare sul tema milioni di persone di quasi duecento nazioni del mondo. Si è riusciti a convincere molte  persone della necessità dell'economia verde tentando di ridurre i consumi o della necessità di usare fonti rinnovabili.
Inoltre quella iniziativa è sfociata in tanti movimenti tra cui quelli che si battono per la centralità dei beni comuni come l'aria e l'acqua. Questi beni vanno difesi oltre che dall'inquinamento che ne riduce la disponibilità, anche dai processi di privatizzazione e delle conseguenti commercializzazioni. Portò anche al movimento di "Miliardi di azioni verdi", diventate poi almeno cinque miliardi di azioni nel mondo. 

Queste azioni verdi sono azioni di riciclo, di minor consumo di elettricità o di acqua, oppure piantare e curare un albero. Anche quest'anno ci sono stati tanti eventi nel mondo per celebrare l'anniversario della giornata della terra, balli di gruppi folcloristici, convegni vari per sensibilizzare le persone. Inoltre cantanti famosi si sono esibiti gratuitamente nelle piazze per richiamare l'attenzione di tutti sui grandi temi ecologici. L'anno    scorso ad esempio, a Roma in piazza del Popolo si è esibito il prestigioso musicista americano Ben Harper. Quest'anno anche il parlamento italiano ha voluto ricordare questo quarantesimo compleanno della Giornata mondiale della Terra con una iniziativa legislativa che incide sul benessere  della terra. 

Proprio in questi giorni la camera dei deputati ha licenziato una norma che permette di allungare il periodo venatorio di dieci giorni, con le proteste dei cacciatori che si aspettavano almeno venti come era stato loro promesso da qualche influente big politico. La giustificazione data all'approvazione della norma dal ministro dell'ambiente, Prestigiacomo, è stato che molte specie selvatiche sono in aumento pertanto la caccia è utile all'ambiente. Dopo ha aggiunto che bisogna ricordare che la caccia comporta un notevole movimento economico da non trascurare in questi tempi di crisi. Letto fra le righe ha voluto dire che a lei interessa più che si dia un pò di  lavoro in più agli operatori del settore che la vita di centinaia di migliaia di animali in più che verranno abbattuti. Facendo intendere che così le hanno detto di dire e così ha detto, in quanto lei di caccia non ha mai capito nulla, come quasi tutti politici, tra l'altro. 

Watkins Glen Falls - New York State

Questo è stato l'evento italiano per festeggiare la terra: privarla di alcuni abitanti per loro inutili, uccellini, lepri e cinghiali, con l'accordo di quasi tutte le forze politiche, escluso Italia dei Valori e la criticata Lega Nord che invece, in questo caso, ha dato una lezione di civiltà. Il problema più grande dell'Italia, oggi come oggi, è sicuramente quello di quanto poco scalpore facciano alcuni scandali come questo e quanta attenzione sia data a stupidaggini e fatti oggettivamente senza importanza come gossip politici, gossip sportivi e tutte le cose che sono rigorosamente futili. In Italia più che in altri paesi, siamo intrappolati e ingabbiati nelle maglie di un giornalismo sterile e servile, un'informazione inesistente che è assoggettata solo ed unicamente al potente e ai potenti di turno, ed è questo il male più grande del nostro paese. Io penso che questi canali, questi mezzi, dovrebbero essere il contenitore di valori in continua evoluzione e farli crescere tra le persone che ancora non li hanno acquisiti.

Invece, tutti i mezzi che dovrebbero assurgere a questo compito lo deviano nel massimo dei modi. Purtroppo il nostro stile di vita, la nostra psicologia, è stata traviata da bombe o bombette mediatiche su cui si catalizza la nostra attenzione e i tanti e giornalieri sotterfugi, magagne, truffe, espedienti e inganni di quelli che dovrebbero esser l'immagine dei cittadini italiani fanno sì che l'italiano medio si sia abituato così tanto a cotali schifezze, che ormai tutto ci sembra normale e neanche sputare su idee e azioni così rilevanti e nobili ci fa ormai impressione.

Evergreen

Sulla crisi carinolese

La Provincializzazione della crisi al Comune di Carinola investe gli organi ufficiali del partito di maggioranza che sostiene Mannillo, intervengono a favore di Mattia Di Lorenzo, il Sen. Coronella, il Sen Giuliano ed il deputato Landolfi, giustificando ed elogiando il suo comportamento in occasione delle ultime amministrative.
In realtà, e non potrebbe essere altrimenti, Mattia non ha fatto altro che far votare per il partito in cui milita, lo stesso partito che nella scelta delle candidature alla Provincia ha preferito designare il candidato di Cellole, costringendo l'aspirante di Carinola a ripiegare verso una lista per Zinzi Presidente, lo stesso Zinzi che, sempre a Carinola, ha ritenuto corretto candidare anche, non me ne voglia, quello che in realtà sarebbe stato il suo designato naturale, in quanto amico e refernte da sempre, vale a dire il dr. Pasquale Galdieri.

Non so se a monte ci fossero accordi particolari, non so se e quanta desistenza abbia esercitato Di Lorenzo a Casanova, non so se un esponete politico di rilievo possa sottoscrivere accordi che escludino il voto al suo partito, non so neanche quanto affidamento Antonio Russo abbia fatto su questo presunto patto, e non so se i voti che mancano siano da ricercarsi a Casanova o altrove, ed inoltre non capisco neanche, qualora il problema fosse Casanova, perchè dovrebbe essere solo Di Lorenzo a pagare visto che a Casanova alberga anche il Sindaco e non risultano richieste di dimissioni nei suoi confronti, né tracce di patti volti a sostenere il componente della Giunta candidato alla al Consiglio Provinciale.

Adesso, gli organi provincilai del Pdl, correttamente, giudicano lineare il comportamento di Mattia Di Lorenzo e chiedono motivazioni politiche capaci di sostenere l'accanimento della parte della maggioanza che lo osteggia chiedendone la revoca dalla Giunta.

Il Sindaco, dal canto suo, non essendo un esponente del centro destra, non avendo ricevuto atti di sfiducia, ed in attesa di nomi vecchi o nuovi per surrogare gli assessori dimissionari, non può far altro che attenersi all'attuazione del programma elettorale che, durante la ormai famosissima assemblea popolare di Palazzo Petrucci, ha difeso strenuamente, elencando gli obbiettivi raggiunti, i progetti in fase di realizzazione ed i punti non ancora realizzati, sottolineando le innumerevoli sedute di Giunta e la quantità di voto unanime raccolti, a sostegno della totale condivisione del progetto intrapreso due anni fa da questa stessa maggioranza.

Oggi si alimenta una crisi che non ha fondamenta politiche, ha molto di personale e non giustifica il comportamento irresponsabile dei rappresentanti del popolo che, apparentemente senza motivo, stanno portando il Comune di Carinola verso una profonda crisi econonomica e politica vista la totale confusione che attraversano, in questa fase, quasi tutte le formazioni operanti sul territorio.

La destra è divisa, la sinistra è stata decimata dalle urne ed il centro rincorre i responsabili della frattura evidenziatasi tra i consiglieri eletti, con continui richiami e giustificazioni che non portano la chiarezza necessaria ad una coalizione che dovrebbe contrastare l'avanzamento registrato dalla destra a tutti i livelli amministrativi. Le ultime notizie dicono che il Pdl abbia già consegnato le sue decisioni al Sindaco confermando tutti gli assessori uscenti meno uno.

Tutto questo non avrebbe senso vista la nota di protesta presentata da Mattia Di lorenzo al coordinatore comunale del partito, in cui sottolinea la non appartenenza al gruppo di Russo e Micillo, nel frattempo è intervenuta la autorevole mediazione che chiedeva una sospensiva fino a Venerdì, esortando il Partito a rivedere la posizione su Di Lorenzo, non ritenuto colpevole, anzi, di comportamento scorretto, in fine ci sarebbero le dimissioni di Micillo dalla Presidenza del Consiglio, che, da quanto mi risulta, avrebbe rimesso il mandato nelle mani del partito, a cui non apparterrebbe........

ALLORA ?... FERMIAMOCI UN ATTIMO!

C'è qualcosa che non va, a questo punto ogni mediazione risulterebbe essere inutile, questa maggioranza ha finito il suo ciclo e, nonostante tutte le implicazioni circa il commissariamenete dell'Ente e la durata dello stesso, deve andare a casa, ed a decretarlo, vista la totale confusione, dovrebbe essere il Sindaco in prima persona, constatando l'effettiva impossibilità a proseguire un progetto viziato dal protagonismo dei singoli, che ignorando la grande anomalia esistente a monte, vogliono curare con la politica ciò che politica non è e non può essere, in quanto la stessa prevede la contrapposizione tra schieramenti opposti e non la loro confusione.
A mali astremi estremi rimedi, quindi, continuare con questi presupposti non giova a nessuno e non rende un buon servizio alla comunità carinolese che, ancora una volta, si vede abbandonata da chi avrebbe dovuto, autorevolmente, guidarla.

Snoopy

giovedì 22 aprile 2010

Nocelleto partorisce prepotenti

I nostri politici sembrano tanti bambini che litigano  per delle caramelle; l’uno ne ha prese più di un altro e questo fa arrabbiare chi è rimasto con meno caramelle. Disgustoso.
Ora, a tutti i costi si vuole la testa di Mattia Di Lorenzo che, a detta di qualcuno,  non ha fatto votare Antonio Russo. Non so chi abbia optato per una motivazione simile a riguardo della sconfitta provinciale di Russo, ma in verità mi sembra una vera e propria scusa sotto cui si nasconde un motivo più concreto e subdolo. 
Mi sembra che a Carinola  il Pdl abbia preso tantissimi voti e, quindi da buon pidiellino, Mattia abbia fatto più che bene il suo dovere. Se Russo non ha raggiunto la quota che gli permetteva di essere eletto, perché se la prende con lui e non con qualche suo compaesano che gli ha tolto un bel po’ di voti? Perché si cerca il pelo nell’uovo?
Il problema lo abbiamo capito benissimo. Il fatto è che gli assessori e consiglieri di Nocelleto, manovrati dal bel Massimo forte della sua ri-elezione regionale, hanno deciso che sono loro ad aver diritto al potere amministrativo, non Casanova, e fanno di tutto per creare problemi.
Mattia è una punta di diamante del Pdl carinolese, uomo che sa fare politica e sa trascinare la gente. E allora bisogna farlo cadere in qualche modo, adducendo scuse e screditandolo agli occhi degli elettori. Cercando di portare la divisione tra Gennaro e Mattia. Ma Mattia non è uno stupido, non lo è mai stato. Sa come parare i colpi.
Il vero problema ora è che l’azione amministrativa subirà una situazione di stallo perché questi signori cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote per ogni cosa che si cercherà di fare. E siamo  alle solite: a subire le conseguenze dei capricci dei politici sono sempre i cittadini. In questo Comune, si combatte per l’interesse della casta e non per il bene della comunità. 
Per ora a Nocelleto staziona la casta più potente del Comune, o così si ritiene,  e lo fa pesare.
C’è da notare una cosa: dopo lo strapotere dibiasiano ora si  avvicina quello grimaldiano, che a dire il vero, mi sembra ancora più subdolo. In un immediato futuro assisteremo a una lotta tra caste nella stessa frazione? Sicuramente.
Che succede?  Nocelleto partorisce prepotenti?

Elettore divertito

mercoledì 21 aprile 2010

Gianfra’ che ti serve?

Gianfrà che te serve? Questo è quello che si vorrebbe sentir dire Gianfranco Fini da Berlusconi per chiudere la querelle in atto datempo nei suoi confronti. La domanda fatidica non è arrivata e lui continua a creare fracasso servendosi dei pochi disperati rimastigli fedeli. Il tutto ammantato da nobili ideali, rilancio dell'azione
politica per il bene dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati a cui ha aggiunto anche gli immigrati. Un professionista della politica non confesserà mai le sue mire concrete lo deve capire l'interlocutore dall'intensità dei dispettucci politici e dall'aumento delle richiesteassurde in nome del popolo. Berlusconi, con tutti i suoi difetti, è sicuramente ad un altro livello e nonostante si accompagni da anni a questo specialista della politica non riesce a capirlo. Fini mai gli chiederà una carica che  non gli venga offerta e crea delle situazioni in modo che questo avvenga. 

Tutti pensano che si sia arrivati alla resa dei conti, ma non è così tutto si concluderà con baci e abbracci non appena alle richieste in politichese di Fini Berlusconi risponderà con qualche elargizione concreta. Può essere un sottosegretariato o il controllo di qualche banca che Fini girerà a qualche fedelissimo che lo aiuti a mantenere il suo potere nel tempo. La promessa che potrebbe sbloccare la situazione per molto tempo sarebbe la promessa di fargli fare il capo del governo nella prossima legislatura o addirittura il presidente della repubblica se non si riuscisse ad approvare la riformacostituzionale. Ormai gli ha regalato un ministero importante come quello degli Affari Esteri poi la Presidenza della Camera è normale che voglia sempre di più. 

Quello che non sembra normale è il suo modo meschino di procedere per ottenere il massimo dall'alleanza, ma ci riesce in modo egregio anche a presentarlo in modo onorevole all'elettorato. Ci riesce bene anche perchè con la sua spregiudicatezza politica dice di condividere ideali della sinistra assicurandosi il loro appoggio o almeno la neutralità nei suoi confronti, canalizzando tutti i loro attacchi nei confronti di Berlusconi. Questi fa finta di non capire il gioco anche perchè è convinto di avere spalle larghe e forti che gli consentono di resistere a tutti gli attacchi che gli vengono portati da avversari ed amici. A Berlusconi serve approvare una riforma della giustizia che lo metta al riparo dalle persecuzioni giudiziarie e quindi ha bisogno di tutti i voti disponibili in parlamento, pertanto si deve tenere Fini ed i suoi seguaci. 

Hanno formato una alleanza sul reciproco interesse e quindi andrà sempre avanti nonostante la maggioranza degli elettori di centrodestra inviti Berlusconi a cacciarlo fuori a pedate. Tra i due non si sa chi sia il puntello dell'altro, anche se a Fini piace recitare la parte del servo maltrattato per salvare la faccia nei confronti del suo elettorato personale. Domani ci sarà la riunione della direzione nazionale in cui ci sarà il chiarimento, forse con baci e abbracci  finali,  perchè nel frattempo la fatidica frase sarà stata pronunciata. Altrimenti ci sarà lo stesso il chiarimento con qualche screzio e qualche mugugno, ma con l'impegno di continuare il cammino politico insieme, ovviamente nell'interesse degli Italiani.

Anonimo
 

 

domenica 18 aprile 2010

Fine di un amore

Mi sono sempre chiesto come abbia potuto un uomo come Gianfranco Fini legarsi a doppio filo a uno come Berlusconi. La politica chiaramente è quella che è, contano i numeri e Fini, a suo tempo,  ha fatto la scelta  che gli sembrava più giusta pur di governare. Fini non è un pivellino; sapeva bene chi è Silvio Berlusconi, conosceva bene quali erano le sue intenzioni politiche e quali i suoi obiettivi. E ha accettato di diventare suo complice. Forse conosceva un po’ meno l’arroganza del personaggio e fino a che punto si sarebbe spinto pur di arrivare dove voleva.
La domanda che però mi facevo è questa: fin dove arriverà Fini a sopportare le strafottenze del Premier nei confronti di tutto e tutti pur di rimanere al suo posto?... Ecco, ha resistito due anni; poi non ce l’ha fatta più.

Era assolutamente impossibile che una persona come Gianfranco Fini, politico di vecchio stampo, equilibrato e attento alle problematiche nazionali e internazionali, oltre che rispettoso della Costituzione e delle Istituzioni,  potesse accettare a lungo le continue violazioni istituzionali del Premier che ha fatto dell’illegalità e della legge del più forte la linea guida del paese, che considera la Costituzione inutile, che ha nullificato la funzione delle due Camere e fa di tutto spettacolo, anche dei funerali.

Fini ha una concezione ben diversa di politica, a cominciare da quella sull’immigrazione la cui filosofia e pensiero ispiratore li ritroviamo nella sua creatura FareFuturo, la sua fondazione. Secondo il pensiero progressista e democratico finiano,  l’Italia è terra dalle mille culture, è terra di incroci e contaminazioni tra l’Europa e i paesi del Mediterraneo; l’appartenenza alla nazione non è legato necessariamente a un’etnia o alla religione, ma è un atto di amore verso il Paese in cui si è nati o si è scelto come patria (http://www.farefuturofondazione.it/ff/default.asp). Concezione molto, molto diversa da quella leghista con cui Fini è costretto a convivere. Idee cosi diverse non  riescono a coabitare a lungo nella stessa casa, né si riesce ad accettare un legame molto poco democratico, basato sulla supremazia di uno solo.

Il problema vero di questa auspicabile scissione sta però nei numeri che forse non sono sufficienti a formare gruppi autonomi forti che possano fare la differenza all’interno del Pdl,  e nell’uso che Berlusconi farà dei media per massacrare il suo dissidente.
Il “partito dell’amore” ha cominciato a colpire subito duro e ha dato prova del suo smisurato “amore” durante la trasmissione Ultima Parola, quando Bocchino ha chiesto più democrazia nel partito. Lupi e la Santanchè hanno letteralmente aggredito Bocchino e Ursi chiedendo loro di uscire dal partito. Questa è la filosofia del Pdl: chi ha delle pretese democratiche non può rimanere nel partito perché chi comanda è sempre e solo Berlusconi. Tutti gli altri devono solo accodarsi.

Per una volta tanto sono d’accordo con D’Alema: per contrastare il Premier bisogna che il Pd dialoghi con Fini  e osservi con attenzione dove egli vuole dirigere la sua forza riformatrice, invece di considerarlo un nemico. Ma un’altra domanda, più nostrana, mi sorge: in caso di rottura tra Fini e il Pdl, il nostro amico Mattia chi appoggerà? E gli elettori carinolesi di destra, notoriamente ex alleanzini, lo seguiranno a ruota o no? Vuoi vedere che anche per la destra politica carinolese si prepara una svolta?
Magari!

Speranzoso

giovedì 15 aprile 2010

Io sto con Emergency

Sono passati ormai giorni dalla cattura di nostri connazionali in Afghanistan ed il risultato è ancora come le prime ore dalla notizia. Credo che tutti ormai sono a corrente di quello che è successo pochi giorni fa in quella terra maledetta chiamata Afghanistan. Tre nostri medici di guerra sono accusati di terrorismo per la detenzione di armi e giubbotti esplosivi all’interno di un ospedale di Emergency nella provincia di Kabul.  E’ una vergogna per il nostro paese. Non ci sono ancora notizie certe su i tre medici italiani e questa è una cosa gravissima e preoccupante. La totale indifferenza da parte delle nostre autorità è sconfortante.

Emergency è un’associazione non governativa fondata nel 1994 da Gino Strada, essa opera in territori di guerra e si è sempre dichiarata neutrale in qualsiasi conflitto perchè la sua posizione è solo quella di curare feriti di guerra, senza distinzioni o schieramenti politici. Un ruolo un po’ scomodo in Afghanistan per chi cura talebani e non…

La vittoria è stata ottenuta. Dopo il ritrovamento delle armi nell’ospedale, Emergency è stata costretta a lasciare Lashkar Gha. Una domanda sorge spontanea! Ma gli ammalati di quell’ospedale che fine faranno? E’ giusto chiarire che il 60% dei ricoverati sono bambini e che quest’assurdità politica li porterà ad una morte sicura.

Voglio concludere questo pensiero gettando un grido di allarme per questi tre nostri connazionali, in balia di un governo ancora da decifrare e senza alcuna regola, colpevoli solo di aver svolto il proprio lavoro con amore e serietà, lasciando alle spalle le declinazioni e gli ideali politici, perché quando in un ospedale di Emergency arriva un fertito non gli si chiede se è talebano, ma si conforta e gli si da speranza, quella speranza che è nella nostra coscienza per questi tre fratelli italiani.

Vaga84

mercoledì 14 aprile 2010

AVVISO

La Redazione del Quiquiri invita tutti i lettori del blog, e non solo, all'incontro organizzativo del CHERNOBYL DAY che si terrà questa sera, 14 Aprile 2010, alle ore 19,00 a Sessa Aurunca nella sede di Legambiente, in Piazza XX Settembre (Piazza Mercato).
Non mancate. Ne va del nostro futuro!

martedì 13 aprile 2010

Carinola SPA in crisi

Da qualche settimana il comune di Carinola è bloccato da una tremenda crisi politica. Giorno dopo giorno l'attrito fra i padroni del vapore è andato sempre più aumentando, sfociando a volte in offese personali, anche se le più gravi sono state recapitate per vie traverse. Si è iniziato in sordina con le considerazioni sul voto amministrativo, come sempre negativo per qualcuno, positivo per altri. Si è continuato con una disanima in negativo sull'attività amministrativa portata avanti in due anni circa dalla giunta in carica. Queste le motivazioni ufficiali che hanno portato alla richiesta di azzeramento della giunta  e la proposta di una nuova giunta, che serva per il rilancio della sua attività e non per punire qualcuno. Queste le parole d'ordine  usate in tali circostanze da qualsiasi politico di ogni schieramento e questa è stata la versione data al grande pubblico.

Ad avvalorare la tesi esposta,  hanno aggiunto alle motivazioni elettorali l'appartenenza a schieramenti ideologicamente diversi. Queste le motivazioni apparenti sbandierate ai quattro venti, ma quelle vere sono note ormai a tutti, la principale è la richiesta di bilanciamento del potere alla luce delle ultime risultanze elettorali.
L'assessore Russo è stato uno dei più votati nell'esercito di candidati al seggio provinciale in palio nel collegio. Il grande risultato elettorale non gli ha però permesso di conseguire l'obiettivo prefissato, a causa del gran numero di contendenti. Comunque la grande raccolta di consensi, nonostante l'aspra lotta contro avversari ed alleati, lo ha convinto di essere più forte e lo ha spinto a chiedere qualche soddisfazione personale ed un peso politico maggiore.
L'altro candidato di rilievo, indubbio trionfatore della tornata elettorale, anche se non presente fisicamente, vuole consolidare la sua figura di prima donna nella politica carinolese proprio in virtù degli ultimi risultati.

Se per Russo è alquanto facile essere soddisfatto, almeno in parte, nelle proprie richieste, per Grimaldi è molto più difficile. Non essendo presente in consiglio comunale dove è rappresentato da due "nessuno", gli è molto difficile realizzare i propri desideri di supremazia. L' abitudine italiana di scegliere poveri diavoli per essere rappresentati non sempre rende. Se queste operazioni fanno vivere sonni tranquilli di non essere scalzati da leader, hanno però l'inconveniente che questi individui non riescano a portare a termine il compito assegnato.
Anche se viviamo nell'era dei telefonini, molte volte è necessaria una risposta immediata che tali individui  non sono in grado di dare. Per queste considerazioni, la tentazione di far saltare il tavolo è forte in Grimaldi,  e rifare un nuovo consiglio che risponda interamente a lui. Il problema è la riuscita dell'operazione senza addossarsene la responsabilità; molto meglio sarebbe addossarla al sindaco che si rifiuta di rivitalizzare la giunta. 

 La tentazione di distruggere e rifare tutto secondo le proprie aspirazioni è presente in parecchi, sicuri di riuscire nei propri intenti, perchè sanno che questo Comune è una società per azioni di cui pochi posseggono un pacchetto azionario. Per loro le elezioni sono facili e scontate, basta mettere insieme alcuni azionisti, o comprarli come faceva qualcun altro, ed il gioco è fatto. Basta metter insieme Grimaldi, Russo, Marrese, Mannillo; a  questi si accoderanno altri azionisti più piccoli con l'immancabile De Risi che sarà arruolato con la ormai avariata promessa di sindacatura. Questi i soci di maggioranza che sentono il proprio potere sminuito, pensando di meritare tanto di più  in relazione al forte numero di nuovi consensi acquisiti rispetto ai precedenti. Se il sindaco vorrà risolvere la crisi, dovrà sottostare in gran parte al dictat della nuova forza dei soci o dimettersi.

Per adesso le voci di neo candidati a sindaco, o meglio, candidata sempre pronta per tutte le stagioni e per tutti gli schieramenti, restano voci che servono solo a fare pressione sulle volontà del sindaco. Ora il sindaco deve decidere se insistere nel  difendere lo status quo o cedere alle richieste dei forti soci nocelletesi. Il suo errore più grande sarebbe fare affidamento sui dissidenti del PD, che adesso lo circuiscono assicurandogli il loro appoggio, ma che sicuramente lo abbandonerebbero nel momento del bisogno, lasciandolo solo.

La soluzione deve essere trovata, se possibile, all'interno della maggioranza, acconsentendo alle richieste, se ragionevoli; altre strade conducono alla fine. I cittadini comuni aspettano che si decidano; intanto sembra, che a causa dei giochetti in atto, siano stati persi importanti finanziamenti e certamente ai vigilini non sarà rinnovato il contratto. Sarebbe ora che in questo Comune ci si sforzasse di far entrare qualche altro socio nella società comunale  che sapesse portare scompiglio tra le file di quelli attuali. Una forza nuova che agirebbe al di fuori degli attuali schemi, logori ed alquanto sporchi, e che sapesse portare una spiacevole sorpresa agli attuali soci della spa Carinola, ma bellissima per la comunità: quella di una ventata di freschezza e pulizia.  
Una chimera? Non bisogna privarsi anche dei sogni.

 Occhi di gatto

sabato 10 aprile 2010

Uomini, ominicchi e quaquaraquà

“Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…”
L’analisi di Leonardo Sciascia (Il giorno della civetta,1961), attualissima come non mai, descrive in maniera sublime l’umanità in genere e in particolare quella che compone la classe politica italiana a tutti i livelli.

La politica carinolese non fa eccezione: è piena di ominicchi, piglianculo e quaquaraquà. Le altre due categorie menzionate da Sciascia sono talmente piccole che quasi non si vedono; bisogna cercarle col lanternino, come faceva Diogene. La classe politica carinolese da tempo è diventata una casta a sé stante, che niente ha a che vedere con le necessità e le problematiche dei cittadini e del territorio, ma difende solo interessi personali e di partito come prima e peggio di prima. Più personali che di partito.

Noi elettori abbiamo votato, due anni fa, una coalizione mista che andava sotto il nome di Insieme per cambiare. Il nome diceva tutto:  uniti tutti insieme, al di là delle ideologie politiche di ciascuno, per  apportare dei cambiamenti positivi in un territorio sfruttato e bistrattato dalla politica clientelare debiasiana portata avanti per troppi anni. Durante i comizi, sono state fatte ai carinolesi delle promesse, sono state date delle speranze e alimentate delle aspettative. Al cospetto di cittadini che applaudivano speranzosi sono stati presi degli impegni, non solo materiali come la ripulita di Selleccola, la differenziata e la risoluzione del contratto della gestione cimiteri con la SACOM, ma degli impegni morali: portare avanti uniti un quinquennio amministrativo che potesse dare a Carinola stabilità e fiducia nell’istituzione Comune.

Parole.Tante parole. Parole di quaquaraquà…. Siamo stati subito traditi.

Immediatamente sparita la coalizione Insieme per cambiare sostituita dal più pratico ognuno per sé.  La lotta alle poltrone è diventata senza quartiere. Il sindaco, che forse avrà le sue colpe ma che pur è stato scelto dalla maggioranza politica e dalla maggioranza degli elettori,  non sa da che parte parare i colpi che gli arrivano: pretese, tradimenti, inciuci, complotti, traslochi di partito, ritorni, vendette, piccolezze e, dopo il tonfo delle provinciali, risentimenti, rancori, teste che si vorrebbe cadessero, giunta che si vuole azzerare, eventuali dimissioni del primo cittadino. Uno squallore. Peggio della politica nazionale.  Noi cittadini, che abbiamo votato a suo tempo una coalizione che ci sembrava affidabile,  assistiamo per l'ennesima volta alle solite farse burlesche da quattro soldi e ci ritroviamo senza nessuno che ci rappresenti e si interessi veramente di noi.

E le promesse di buona amministrazione fatta agli elettori? E le speranze di cambiamento alimentate nei cittadini? E la risposta alla fiducia che è stata accordata ad ogni singolo candidato?... Nulle. 

Come possiamo definire amministratori cosi?...  niente altro che ominicchi e quaquaraquà. Gente da quattro soldi che sa dall’inizio che prenderà per i fondelli gli elettori perché il suo scopo non è quello di amministrare per il popolo, ma ottenere un proprio scopo, utile solo a se stesso.
Se fossero stati uomini,  si sarebbero tutti assunti la propria parte di responsabilità, nel bene e nel male, e insieme, come da promesse, avrebbero tenuto in vita fino alla fine del quinquennio, una coalizione nata per amministrare Carinola, come si conviene a gente di parola. Per onestà verso gli elettori e per propria dignità di uomini avrebbero messo da parte qualsiasi ideologia, qualsiasi tornaconto politico per non deludere le aspettative che loro stessi avevano alimentato. E invece niente di tutto questo si è verificato perchè  di uomini, nella politica di questo Comune, non ce ne sono. Solo il solito, squallido teatrino che fa venire la nausea alle persone che lavorano  sodo per campare e che ormai non si aspettano più niente da nessuno. Meno che mai dai politici.

I piglianculo, sebbene non nello stretto senso sciasciano, siamo noi elettori, che non impariamo mai la lezione e lo prendiamo a quel posto da chiunque si mette a fare il politicante. Continuiamo a prestarci al loro gioco e far finta di credere a tutte le stronzate che ci vengono dette, rassegnati come siamo ad essere usati e sfruttati, senza riuscire a credere nella nostra forza di elettori. E non sappiamo liberarci definitivamente di tutti questi quaquaraquà che starnazzano a vuoto.

Elettore incazzato

giovedì 8 aprile 2010

Lettera di un carbonaro ai politici

A tutti i signori politicanti che volano, come api sul miele, da qualche decennio sulla provincia di caserta:
Ma quanto pensate di campare? 100 anni? 1000? e cosa ne sarà dei vostri figli? che mondo lascerete loro? non vi preoccupa il fatto che grazie alla vostra politica inefficace, antiquata, ignorante, avete creato l'inferno?
E' grazie a voi se migliaia di ragazzi lasciano la nostra terra per cercare una vita migliore altrove.
E' grazie a voi se oramai i nostri terreni sono inquinati, pur non avendo noi nè fabbriche nè industrie.
E' grazie a voi se i camorristi sguazzano nel lusso più sfrenato.
E' grazie a voi se la nostra terra non ha voce nel parlamento italiano.
E' grazie a voi se i trasporti pubblici non funzionano.
E' merito vostro se gli ospedali sono oramai merce di scambio.
Ci sarebbe da fare una lunga lista ma, causa vomito, mi fermo quì.
Quante belle cose che avete fatto!!! complimenti sinceri.
In tutta onestà:
Vi manderei a spaccare le pietre dalla mattina alla sera, così da farvi sudare ogni centesimo guadagnato.
Vi farei lavorare in fabbrica per 12 ore al giorno senza tappi nelle orecchie.
Vi toglierei tutti i soldi che fino ad oggi avete guadagnato ingiustamente.
Vi farei pagare tutto quello che ingiustamente non avete pagato.
Ne avrei di cose da farvi fare. Altro che correre da un paesello all'altro per tessere strategie politiche, come le chiamate voi!!!
E siccome la speranza non mi abbandona mai, non è detto che un giorno tutto questo non possa succedere.
SI ASPETTA SOLO CHE LA GOCCIA FACCIA TRABOCCARE IL VASO (CHE E’ QUASI PIENO).
Hasta la Victoria siempre.
Viva la Rivoluzione del Sud

Un carbonaro

lunedì 5 aprile 2010

Biasox alla riscossa

 Il suffragio generale del regno di Maradonia si era concluso in modo più che lusinghiero per il conte Biasox anche se il suo amatissimo re Antonio Afraulanum de Mondezzis non sedeva più sul trono.  Il vassallo Fabozzius, a cui aveva giurato fedeltà, era stato molto votato nella contea di Calenum e con sua grande consolazione era riuscito pure a non far eleggere Antonio il Russo come consigliere presso la corte del vicerè. Adesso doveva approntare i  preparativi per riprendersi la contea di Calenum governata dal  duca Giano Trifronte che se ne era impossessato con un subdolo stratagemma. 
Subito convocò il nobile don Luis de Santa Cruz che da tempo si era pentito di aver tradito il conte e segretamente gli aveva giurato di nuovo fedeltà. Si incontrarono di nascosto in una fazenda di don Luis ed alla riunione partecipò anche don Juan de Bufalarinis. Insieme concertarono il piano per esautorare Giano. 

Il giorno dopo, don Juan, recatosi al palazzo ducale, presentò un atto di accusa contro il duca chiamandolo a rispondere davanti al Consiglio della contea. L'accusa era di grave malversazione di fondi per favorire amici del duca e del suo primo cavaliere, Mattia il Gerarca di sinistra. I fondi di cui si parlava erano stati spesi per delle pregiatissime piante orientali rivelatisi poi per dei comuni ulivi e per una fornitura di petrolio per la pubblica illuminazione rivelatasi comune acqua di pozzo. Nel contempo don Luis organizzò una riunione nella sua fazenda con i più influenti consiglieri della contea. In quella riunione si decise di chiedere al duca l'esilio del suo primo cavaliere, Mattia il Gerarca di sinistra, altrimenti  avrebbero messo lui sotto accusa costringendolo all'abdicazione. 

Oltre alle accuse di malversazione, don Luis riuscì, seguendo le indicazioni di Biasox, a convincere tutti che la mancata elezione di Antonio il Russo era stata causata dal tradimento di Mattia il Gerarca. Inoltre convinse anche Maximus Grimaldellus, che pure era presente alla riunione, che Il Gerarca avesse tramato anche contro di lui, pur senza esserci   riuscito. Per convincerlo, gli  rivelarono che aveva fatto partecipare al complotto, blandendolo con delle astruse promesse, il nobile Ughetto dei Farmaci, grande amico di Maximus. 
Il giorno successivo, intorno al palazzo della contea ci fu molto fermento in attesa delle decisioni che il Gran Consiglio avrebbe preso sull'atto di accusa di don Juan. Vari villici e  servitori della gleba si accalcavano intorno al palazzo, alcuni per curiosità ed alcuni per paura di perdere l'elemosina che il duca distribuiva ad alcuni di loro.

All' ora prestabilita per l'assemblea, gli araldi annunciarono l' entrata nel salone del duca Giano accolto dall'ovazione del pubblico presente. La loro attesa fu però delusa dall'assenza dei consiglieri che Giano Trifronte aveva convinto a non presentarsi in modo da impedire a don Juan di leggere il suo atto di accusa. Dopo alcuni minuti di attesa, preso atto delle assenze dei consiglieri che nel frattempo passeggiavano nel cortile sotto stretta sorveglianza delle guardie del duca, l'assemblea fu sciolta. 

A quel punto entrò in scena don Luis, che consegnò al duca una pergamena dove erano scritte le richieste  alle quali doveva sottostare se voleva continuare a governare. La richiesta era chiara, doveva esiliare il suo primo cavaliere. Anche le intenzioni erano chiare: lasciato senza il suo cavaliere più valido e fedele, sarebbe finito anche il suo potere assoluto. 

Il duca rimase colpito dalla richiesta inaspettata, ma per non farsene avvedere sfoggiò per l'occasione una quarta faccia che teneva per riserva da usare nelle occasioni eccezionali e questa era una di quelle. Con fare deciso dichiarò ad alta voce, in modo che tutti sentissero e riferissero in tutta la contea, che mai e poi mai avrebbe acconsentito a quelle ignobili richieste. Per rendersi ancora più credibile dichiarò che avrebbe sacrificato la sua carica e la sua vita per non far torcere un capello al suo fido cavaliere.

Tutti i servitori della gleba presenti lo applaudirono e  acclamarono a gran voce, mentre i valvassini e lo stesso Mattia il Gerarca restarono muti in disparte cercando di capire cosa avesse in mente, sapendo che il pensiero del duca raramente corrispondeva alle sue parole. 

Una veloce staffetta portò al conte Biasox le notizie dei fatti accaduti nel palazzo della contea e quegli, con un ghigno di soddisfazione, si fregò le mani. Il suo piano procedeva speditamente e secondo quanto previsto, anche se egli stesso aveva molte perplessità sulle vere intenzioni di Giano Trifronte che, apparentemente, così facilmente era caduto nel suo tranello......

Il Conte del Grillo

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua ecologica

Domani, pasquetta, torme di persone si riverseranno nelle nostre campagne e sulle nostre montagne per consumare in allegria i tanti avanzi dell’abbondantissimo pranzo pasquale. Molto bello. Anche questi sono momenti di svago e di aggregazione che non possono mancare in ogni comunità. Mi sono sempre divertita alle scampagnate post-pasquali tra tanti amici e compaesani, anche quando, molto giovane, non avevo ancora sviluppato una coscienza ecologica. Forse perché allora non ce n’era bisogno.
Pensando a domani, mi spaventa un po’ l’idea di tante persone che aggrediscono le campagne e le montagne lasciando sul posto i loro rifiuti che aumenteranno l’inquinamento del suolo in luoghi già abbastanza inquinati e mai risanati.
Molti non si pongono il problema e lasciano là dove si trovano ogni sorta di rifiuti; carta stagnola, scatolette di tonno, forchettine, piatti e bicchieri di plastica e chi più ne ha più ne metta.
E’ bene dirlo, purtroppo l’inciviltà dilaga. Se si fa una passeggiata in montagna il martedì dopo la pasquetta, ci si rende conto che non siamo affatto una comunità civile.
Mi rivolgo a tutti, soprattutto ai più giovani: rispettate l’ambiente. Portatevi dietro delle buste in cui depositare i rifiuti che riporterete  con voi in paese a sera e potranno andare nella differenziata.
Ai più coscienziosi e responsabili chiedo di più: ripulite, per quel che è possibile, la zona da precedenti soste e scampagnate di persone poco interessate al problema ambiente.
Volendo e mettendoci buona volontà, possiamo fare di questa giornata di pasquetta non solo un motivo di svago e divertimento, ma anche un’occasione ecologica, ripulendo intorno a noi tutto ciò che deturpa il suolo.
Se ognuno ripulisse da precedenti rifiuti l’area in cui si ferma a scampagnare, domani avremmo una montagna quasi pulita. Il nostro grado di civiltà si vede anche da questo.
Le nostre montagne sono bellissime e vanno vissute da tutti, ma in armonia con la natura e nel pieno rispetto ambientale.
Perciò, wagliù, armatevi di buona volontà, portatevi dietro tante buste di plastica da riempire  e…
buona pasquetta! E speriamo che non piova!

Gala

venerdì 2 aprile 2010

Il partito dello struzzo

I commenti ai risultati della campagna elettorale appena conclusa tengono ancora banco su tutti i giornali da parte di politici e commentatori politici. Seguendo le discussioni, si è notato che non sono state per niente accese, in parte perchè i risultati sono stati abbastanza chiari ed in parte per quel desiderio di accordarsi a tutti i costi che vige tra i partiti italiani. Tra le dichiarazioni che più hanno colpito l'opinione pubblica ci sono quelle del segretario del Partito Democratico, ribattezzato Partito dello Struzzo. Come fa quell'animale quando si trova in difficoltà, di mettere la testa sotto la sabbia, così si comportano i dirigenti di questo partito. Il segretario ha esordito affermando di aver vinto perchè ha perso solo in sei regioni invece che in quasi tutte come si aspettava. In questo modo è convinto di aver risolto il problema, senza comprendere che ormai le scempiaggini le bevono in pochi anche se devono subirle. Continua col suo proporsi come difensore delle classi deboli, dei lavoratori e dei disoccupati, facendo finta di non capire che è lui il problema, insieme a tutta la classe politica italiana, a causa della spesa enorme che assorbono. 
Continua a chiamare razzisti quelli della Lega non vedendo che l'enorme numero di immigrati irregolari e clandestini sono un problema per gli italiani e anche per loro stessi. 
Continua con l'invocare la punizione fiscale sulle categorie produttive del paese che permettono a questo paese di annoverarsi tra i primi del mondo. Lui e tutta la corte di funzionari dell'ex PCI che campavano e campano di politica continuano con queste che hanno fatto diventare delle facezie. Nascondendosi dietro a sbiadite ideologie che sono sempre attuali, ma che non vogliono comprendere che sono travolte dai popoli quando sono in difficoltà. Loro continuano a galleggiare, cosa che forse in fondo è il loro vero obiettivo principale. Non li preoccupa il rischio di affondare sotto l'urto di un'ondata più forte delle altre che potrebbe venire dai movimenti spontanei costituiti al di fuori dei partiti.   

Tra le molte giustificazioni di questa sconfitta, che è stato costretto suo malgrado ad ammettere, ha sbandierato ai quattro venti le liste di Grillo. Non si comprende per quale motivo, ma hanno fatto passare il concetto che i votanti delle liste Grillo siano tutti votanti della sinistra. Se anche lo fossero, sono persone schifate dei loro comportamenti che mai li voterebbero anche se hanno ribrezzo del teatrante che domina attualmente il panorama politico italiano. Da rilevare che appena il segretario del partito dello struzzo ha dato questa versione, tutti l'hanno presa per buona e ripetuta nei giornali e telegiornali. 
Questo movimento spontaneo li terrorizza, il politico di professione quando nota masse di persone con le quali è difficile o addiruttura impossibile patteggiare o scendere a compromessi, tenta di distruggerli o almeno di demonizzarli. Così hanno iniziato di nuovo con la storia dell'antipolitica e del comico, come se loro fossero tutte persone serie quando,  invece, a capo hanno anche loro un capocomico. Ancora una volta invece di recepire le istanze che questo popolo ormai numeroso sostiene, le ignorano girando la faccia dall'altra parte con la segreta speranza che non guardando la realtà cambi. Non vogliono affrontare la realtà dell'esistenza di persone che dalla politica non si aspettano il privilegio personale, ma che pretendono solo che faccia il proprio dovere di programmare e gestire la vita pubblica e non i propri interessi e quelli degli adepti. 
Non comprendono che queste persone, in quanto più intelligenti di loro, se non hanno la forza di sconfiggerli almeno hanno quella di farli vivere nella preoccupazione. La Lega, che inizialmente pure era un movimento di opinione, ha iniziato con dei programmi che allora sembravano assurdi ed indigeribili, ma nel tempo, anche se con qualche modifica, è riuscita a coinvolgere milioni di persone. 
Se si prosegue nel combattere per le proprie idee per cambiare la società, prima  o poi ci si riesce. Se si parla di vero cambiamento, non si deve intendere il cambiamento predicato dai politici in questi giorni, inteso come sostituzione del personaggio seduto sulla poltrona, ma cambiamento delle regole che favoriscano la migliore convivenza possibile. Per realizzare qualunque progetto innovativo bisogna prima abbattere questi struzzi che hanno la testa nella sabbia, molte volte, non per paura ma perchè là sotto trovano il becchime che li ingrassa.

Grillino

giovedì 1 aprile 2010

Legacentro

Caro PD,
ricordo ancora quella mattina. Ci siamo svegliati tra le macerie. Intorno a noi solo sangue e distruzione. Il sogno, il nostro sogno, di un mondo più giusto, senza poveri, dove ognuno potesse avere secondo le sue necessità, ci era crollato addosso. 
Il crollo era stato tanto violento da trascinare con sé il MURO. Quel muro che separava l'effimero occidente dalla concretezza di una povertà che non accennava a sparire e che era diventato il muro della vergogna.
Ti abbiamo cercato, tutti, ma non c'eri. Prima che la paura diventasse disperazione, per fortuna, abbiamo incontrato CULTURA, la nostra amica di sempre. Ci ha rassicurato come bambini: il vostro papà non è morto, è solo ricoverato. Tornerà, magari non uguale a prima, ma tornerà.
Qualcuno non ci stava. Lo voleva esattamente come prima, convinto di poterlo "rifondare", clonare se necessario, e ci ha lasciato.
Nell' attesa, CULTURA ci intratteneva. Fine della storia, dicevano. Non più due mondi contrapposti, finalmente uno solo: democrazia e capitalismo, la coppia vincente. Ma CULTURA si affrettava a dirci che anche in questo contesto avevamo un senso: l'uguaglianza doveva essere la nostra bandiera, la ridistribuzione il suo mezzo. La critica del capitalismo aveva ancora senso, PIL era il nemico da abbattere.
Venne SEN e lo distrusse, non con la fantasia, ma con la scienza. Il suo indice di povertà e la sua teoria dell'eguaglianza e delle libertà ci avevano dato la medicina per guarirti. E così tornasti, molto cambiato.
Ora eri UOLTER.
Il mondo nuovo era possibile, non era utopistico. I delinquenti erano delinquenti e non poveracci figli di una società che li aveva abbandonati. Chi meritava doveva avere di più e non essere appiattito, gli immigrati andavano accolti, ma rispediti a casa se venivano per delinquere. In una parola le cose dovevano essere viste nella loro realtà e, poi, riformate col criterio dell'uguaglianza e della libertà.
Per fare questo ci volevano persone nuove. E le scelse. Anche se accettò un abbraccio mortale che "non c'azzeccava niente" né con la libertà né con l'uguaglianza. Troppo di destra, qualcuno lamentava, ma c'eri.
Il tuo arrivo spazzò via quelli che ti volevano come prima. Eri lì, diverso ma bello. Finalmente!
Purtroppo non tutti erano preparati al tuo arrivo ed il tuo esercito troppo debole e disorganizzato per vincere contro quelli che ti vedevano troppo nuovo. UOLTER si è arreso. Ti hanno tolto la lucente armatura con cui ti sei presentato e ti hanno lasciato in biancheria intima, senza identità.
Non sappiamo più chi sei o chi vuoi essere e cerchiamo altrove.
Guardati intorno, sopra hai la LEGA, sotto la DESTRA. Sei solo al CENTRO, dove qualcuno, in tua attesa si è preoccupato semplicemente di governare bene. Intanto l'abbraccio che "non c'azzecca" ti sta succhiando lentamente la linfa vitale.
Dal passato puoi fuggire o imparare qualcosa. A me sembra che stai fuggendo senza sapere dove vai: "hakuna matata". Da questa ennesima lezione io deduco che dovresti liberarti dall'abbraccio mortale e tornare a lavorare sul territorio, con le vecchie sezioni in cui eri maestro; sentire la gente e non l'apparato. Il territorio in primo piano ed il coniugio uguaglianza-libertà sullo sfondo potranno, forse, risvegliarci da questo incubo che ci riporta in mente quel giorno.
Con una aggravante: stiamo perdendo la speranza!

Anonimo

 
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